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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22308/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare (poi arresti domiciliari) disposta dal G.i.p. per il reato di trasporto, in concorso, di sei chili di canapa indiana occultati in un doppiofondo sotto il sedile posteriore. Il motivo principale del ricorso era la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione ai gravi indizi di colpevolezza: il ricorrente sosteneva di essere solo passeggero, di avere accompagnato l'amico da Roma a Lecce per ragioni lecite (pezzi di ricambio) e di non essere stato consapevole del carico di stupefacente; denunciava che gli elementi considerati dal Tribunale del riesame (nervosismo, conoscenza delle ragioni del viaggio, espressione di dispiacere dell'amico, segnalazione della Guardia di Finanza) non erano sufficienti a dimostrare una collaborazione consapevole e non erano adeguatamente motivati.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale del riesame fosse congetturale: gli elementi indicati (ragioni del viaggio, nervosismo, dispiacere dell'amico) sono ambigui e, presi singolarmente e nel loro complesso, non dimostrano un apporto consapevole e agevolatore del ricorrente al trasporto della droga. La Corte ha inoltre osservato che, sebbene la segnalazione della Guardia di Finanza possa avere rilievo, il Tribunale del riesame non ha spiegato in cosa essa consista, impedendo di valutarne la portata probatoria. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Bari per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 544 del 12/12/2024, dep. 2025 (Giaquinto), Rv. 287403-01

    Sez. 3, n. 544 del 12/12/2024, dep. 2025, Giaquinto, Rv. 287403 - 01

    La distinzione tra concorso nel delitto di illecita detenzione e connivenza non punibile richiede, per il concorso, la presenza di un apporto consapevole, positivo, materiale o morale, anche in forma agevolatrice che conferisca sicurezza o collaborazione al correo; la mera condotta passiva o la semplice presenza non sono sufficienti a configurare concorso.

Massime di principio

  • La semplice presenza nel veicolo, il nervosismo o la conoscenza apparente delle ragioni del viaggio non bastano, di per sé, a provare la consapevolezza e il concorso nel trasporto di stupefacenti; il giudice deve individuare fatti specifici che dimostrino un apporto positivo e consapevole.
  • Per qualificare un soggetto come concorrente è necessario provare atti o comportamenti idonei a favorire consapevolmente il traffico (es. occultamento materiale, gestione del nascondiglio, comunicazioni che dimostrino accordo, consegna di oggetti/chiavi, ripartizione dei ruoli), non solo elementi indiziari ambigui.
  • Quando la gravità degli indizi si fonda su segnalazioni investigative esterne, il giudice deve descrivere e motivare in che cosa consista quella attività investigativa e quale rilevanza probatoria abbia rispetto al singolo indagato, evitando motivazioni meramente congetturalI.
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe sollecitare che venga chiarito il contenuto della segnalazione investigativa, mettere in luce spiegazioni alternative lecite per la condotta del ricorrente e contestare la conversione di atteggiamenti ambigui in prova di consapevolezza.
  • Gli organi giudicanti devono evitare ragionamenti basati su accumulo di circostanze indiziarie generiche: la qualificazione del comportamento come concorso richiede un nesso fattuale tra il comportamento del ricorrente e la realizzazione del fatto illecito.

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