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Regolamento

R.R. Puglia 18/2020

Criteri e Standard per la definizione dei Piani Triennali di Fabbisogno di Personale per i Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. Puglia ai sensi del L.R. 25/2006.

Normativa regionaleR.R. Puglia 18/2020

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento fissa, per la Regione Puglia, criteri, standard numerici e riparti percentuali per definire i Piani triennali e annuali di fabbisogno di personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, con riferimento ai servizi SISP, SPESAL, SIAN e servizi veterinari. È vigente dal 28 ottobre 2020 e non contiene un limite temporale di applicazione.

Criteri per i piani triennali di fabbisogno di personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL pugliesi

Criteri per il fabbisogno di personale dei Dipartimenti di Prevenzione

Il regolamento, applicabile alle ASL della Regione Puglia, definisce i criteri e gli standard da usare per la predisposizione dei Piani triennali di fabbisogno di personale e dei correlati piani assunzionali dei Dipartimenti di Prevenzione. La disciplina è costruita in coerenza con la L.R. 25/2006 e con il modello organizzativo del Regolamento regionale n. 13/2009.

Finalità e impianto generale

Il provvedimento mira a rendere omogenei i criteri di allocazione delle risorse umane nei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. pugliesi, individuando:

  • le attività rientranti nei livelli essenziali di assistenza di prevenzione collettiva e sanità pubblica;
  • le funzioni dei singoli servizi;
  • gli standard di personale per direzione, staff e strutture operative;
  • ulteriori criteri di riparto per la programmazione triennale e annuale.

Ambito dei LEA di prevenzione e attribuzione delle competenze

Il regolamento richiama il DPCM 12 gennaio 2017 sui LEA e ricostruisce le aree di intervento della prevenzione collettiva e sanità pubblica, attribuendo le responsabilità ai servizi del Dipartimento di Prevenzione. Le aree riguardano:

  • sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie;
  • tutela della salute e sicurezza degli ambienti aperti e confinati;
  • sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • salute animale e igiene urbana veterinaria;
  • sicurezza alimentare e tutela dei consumatori;
  • sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, promozione di stili di vita sani e screening;
  • attività medico-legali per finalità pubbliche.

Per ciascuna area sono elencati i programmi/attività e il servizio competente, così da collegare direttamente i compiti istituzionali al fabbisogno di personale.

Organizzazione del Dipartimento di Prevenzione

La Direzione del Dipartimento di Prevenzione è posta al vertice dell’assetto organizzativo e svolge funzioni di coordinamento, gestione del budget, verifica degli obiettivi, rappresentanza esterna e gestione delle emergenze. Alla struttura amministrativa dipartimentale sono affidate segreteria, gestione del personale, supporto contabile e amministrativo, gestione acquisti, magazzino, automezzi e rendicontazioni.

Sono inoltre previste, in staff alla Direzione, tre strutture semplici tecnico-sanitarie:

  • Epidemiologia e flussi informativi;
  • Qualità, comunicazione, formazione, educazione sanitaria;
  • Tecnico della prevenzione.

Standard di personale della Direzione e dello staff

Per la Direzione del Dipartimento e per lo staff sono fissati standard minimi di dotazione, tra cui:

  • 1 Direttore del Dipartimento per ASL;
  • 2 dirigenti responsabili delle strutture semplici di staff (epidemiologia/flussi informativi e qualità/comunicazione/formazione/educazione sanitaria) per Direzione dipartimentale;
  • 1 dirigente responsabile del servizio tecnico della prevenzione per Direzione dipartimentale;
  • 2 dirigenti medico/veterinari per Direzione dipartimentale;
  • 1 dirigente psicologo, 1 dirigente amministrativo, 1 CPS infermiere, 4 CPS assistenti sanitari, 1 CPS tecnico della prevenzione, 2 CTP informatici, 1 CTP statistico, 1 CTP sociologo per Direzione dipartimentale;
  • personale amministrativo e mansioni esecutive secondo rapporto popolazione/risorse (1:100.000 e 1:200.000).

Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP)

Il SISP è incaricato di una gamma ampia di attività di prevenzione e controllo, tra cui malattie infettive, vaccinazioni, medicina del viaggiatore, emergenze infettive, igiene degli ambienti, piscine, acque di balneazione, urbanistica, abitazioni, scuole, strutture sanitarie e socio-sanitarie, gas tossici, radiazioni, sostanze chimiche, radon, sicurezza stradale, emergenze naturali o provocate e attività medico-legali e di comunicazione pubblica.

Sono indicati standard di personale sia per la direzione del servizio sia per gli ambiti territoriali, con rapporti per popolazione e con una sezione specifica per la segreteria screening oncologici collegata alla DGR 1332/2020.

Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPESAL)

Lo SPESAL svolge attività di sorveglianza, prevenzione, tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con vigilanza, indagini su infortuni e malattie professionali, controllo dei fattori di rischio, formazione, assistenza, tutela dei lavoratori esposti ad amianto, radiazioni e sostanze pericolose, e attività tecnico-autorizzative per insediamenti e strutture.

Il regolamento fissa standard per il direttore del servizio, per dirigenti medici e non medici, tecnici della prevenzione, assistenti sanitari, amministrativi e mansioni esecutive, con rapporti per popolazione.

Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN)

Il SIAN comprende due aree funzionali: igiene degli alimenti e igiene della nutrizione. Le competenze riguardano controlli su acque potabili, prodotti fitosanitari, alimenti, micologia, ristorazione collettiva, registrazioni e riconoscimenti di stabilimenti, gestione allerte, controlli su materiali a contatto con alimenti, oltre alla sorveglianza nutrizionale, agli interventi di prevenzione nutrizionale e alle attività dietetico-nutrizionali.

Sono previsti standard per il direttore del servizio, per le strutture semplici interne, per dirigenti medici, tecnologi alimentari, biologi nutrizionisti, tecnici della prevenzione, dietisti, amministrativi e altri profili CPS/CTP. Il regolamento richiama anche gli standard minimi ministeriali del D.M. 16 ottobre 1998, precisando che risultano contestualizzati rispetto all’evoluzione normativa europea sulla sicurezza alimentare.

Per le ASL di Bari e Foggia sono previsti correttivi aggiuntivi legati all’estensione territoriale.

Servizi veterinari: S.VET. A, S.VET. B e S.VET. C

Il regolamento distingue tre servizi veterinari, con funzioni e standard dedicati.

S.VET. A – Sanità animale

Si occupa di sorveglianza epidemiologica delle malattie animali, profilassi, zoonosi, polizia veterinaria, anagrafi animali, emergenze epidemiche, controllo dei concentramenti e degli spostamenti degli animali, randagismo, morsicature, educazione sanitaria, verifica di idoneità di strutture e rilascio di pareri tecnici. Sono previsti standard per direttore del servizio, dirigenti veterinari, tecnici della prevenzione, amministrativi, agenti tecnici e CTP, con ulteriori correttivi per ASL BA e ASL FG.

S.VET. B – Igiene della produzione e trasformazione degli alimenti di origine animale

Il servizio svolge controlli ufficiali su alimenti di origine animale e loro derivati, latte, miele, uova, molluschi bivalvi, sottoprodotti di origine animale, ristorazione collettiva per la parte di competenza, registrazioni e riconoscimenti degli stabilimenti, gestione allerte, macellazioni d’urgenza o per uso privato, vigilanza sulle attività degli operatori del settore alimentare e attività di prevenzione delle zoonosi. Sono previsti standard per direttore, dirigenti veterinari, tecnici della prevenzione, amministrativi e CTP, con correttivi per Bari e Foggia.

S.VET. C – Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche

Il servizio copre farmaco veterinario, alimentazione animale, mangimi, benessere degli animali da reddito, sperimentazione animale, sottoprodotti di origine animale, acquacoltura, latte, uova, fauna dei parchi, concentrazioni e ricoveri di animali, riproduzione animale, aziende zootecniche, strutture veterinarie, canili e pensioni, igiene urbana veterinaria e gestione delle allerte per alimenti per animali. Anche qui sono stabiliti standard per direttore, dirigenti veterinari, tecnici della prevenzione, amministrativi e CTP, con correttivi per le due ASL territorialmente più estese.

Regole per i piani triennali e annuali di assunzione

Le ASL devono usare gli standard del regolamento per definire i piani triennali di fabbisogno e i relativi piani assunzionali annuali, oltre che per l’attribuzione delle risorse umane e per l’avvio delle procedure concorsuali. Ogni anno le aziende sanitarie devono:

  • analizzare le dotazioni organiche di ciascun servizio;
  • confrontarle con gli standard numerici previsti;
  • individuare gli scostamenti per servizio e per profilo professionale;
  • conteggiare tutte le forme contrattuali equivalenti in full time a 38 ore settimanali, comprese tempo determinato, collaborazione e specialistica ambulatoriale.

Criteri di progressività e riparto percentuale

Per garantire uniformità applicativa, l’assegnazione del personale ai servizi deve seguire criteri di progressività, mantenendo il seguente equilibrio percentuale sul totale delle unità assegnate:

  • Direzione del Dipartimento di Prevenzione: 4%
  • SISP: 36%
  • SPESAL: 13%
  • SIAN: 17%
  • S.VET. A: 10%
  • S.VET. B: 10%
  • S.VET. C: 10%

Ambito temporale ed efficacia

Il regolamento è vigente dal 28 ottobre 2020, applica solo nel territorio della Regione Puglia e non reca un termine finale di efficacia. Il testo fornito non indica un regime transitorio specifico né una scadenza temporale di applicazione.

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