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Pubblicità e clausole

Provvedimento AGCM CV262 del 05/08/2025

LOCAUTO-SPESE GESTIONE PRATICHE AMMINISTRATIVE

AGCMCV262

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha esaminato le condizioni generali e particolari di noleggio di Locauto Rent S.p.A. relative all’addebito al cliente di un importo forfetario per la gestione delle pratiche amministrative connesse a sanzioni stradali, pedaggi e parcheggi. Ha ritenuto vessatoria la clausola, perché impone al consumatore un onere ulteriore e automatico, non giustificato dalle attività realmente dovute dal locatore e sproporzionato rispetto ai costi documentati. È stata quindi vietata la clausola e irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 400.000 euro, con ordine di pubblicazione dell’estratto del provvedimento.

Locauto Rent S.p.A.: clausola su fee e penale per gestione multe/pedaggi/parcheggi dichiarata vessatoria e sanzione di 400.000 euro

Locauto Rent S.p.A. – clausola su fee per gestione sanzioni amministrative dichiarata vessatoria

Il provvedimento riguarda la documentazione contrattuale di Locauto Rent S.p.A., operatore nel noleggio a breve termine senza conducente, nella parte in cui prevede un importo forfetario e una penale a carico del cliente per la gestione delle pratiche amministrative connesse a sanzioni stradali, pedaggi e parcheggi. L’Autorità, all’esito del procedimento CV/262, ha accertato la vessatorietà della clausola ai sensi dell’art. 33, comma 1, Codice del consumo, ne ha vietato l’uso e ha irrogato una sanzione di 400.000 euro.

Operatore e origine del procedimento

Locauto Rent S.p.A. opera nel settore dell’autonoleggio a breve termine senza conducente. Il procedimento è stato avviato il 23 luglio 2024 sulla base della clausola rinvenuta nei documenti contrattuali pubblicati sul sito aziendale, poi più volte modificata nel corso dell’istruttoria. L’Autorità ha prorogato i termini e ha svolto la consultazione pubblica prevista dall’art. 37-bis del Codice del consumo.

Clausola oggetto di valutazione

La clausola era inserita nelle "Condizioni generali di noleggio" e nelle "Condizioni particolari di noleggio". Nella formulazione iniziale prevedeva che, in caso di violazione del Codice della Strada, mancato pagamento di pedaggi o parcheggi, il cliente dovesse:

  • pagare la contravvenzione o l’addebito di terzi;
  • rimborsare al locatore un corrispettivo per il servizio di gestione e assistenza per le sanzioni amministrative, indicato in 5 euro a sanzione;
  • corrispondere una penale di 15 euro per singola violazione.

La versione successiva ha riportato la penale a 25 euro e ha ribadito che l’importo non sostituisce la sanzione amministrativa, il pedaggio o gli oneri di parcheggio. L’Autorità ha precisato che la clausola era stata introdotta il 29 marzo 2024, limitata ai titolari di partita IVA dal 28 giugno 2024 e poi nuovamente estesa anche ai consumatori.

Contesto normativo rilevante

L’AGCM richiama la disciplina delle clausole vessatorie del Codice del consumo, in particolare l’art. 33, comma 1, e la sanzione amministrativa prevista dall’art. 27, comma 9, richiamata dall’art. 37-bis. Viene inoltre valorizzata la riforma dell’art. 196 Codice della Strada introdotta dalla legge n. 156/2021, che, nelle ipotesi di locazione senza conducente ex art. 84 CdS, esclude la responsabilità solidale del locatore per le sanzioni pecuniarie e limita l’onere dell’impresa alla comunicazione all’ente accertatore delle generalità del locatario ai fini della rinotifica.

Istruttoria e difese delle parti

Nel corso del procedimento l’Autorità ha acquisito informazioni dal professionista, sentito in audizione e ha ricevuto osservazioni da Adiconsum, Codacons e Aniasa. Locauto ha sostenuto che la gestione delle multe sia un’attività distinta e ulteriore rispetto al noleggio, che comporta costi amministrativi e che la penale avrebbe anche una funzione di deterrenza. Ha inoltre richiamato la prassi degli enti accertatori che continuerebbero a coinvolgere le società di noleggio e ha affermato che, fino al 28 giugno 2024, l’addebito ai consumatori sarebbe stato sospeso salvo errori materiali.

Valutazione dell’Autorità sulla vessatorietà

L’Autorità ha ritenuto che la clausola determini un significativo squilibrio a carico del consumatore perché impone un onere aggiuntivo e automatico rispetto al prezzo del noleggio, applicato al semplice ricevimento del verbale da parte dell’impresa e prima della rinotifica al cliente. Secondo il provvedimento, il locatore è tenuto solo a reperire e trasmettere i dati del locatario all’ente accertatore; tale attività rientra nella normale gestione del servizio di autonoleggio e risponde a un obbligo di leale collaborazione con l’autorità amministrativa.

