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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25949/2020 del 16/11/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Edison impugna la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che aveva confermato la condanna della società al pagamento di un sovracanone (euro 271.744,20 per il 2013 e i sovracanoni maturandi) relativo alla centrale idroelettrica Bertini. Le censure principali sono: difetto dei presupposti per l'applicazione del sovracanone (presunta incompetenza territoriale del BIM richiedente, inesistenza dell'inerenza del corso d'acqua Adda e del comune di Paderno d'Adda al BIM), errata interpretazione della perimetrazione dei bacini imbriferi montani e del principio per cui i sovracanoni sarebbero dovuti solo se funzionali alla prosecuzione di interventi infrastrutturali (art. 1, comma 137, legge n.228/2012). Inoltre, deduce profili di illegittimità costituzionale e contrasto con il diritto UE (art. 3, 41, 117 Cost.; direttiva 2009/72/CE; principio di concorrenza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Edison. Ha confermato la valutazione di merito del TSAP secondo cui la presa della centrale è ubicata sulla sponda destra dell'Adda, ricomprendendo il comune di Paderno d'Adda nel BIM Lago di Como e fiumi Brembo e Serio, e quindi la legittimità della pretesa del Consorzio. Sul piano giuridico, la Corte ha ritenuto che il comma 137 della legge n.228/2012 abbia valore descrittivo/programmatico della finalità del prelievo e non costituisca un presupposto dell'obbligo impositivo: il sovracanone è una prestazione patrimoniale imposta fondata sulla titolarità della concessione di derivazione, non sull'uso effettivo o sull'effettiva prosecuzione di interventi infrastrutturali. Ha inoltre richiamato la giurisprudenza di Sezioni Unite che ha già escluso l'illegittimità costituzionale e il contrasto con il diritto UE. Spese processuali a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • legge n. 228 del 2012, art. 1, comma 137

    Comma considerato dalla Corte come enunciato programmatico che indica la finalità della destinazione del sovracanone (prosecuzione degli interventi infrastrutturali) ma non come condizione presupposta per l'insorgenza dell'obbligo di pagamento.

  • legge n. 221 del 2015, art. 62, comma 3 (introduzione del comma 137-bis)

    "Per gli impianti realizzati successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, i sovracanoni idroelettrici, previsti ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959, di cui al comma 137 del presente articolo, sono comunque dovuti, anche se non funzionali alla prosecuzione degli interventi infrastrutturali"

    Il comma 137-bis conferma che per gli impianti realizzati dopo la sua entrata in vigore il sovracanone è dovuto anche se non funzionale ad interventi infrastrutturali; la Corte rileva però che ciò non implica che per gli impianti anteriori al comma 137-bis l'obbligo ricorra solo se provata la prosecuzione degli interventi.

  • legge n. 959 del 1953 (testo originario sul sovracanone), art. 1 e comma 5 (richiamato)

    Regolamenta la figura dei Comuni rivieraschi e la disciplina del sovracanone; la Corte usa la previsione per fondare l'appartenenza dei comuni rivieraschi al bacino e la conseguente legittimazione a beneficiare dei prelievi, anche se posti fuori dal perimetro montano.

  • Costituzione Italiana, artt. 3, 41, 117

    Le censure di incostituzionalità basate su tali articoli sono state rigettate: la normativa sul sovracanone è riconosciuta come esercizio della potestà legislativa in materia tributaria e di coordinamento della finanza pubblica e non appare arbitraria o irrazionale alla luce della giurisprudenza consolidata.

  • Direttiva 2009/72/CE e art. 267 TFUE (richiamati)

    La Corte ha respinto l'argomento che il sovracanone costituisca un ostacolo anticoncorrenziale o discriminatorio nel mercato dell'energia; ha ritenuto i precedenti di Sezioni Unite conformi al diritto UE e non sussistente la necessità di rimessione alla Corte di Giustizia.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite), sentenze nn. 16157/16158/16159 del 2018 e successive

    Le pronunce di Sezioni Unite hanno interpretato il sistema normativo del sovracanone in senso unitario: il prelievo è dovuto senza discrimine altimetrico per gli impianti nel bacino, la finalità indicata dal comma 137 non è condizione di insorgenza dell'obbligo, e le questioni di costituzionalità e conformità UE sono state già esaminate e rigettate.

Massime di principio

  • Il sovracanone idroelettrico è dovuto in ragione della titolarità della concessione di derivazione e non dipende unicamente dall'uso effettivo dell'acqua: l'obbligo è normativo e non meramente funzionale al progressivo compimento di interventi infrastrutturali.
  • L'art. 1, comma 137, legge n.228/2012 va interpretato come indicazione della finalità della destinazione dei proventi (programmatico) e non come presupposto per l'insorgenza dell'obbligo impositivo.
  • Il comma 137-bis (legge n.221/2015) chiarisce che per gli impianti realizzati dopo la sua entrata in vigore il sovracanone è comunque dovuto anche se non funzionale agli interventi infrastrutturali; tuttavia questo non trasforma retroattivamente la disciplina degli impianti anteriori.
  • La qualificazione di 'comune rivierasco' e l'accertamento dell'ubicazione delle opere di presa sono questioni di fatto e competono al giudice di merito: in sede di legittimità la Corte di Cassazione non sostituisce il giudizio di merito.
  • Le censure di incostituzionalità e di contrasto con il diritto UE relative al regime del sovracanone, alla luce della giurisprudenza di Sezioni Unite, sono difficilmente proponibili con esito favorevole salvo nuovi e rilevanti argomenti non ancora valutati.
  • In casi simili, sia la strategia probatoria che quella processuale devono concentrarsi su questioni di fatto (ubicazione delle opere, perimetrazione del bacino, documentazione catastale e tecnica) nei gradi di merito; i ricorsi in cassazione con attacchi esclusivamente interpretativi rispetto ai principi consolidati dalla giurisprudenza di Sezioni Unite hanno scarse probabilità di successo.
  • Gli enti locali che vantano il diritto al sovracanone devono poter dimostrare la destinazione e la rendicontazione delle somme (controlli contabili), mentre i concessionari possono concentrarsi su profili tecnici e amministrativi relativi alla concessione per difendere la propria posizione.

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