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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17930/2025 del 13/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

il giudice dell'esecuzione ha calcolato la pena complessiva applicando la continuazione tra le sentenze già definitive, avendo considerato come reato più grave quello per l'omicidio (o tentato omicidio connesso) e computando gli aumenti per i reati avvinti in continuazione e per i reati satellite (detenzione, porto e ricettazione di armi clandestine e associazione per delinquere divenuta satellite). I computi sono stati effettuati sulla base delle entità delle pene già al netto della riduzione per il rito abbreviato (frazione di un terzo). Il ricorrente aveva censurato il metodo e la motivazione del calcolo della pena complessiva

La decisione

il giudice dell'esecuzione ha confermato gli aumenti ritenuti per i reati in continuazione e per i reati satellite: aumento di 1 anno e 4 mesi per la detenzione e il porto illegali di arma in continuazione con l'omicidio; aumento di 2 anni per il tentato omicidio considerato satellite; aumento complessivo di 2 anni e 8 mesi per i sette reati in materia di armi; aumento di 4 anni e 8 mesi per il reato di associazione per delinquere considerato satellite (in relazione a una pena netta di 8 anni inflitta in sede cognitoria). Sulla base di questi addendi il giudice dell'esecuzione ha determinato la pena complessiva in anni 29 e mesi 4 di reclusione. La Corte ha ritenuto corretta la metodologia adottata (computi operati sulle pene già al netto della diminuente per il rito) e ha respinto la doglianza del ricorrente, evidenziando che il procedimento aritmetico produce lo stesso risultato anche applicando la riduzione in diversa successione, fermo restando il precetto di cui all'art. 187 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    principio secondo cui, nell'applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato, si considera più grave la violazione per la quale è stata inflitta la pena più grave, anche quando per alcuni reati si è proceduto con giudizio abbreviato; guida la scelta del reato-faro per il calcolo della continuazione

  • Sentenza Sezioni Unite n. 7029 del 28/09/2023 (Giampà)

    precedente richiamato dalla difesa: la Corte ha ritenuto che il principio richiamato non è in contrasto con l'operato del giudice dell'esecuzione; la decisione di merito conferma che la disciplina sulle continuazioni e sui calcoli delle pene deve essere applicata tenendo conto delle peculiarità del rito abbreviato ma senza mutare il principio di scelta del reato più grave

  • riduzione per il rito abbreviato (frazione di un terzo)

    la diminuzione per il rito abbreviato è stata applicata alle singole pene prima dei computi: il giudice osserva che calcolare il cumulo sulle pene lorde e poi applicare la riduzione, oppure calcolare sulle pene già ridotte, conduce allo stesso risultato numerico purché la diminuzione non sia applicata due volte

Massime di principio

  • Quando si applica la continuazione o il concorso formale, il reato «più grave» è quello per il quale è stata inflitta la pena maggiore: il giudice dell'esecuzione deve prendere come riferimento tale pena per determinare la tecnica di cumulo e gli aumenti
  • La riduzione per il rito abbreviato (frazione di un terzo) può essere considerata prima o dopo il cumulo purché non venga duplicata: computare sulle pene già ridotte o ridurre il risultato finale applicando la stessa formula aritmetica deve portare allo stesso esito numerico
  • I reati satellite (reati collegati ma non principali) possono comportare aumenti distinti che il giudice dell'esecuzione può ritenere non suscettibili di ulteriore riduzione, specialmente quando l'entità dell'aumento è minima rispetto alla gravità dell'offesa
  • L'associazione per delinquere o la partecipazione ad associazione mafiosa può essere inquadrata come reato satellite se la continuazione più ampia è riconosciuta; in tal caso la pena va computata come aumento collegato al reato-faro
  • Nella verifica dei calcoli della pena complessiva il giudice dell'esecuzione deve motivare chiaramente l'ordine di priorità dei reati (quale è stato ritenuto più grave) e l'operazione aritmetica effettuata; censure difensive che non colgono la logica del computo possono essere respinte

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