L’AGCM ha inoltre considerato non decisive le ulteriori attività elencate da Locauto a giustificazione della fee, ritenendole in parte non richieste dalla legge e in parte estranee all’interesse del consumatore, come solleciti, fatturazione, customer care e attività collegate all’addebito stesso. È stato escluso che la clausola possa essere giustificata dalla persistente prassi degli enti accertatori o da ipotesi residuali come il rent to rent, poiché la formulazione contrattuale aveva portata generale e indistinta.

Proporzionalità della fee e funzione della penale

L’Autorità ha esaminato anche il profilo economico della clausola. Ha ritenuto non considerabili, ai fini della giustificazione dell’onere, i costi infragruppo corrisposti alla capogruppo, perché si tratta di trasferimenti interni non adeguatamente valorizzabili nel procedimento e in parte duplicativi di attività interne. Ha invece assunto come parametro i costi del personale amministrativo interno dedicato alla gestione delle pratiche, stimando un costo unitario di circa 1-5 euro per pratica.

Alla luce di ciò, la fee di 20 euro netti nella formulazione originaria e di 25 euro netti nella formulazione vigente è stata giudicata manifestamente sproporzionata. L’Autorità ha anche escluso che la funzione deterrente della penale possa legittimare un importo svincolato dai costi e ha osservato che l’ordinamento già prevede la sanzione amministrativa per l’infrazione stradale.

Esito e sanzione

L’AGCM ha deliberato che la clausola è vessatoria ai sensi dell’art. 33 del Codice del consumo e ne ha vietato l’utilizzo. Ha quindi irrogato a Locauto Rent S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di 400.000 euro.

Misure accessorie e adempimenti

Il provvedimento dispone la pubblicazione, a cura e spese della società, di un estratto sul sito internet aziendale per dieci giorni consecutivi, con adeguata evidenza grafica, entro venti giorni dalla comunicazione del provvedimento. La società deve inoltre comunicare all’Autorità le iniziative adottate in ottemperanza alla diffida entro novanta giorni.

Sono richiamate le conseguenze economiche del mancato pagamento della sanzione e le ulteriori sanzioni previste per l’inottemperanza al provvedimento. È infine indicata la possibilità di ricorso al TAR Lazio o di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Punti principali

Operatore e clausola esaminata

Il procedimento riguarda Locauto Rent S.p.A., operante nel noleggio a breve termine senza conducente. La clausola contestata, inserita nelle condizioni generali e particolari di noleggio, prevedeva che il cliente dovesse pagare le contravvenzioni e rimborsare il locatore di eventuali addebiti di terzi, oltre a corrispondere un corrispettivo per il servizio di gestione e assistenza delle sanzioni amministrative e una penale. La versione originaria prevedeva 5 euro per il servizio e 15 euro di penale; la versione successiva ha portato la penale a 25 euro ed esteso la clausola anche ai consumatori.

Iter istruttorio e contributi acquisiti

Il procedimento CV/262 è stato avviato il 23 luglio 2024 sulla base della documentazione contrattuale acquisita dal sito del professionista. L’Autorità ha svolto la consultazione pubblica ex art. 37-bis Codice del consumo, ricevendo contributi da Adiconsum, Codacons e Aniasa. Locauto ha presentato una proposta di impegni, poi rigettata, e ha depositato controdeduzioni dopo la comunicazione di chiusura della fase istruttoria.

Quadro normativo e contesto regolatorio

L’AGCM richiama la disciplina delle clausole vessatorie degli artt. 33 e seguenti del Codice del consumo e la specifica sanzione amministrativa di cui all’art. 27, comma 9, richiamata dall’art. 37-bis. Viene inoltre considerata la modifica dell’art. 196 del Codice della Strada introdotta dalla legge n. 156/2021, che per le locazioni senza conducente esclude la responsabilità solidale del locatore per le sanzioni amministrative pecuniarie, limitandone l’obbligo alla comunicazione dei dati del locatario per la rinotifica.

Valutazioni dell’Autorità sulla vessatorietà

Secondo l’Autorità, la fee è ingiustificata perché l’unico adempimento richiesto al locatore dalla normativa vigente è la trasmissione dei dati del cliente all’ente accertatore. Le ulteriori attività indicate da Locauto sono state ritenute in larga parte non necessarie, non richieste dalla legge o comunque estranee all’interesse del consumatore. La clausola, applicata in modo automatico al verificarsi di una qualsiasi notifica di sanzione, determina un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi contrattuali a carico del consumatore.

Quantificazione della sanzione e misure finali

L’Autorità ha ritenuto sproporzionato l’importo della fee rispetto ai costi effettivamente documentati, richiamando in particolare i costi del personale interno, e ha considerato non persuasivi i giustificativi relativi ai costi infragruppo e alla finalità deterrente. La sanzione amministrativa è stata determinata in 400.000 euro. È stata inoltre ordinata la diffusione di un estratto del provvedimento sul sito di Locauto per dieci giorni consecutivi e sono state previste le conseguenze sanzionatorie in caso di inottemperanza.

Come è indicizzato

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