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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05014/2026 del 06/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di L'Aquila che, nel riesame del decreto di sequestro emesso il 6 agosto 2025, aveva limitato gli effetti del sequestro alla sola applicazione "Signal" presente sui dispositivi sequestrati e ordinato la restituzione del resto. Il ricorrente deduceva: (i) nullità del decreto di sequestro per carenza della motivazione minima richiesta dall'art. 253 c.p.p. (violazione di artt. 257 e 324 c.p.p. in relazione all'art. 253), e (ii) violazione dell'art. 253 c.p.p. per mancato rispetto dei requisiti giurisprudenziali di specificazione delle informazioni oggetto di ricerca, criteri di selezione, perimetrazione temporale e tempi di selezione dei dati. Il ricorrente chiedeva l'annullamento integrale del sequestro; in via subordinata conferma della limitazione alla sola app Signal.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il sequestro probatorio di dati informatici richiede motivazione adeguata e principio di proporzionalità e ha stabilito che il Tribunale del Riesame ha legittimamente limitato l'efficacia del sequestro alla sola applicazione Signal, potendo integrare e circoscrivere le finalità probatorie in sede di riesame per evitare un'acquisizione indiscriminata di dati. La Corte ha inoltre richiamato il divieto di sequestro meramente esplorativo e la necessità di evitare captazioni massicce in contrasto con l'art. 8 CEDU. In conseguenza ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    "le specifiche informazioni oggetto di ricerca, indicando i criteri di selezione del materiale informatico archiviato nel dispositivo, la giustificazione della perimetrazione temporale dei dati di interesse e i tempi entro cui verrà effettuata tale selezione, con conseguente restituzione anche della copia informatica dei dati non rilevanti"

    Il provvedimento di sequestro deve puntualmente descrivere l'oggetto delle ricerche, i criteri di selezione e la perimetrazione temporale per garantire proporzionalità e impedire ricerche esplorative o captazioni massive di dati

  • art. 257 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla motivazione e alla correttezza formale degli atti del pubblico ministero nel decreto di sequestro; la Corte verifica il rispetto dei requisiti di legge nella motivazione del sequestro

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamato in combinato riferimento con art. 253 c.p.p. per censurare eventuali vizi formali o di motivazione del decreto impugnato

  • art. 616 cod. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso

  • art. 8 Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

    Richiamato per il principio secondo cui accessi e captazioni massicce e indiscriminate di dati possono violare il diritto alla vita privata e il principio di proporzionalità; orientamento usato per limitare l'acquisizione indiscriminata di dati

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio di dispositivi informatici non può essere meramente esplorativo: deve essere motivato, proporzionato e circoscritto alle informazioni rilevanti per le finalità probatorie
  • Il provvedimento di sequestro deve indicare con precisione le informazioni da cercare, i criteri di selezione del materiale, la perimetrazione temporale e i tempi della selezione per tutelare la riservatezza e consentire la restituzione del materiale non pertinente
  • Il Tribunale del Riesame può integrare o limitare gli effetti del decreto di sequestro del pubblico ministero per evitare acquisizioni indiscriminate, circoscrivendo l'attività tecnica ai soli dati pertinenti (es. limitazione a una specifica applicazione)
  • La Corte di cassazione sindaca la motivazione del provvedimento limitatamente a vizi di legge o a carenze motivazionali tanto gravi da rendere incomprensibile l'iter logico (ricorso per cassazione ammesso solo per violazione di legge)
  • In situazioni simili, se il decreto di sequestro è generico o privo dei requisiti richiesti, il rimedio possibile include sia l'annullamento sia, più spesso, la limitazione del sequestro alla parte specificamente rilevante per le indagini
  • Occorre sempre bilanciare l'interesse probatorio con la tutela della privacy e dei dati personali: onde evitare profili di illegittimità, gli atti investigativi su dispositivi informatici devono essere il più possibile circoscritti e motivati

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