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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24687/2024 del 13/09/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza d'appello che aveva accolto l'appello di Hera s.p.a., denunciando: 1) omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c., con violazione degli artt. 111 Cost. e 132 c.p.c., in quanto la Corte territoriale si era limitata a riportare stralci della sentenza della Cassazione senza compiere un'analisi concreta e motivata delle aree tassate; 2) violazione e falsa applicazione di norme in materia di tributo rifiuti (art. 62 d.lgs. 507/1993; art. 195 d.lgs. 152/2006; art. 14 d.lgs. 201/2011; art. 1, comma 649, legge n. 147/2013; d.lgs. 116/2020 e d.lgs. 16/2014) nonché del regolamento comunale TARES/TARI e della circolare MEF del 12/04/2021, per aver sottoposto a tassazione tutte le aree occupate dalla società senza escludere quelle effettivamente esenti poiché produttive di rifiuti speciali autonomamente smaltiti. Si richiamava altresì la pronuncia di cassazione n. 8222/2022 che aveva annullato la precedente decisione per mancati accertamenti circa la distinzione fra superfici produttive di rifiuti speciali e superfici normalmente produttive di rifiuti urbani, e per l'onere di prova a carico della contribuente di individuare le superfici esentate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e ha assorbito logicamente il secondo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Emilia-Romagna, in diversa composizione, demandando anche la liquidazione delle spese del giudizio. La Corte ha inoltre rigettato la preliminare eccezione di inammissibilità del ricorso per mancanza di specificità, ritenendo il ricorso autosufficiente. Il vizio principale riscontrato è stata la totale carenza di motivazione della sentenza di merito, la quale si era limitata a richiamare la pronuncia di cassazione senza applicare i principi di diritto ai fatti concreti e senza individuare le aree effettivamente esenti dalla tassa.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., primo comma, n. 4

    Fondamento del motivo di cassazione per motivazione omessa, insufficiente o contraddittoria: la Corte ha ritenuto che la decisione impugnata fosse carente di motivazione in relazione ai fatti concreti.

  • art. 111 Costituzione

    Rilevato in relazione al diritto a un processo con motivazione adeguata; la carenza motivazionale può ledere il diritto alla giurisdizione e al contraddittorio.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato in tema di valutazione e motivazione della decisione di merito; la sentenza deve esporre le ragioni della decisione e l'adeguata valutazione delle prove.

  • art. 62 d.lgs. 507/1993

    Norma regolante la disciplina tributaria sui rifiuti; la pronuncia richiede corretta applicazione normativo-fattuale rispetto alla qualificazione delle superfici tassabili.

  • art. 195 d.lgs. 152/2006

    Norme ambientali rilevanti per la distinzione fra rifiuti speciali e urbani, utili per determinare l'esenzione o meno di determinate aree dalla tassa rifiuti.

  • art. 14 d.lgs. 201/2011

    Citato come parte del quadro normativo sui rifiuti e sulle competenze e modalità di gestione, rilevante per la qualificazione delle superfici ai fini tributari.

  • art. 1, comma 649, legge n. 147/2013

    Norma normativa collegata alla disciplina fiscale dei tributi locali sui rifiuti; rilevante nella verifica della corretta applicazione del tributo.

  • d.lgs. 116/2020

    Citato in relazione alla normativa rifiuti aggiornata; la sua eventuale violazione è stata invocata per contestare la tassazione indiscriminata delle aree.

  • d.lgs. 16/2014

    Richiamato come riferimento normativo sul trattamento dei rifiuti e sulle esclusioni applicabili, secondo le censure della ricorrente.

  • Regolamento comunale TARES/TARI di Castel San Pietro Terme

    Il ricorso contestava la violazione del regolamento comunale nella sua applicazione concreta, ovvero l'applicazione del tributo a tutte le superfici senza escludere quelle esenti per legge.

  • Circolare MEF del 12/04/2021

    Citata come linea di indirizzo amministrativa da considerare nell'interpretazione delle esenzioni o esclusioni dalla tassa rifiuti; la Corte ha ritenuto necessario valutare la conformità dell'atto di imposizione rispetto a tali indirizzi.

Massime di principio

  • La Corte di merito non può limitarsi a richiamare una pronuncia di cassazione: deve applicarne i principi alla fattispecie concreta e motivare il nesso tra i fatti accertati e la regola di diritto richiamata.
  • In materia di tributo sui rifiuti, la distinzione fra superfici produttive di rifiuti speciali (potenzialmente esenti) e superfici produttive di rifiuti urbani imponibili richiede accertamenti fattuali precisi e la netta indicazione delle aree escluse dall'imposizione.
  • L'onere probatorio circa l'individuazione delle superfici esentate può gravare sulla parte che invoca il regime di favore (es. contribuente che pretende l'esenzione), ma il giudice tributario deve verificare e motivare l'istruttoria svolta dalle parti.
  • La carenza totale di motivazione della sentenza di merito costituisce vizio idoneo alla cassazione quando il percorso argomentativo non consente di comprendere come i fatti concreti siano stati ricondotti al principio di diritto.
  • Le censure relative all'errata applicazione di norme tecniche e regolamentari (norme statali, decreti legislativi, regolamenti comunali e circolari ministeriali) richiedono che il giudice espliciti il modo in cui tali disposizioni sono state interpretate e applicate ai fatti di causa.
  • In caso di rinvio disposta dalla Corte di Cassazione, il giudice di merito deve compiere nuovi accertamenti conformi ai principi richiesti dalla cassazione, distinguendo chiaramente le superfici tassabili da quelle esentate e determinando l'eventuale concorso alla quota fissa e variabile del tributo.

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