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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21726/2026 del 25/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Ministero dell'Interno ha impugnato la sentenza d'appello che aveva dichiarato la responsabilità solidale di diversi soggetti per il lancio di un ordigno allo stadio Celeste (17/6/2001) causando la morte di Antonino Currò. Il Ministero sosteneva: (i) la Corte d'appello ha valutato le misure di pubblica sicurezza ex post (dopo l'evento) invertendo il corretto procedimento logico; (ii) è stata erroneamente esclusa la valutazione penalistica dell'azione del terzo (lanciatore) e della sua rilevanza ai fini dell'esclusione della responsabilità; (iii) la Corte ha ritenuto inadeguate misure che all'epoca non erano consentite o erano di competenza di altri organi (perquisizioni, metal detector, progettazione della rete), e (iv) ha errato nell'accertamento del nesso causale e della colpa dei soggetti istituzionali e della società organizzatrice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo del Ministero ma ha accolto il secondo e il terzo motivo (con assorbimento del quarto), ritenendo che la Corte d'appello avesse compiuto un'indebita valutazione ex post del nesso causale e delle misure di prevenzione. Ha inoltre accolto il primo e il secondo motivo dell'incidentale del Comune di Messina (assorbendo il terzo) perché il Comune aveva eseguito una barriera progettata da altri e senza discrezionalità; ha rigettato il ricorso incidentale della F.C. Messina Peloro. Complessivamente la sentenza d'appello è stata cassata limitatamente ai motivi accolti e la causa rinviata alla Corte d'appello di Messina in diversa composizione per nuovo esame e per la regolazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2050 cod. civ.

    Norma sulla responsabilità per attività pericolose: la Corte d'appello aveva richiamato il paradigma della attività pericolosa per l'organizzatore; la Cassazione conferma che l'inquadramento normativo è possibile ma richiede adeguata motivazione sul nesso causale e sulle misure idonee

  • art. 2043 cod. civ.

    Fonte della responsabilità aquiliana; utilizzata dagli attori per richiedere il risarcimento in relazione al comportamento omissivo/colposo dei convenuti

  • art. 1218 cod. civ.

    Responsabilità contrattuale richiamata per la società organizzatrice (obbligo connesso alla vendita del biglietto di garantire condizioni minime di sicurezza)

  • art. 2049 cod. civ.

    Richiamata per la responsabilità dell'organizzatore/gestore dell'evento in relazione al rischio derivante dall'attività

  • artt. 1223-1227 cod. civ.

    Regole sul nesso causale e sulla liquidazione del danno; la Cassazione sottolinea la necessità che il giudice indichi quale omissione, con quale probabilità, abbia determinato l'evento

  • artt. 40 e 41 cod. pen.

    Principi sulla causalità penale (concausalità, causalità adeguata): invocati nel ragionamento sulla corretta verifica del nesso causale, specie se si assume incidenza di condotte di terzi

  • art. 103 d.P.R. n. 309/1990

    Norma richiamata per limiti alle perquisizioni/controlli in materia di stupefacenti così come rilevante per valutare quali controlli fossero allora consentiti

  • R.D. n. 773/1931 (TULPS), art. 41

    Normativa sulla pubblica sicurezza che limitava all'epoca le modalità di controllo delle persone; la sentenza evidenzia che alcune misure considerate oggi non erano ammesse allora

  • d.l. 24/02/2003, n. 28 (poi legge 24/04/2003, n. 88)

    Provvedimento che introdusse misure (es. metal detector) solo dopo i fatti; la Corte osserva che non si possono retrocedere nuovi obblighi non esistenti al tempo dell'evento

  • art. 2952 cod. civ.

    Norma sulla prescrizione richiamata nella controversia assicurativa (eccezione di prescrizione della garanzia)

  • art. 370 cod. proc. civ.

    Richiamato rispetto alla tempestività del deposito telematico e alla verifica delle ricevute PEC nella fase processuale

  • art. 112 e 2697 cod. proc. civ.

    Principi processuali di qualificazione normativa dei fatti e distribuzione dell'onere della prova; la Corte conferma che il giudice può qualificare i fatti anche diversamente rispetto alle allegazioni delle parti e che spetta all'attore provare il nesso causale

Massime di principio

  • Il giudice non può valutare le misure di sicurezza soltanto ex post: la motivazione deve indicare concretamente quali omissioni o carenze, con quale probabilità, hanno prodotto l'evento.
  • Per attribuire responsabilità ad autorità pubbliche è necessario dimostrare che esse disponevano di discrezionalità adeguata per adottare misure diverse; se l'ente ha agito come esecutore di direttive vincolanti la sua responsabilità va valutata in tale contesto.
  • Chi organizza l'evento sportivo ha un obbligo di garanzia (anche contrattuale) verso il pubblico: deve adottare misure ragionevoli e prevedibili per la prevenzione dei rischi noti; l'assenza di misure oggi considerate standard può essere valutata alla luce delle norme e delle possibilità operative esistenti all'epoca dei fatti.
  • La responsabilità per attività pericolose (art.2050 c.c.) può essere invocata ma richiede adeguata motivazione sul nesso causale e sulla prevedibilità del rischio; non è automatica.
  • La condotta di un terzo agente (autore del lancio) può incidere sull'esito della valutazione di responsabilità, ma occorre verificare se la condotta degli od altri soggetti abbia 'più probabilmente che non' favorito o reso possibile l'evento.
  • Nei giudizi civili il giudice può ricondurre i fatti ad una diversa fattispecie normativa rispetto a quella invocata dalle parti, purché la decisione sia motivata; tuttavia l'attore deve provare il nesso causale richiesto.
  • Nelle cause successive è possibile che la decisione venga cassata e rinviata per nuovo esame quando il ragionamento causale del giudice di merito risulti logico-formalmente viziato o basato su presupposti errati (es. retrodatazione di obblighi non esistenti al tempo del fatto).

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