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Sentenza

Sentenza n. 3866/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

Giustizia amministrativa202600898

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: sentenza del TAR Marche che aveva respinto il ricorso contro il silenzio-rigetto sull'istanza di accesso agli atti dell'offerta di un'altra concorrente esclusa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa appellante, esclusa dalla gara per avere presentato un'offerta collocatasi al di sopra della soglia di anomalia, aveva chiesto alla Provincia di Macerata l'accesso all'offerta economica di un'altra concorrente, anch'essa esclusa per erronea formulazione dell'offerta. L'accesso era funzionale alla possibile contestazione dell'esclusione dell'altra concorrente e alla conseguente rimodulazione della soglia di anomalia a vantaggio dell'appellante, ma tale specifica finalità non era stata indicata nell'istanza, nella quale erano stati richiamati genericamente motivi di giustizia. Formatasi una determinazione tacita di rigetto, l'impresa aveva proposto ricorso al TAR Marche, deducendo l'erronea applicazione degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990 e la violazione dei principi di trasparenza e buon andamento dell'amministrazione. Il TAR aveva respinto il ricorso ritenendo l'istanza genericamente formulata. In appello, l'impresa ha contestato tale decisione. Nelle more del giudizio, tuttavia, la Provincia ha esibito la documentazione richiesta; con nota del 4 maggio 2026 la difesa dell'appellante ha quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto dell'avvenuta esibizione della documentazione di gara richiesta dall'appellante. L'accesso intervenuto nelle more ha eliminato l'utilità concreta e attuale della decisione sull'impugnazione della sentenza di primo grado e sul diniego tacito di accesso. Il Collegio non ha quindi esaminato nel merito la correttezza della motivazione del TAR circa la genericità dell'istanza né le questioni relative alla sussistenza del diritto di accesso. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'espresso accordo intervenuto tra le parti costituite.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    Le disposizioni sono state richiamate dall'appellante in relazione al diritto di accesso agli atti di gara, ma il Consiglio di Stato non ne ha esaminato il merito a causa della sopravvenuta carenza di interesse.

  • Principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione

    Sono stati invocati dall'appellante come parametri di legittimità del diniego di accesso, senza essere esaminati nel merito dal giudice d'appello.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio avente a oggetto un diniego o silenzio-rigetto su un'istanza di accesso, l'amministrazione esibisce integralmente la documentazione richiesta, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, conseguente all'ostensione della documentazione richiesta, consente al giudice di definire il giudizio senza esaminare nel merito la legittimità del diniego originario.
  • Le spese di lite possono essere compensate quando le parti costituite raggiungono uno specifico accordo in tal senso.

Come è indicizzato

MaterieAccesso agli atti di garaAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativoContratti pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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