Cassazione Civile, Sentenza n. 01733/2026 del 26/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione contro pronunce della Commissione tributaria relativo a cartelle di pagamento e intimazioni notificate alla società; dedotte violazioni procedurali e sostanziali: (i) invalidità della costituzione in giudizio dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione per mancanza della delibera prevista dall'art. 43 r.d. n. 1611/1933 e per difetto di legittimazione al patrocinio in Cassazione (procura speciale rilasciata da AdER ad avvocato del libero foro); (ii) richiesta di accertare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 1, commi 537-540, legge n. 228/2012 (presentate dichiarazioni di sospensione e mancata risposta entro 220 giorni con richiesta di annullamento di diritto delle partite); (iii) eccezione di mancata notifica delle cartelle al socio (art. 25 d.P.R. n. 602/1973) e conseguente decadenza; (iv) dedotta prescrizione quinquennale dei crediti erariali (art. 2948 c.c.) in luogo del termine decennale; (v) presunta carenza di motivazione delle intimazioni di pagamento e violazione delle norme sul diritto di difesa (art. 17 d.lgs. 26/1999 e art. 7 legge n. 212/2000).
La decisione
La Corte ha: (a) dichiarato inammissibile la costituzione dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione in mancanza della documentazione che comprovasse i presupposti per l'affidamento del patrocinio a difensore diverso dall'Avvocatura dello Stato (richiamando art. 43 r.d. n. 1611/1933, art. 1, comma 8 d.l. n. 193/2016 e il Protocollo 22/06/2017); (b) comunque rigettato il ricorso principale sul merito: ha ritenuto che le domande di sospensione ex art. 1, comma 538, legge n. 228/2012 fossero generiche e non documentassero cause estintive riconducibili alle lettere a)-f) del comma 538, per cui non poteva operare l'annullamento automatico dopo 220 giorni; (c) respinto le doglianze sul punto della notifica al socio, richiamando la giurisprudenza che stabilisce la responsabilità "da posizione" del socio nelle società di persone e la sufficienza della notifica alla società e, comunque, la possibilità per il socio di impugnare gli atti successivi e far valere il beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale; (d) dichiarato infondata la tesi della prescrizione quinquennale, confermando l'orientamento secondo cui i tributi erariali hanno termine prescrizionale decennale; (e) censurato alcuni motivi per inammissibilità o difetto di autosufficienza in cassazione (mancata allegazione e trascrizione degli atti impugnati e mancata deduzione in sede di merito); (f) disposto che non si statuiva sulle spese a causa della inammissibile costituzione dell'agente della riscossione e richiamato l'art. 13, c.1-quater, DPR n.115/2002 in ordine ad un pagamento da parte del ricorrente pari all'eventuale contributo unificato.
Norme richiamate
Regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 43
Stabilisce il regime del patrocinio dello Stato; la Corte interpreta che, per l'intervento di Avvocatura dello Stato o per l'affidamento del patrocinio ad avvocato esterno, occorre la delibera motivata dell'ente (comma 4 art. 43); in mancanza la procura speciale dell'agente della riscossione è invalida
Art. 1, commi 537, 538, 540, legge n. 228/2012
Regolano la facoltà del contribuente di presentare dichiarazione al concessionario per la riscossione e l'effetto di sospensione/annullamento automatico dopo 220 giorni solo se la richiesta indica cause estintive tipizzate (lett. a-f comma 538); la Corte richiede specificità e documentazione per riconoscere l'annullamento
D.lgs. 24 settembre 2015, n. 159
Modifica le disposizioni dell'art. 1 legge n. 228/2012; innalza/precisa termini e applicabilità delle lettere a)-f) per le dichiarazioni presentate dopo il 22/10/2015; richiamato per corretta lettura dei commi 538 e 540
Art. 25 e art. 49, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602
Disciplina le notifiche degli atti tributari e la formazione del ruolo; la Corte richiama che l'accertamento si forma nei confronti del soggetto passivo (la società) e che la notifica delle cartelle ai soci illimitatamente responsabili può essere successiva senza comportare decadenza automatica del socio
Art. 2290 c.c.
Regola la responsabilità dei soci nelle società di persone: la Corte ne ricava la responsabilità "da posizione" del socio per debiti sociali, correlata alla durata del rapporto sociale e con implicazioni sulla necessità per il creditore di provare l'insufficienza del patrimonio sociale
Art. 1310 e art. 2946/2948 c.c.
La Corte respinge l'applicazione del termine quinquennale di cui all'art. 2948, primo comma, n.4, ai tributi erariali, confermando l'applicabilità del termine decennale dell'art. 2946 per le obbligazioni tributarie
Art. 17 d.lgs. 26 febbraio 1999 e art. 7 legge n. 212/2000
Norme sul diritto di difesa e sugli obblighi di motivazione degli atti impositivi; la Corte ricorda che per censurare la motivazione delle intimazioni in cassazione occorre aver dedotto il vizio in sede di merito e indicare puntualmente il contenuto degli atti impugnati
Art. 360 c.p.c., primo comma, n. 3 e art. 366 c.p.c.
Parametri di censura in cassazione: violazione di norme di diritto; la Corte sottolinea il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione e l'obbligo di indicare e produrre i documenti e i passi motivazionali contestati
Art. 13, comma 1-quater, DPR n. 115/2002
Riferimento utilizzato per disporre che il ricorrente debba versare una somma pari a quella eventualmente dovuta a titolo di contributo unificato per il ricorso principale e incidentale
Massime di principio
- La costituzione in giudizio dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione tramite procura speciale a difensore del libero foro è invalida in Cassazione se non è documentata la delibera dell'ente che legittima l'affidamento del patrocinio o non è intervenuta la relativa attribuzione all'Avvocatura dello Stato; in tali casi la costituzione può essere dichiarata inammissibile.
- Le istanze di sospensione ai sensi dell'art. 1, commi 537-540, legge n. 228/2012 richiedono contenuti specifici e documentazione che riconducano la fattispecie a una delle ipotesi tipizzate (lett. a-f comma 538); in mancanza, non opera l'annullamento automatico dopo 220 giorni.
- I tributi erariali (IRPEF, IRAP, IRES, IVA, ecc.) seguono il termine prescrizionale decennale (art. 2946 c.c.) e non il quinquennale previsto dall'art. 2948, primo comma, n.4, salvo casi espressamente ed eccezionalmente qualificabili diversamente dalla giurisprudenza consolidata.
- Nelle società di persone la responsabilità del socio per i debiti sociali è "da posizione"; la notifica dell'avviso/atto all'ente impositore (la società) è rilevante per la formazione del ruolo e non determina automaticamente la decadenza del socio: il socio può impugnare successivamente intimazioni o atti esecutivi e avvalersi del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale, gravando sul creditore l'onere di dimostrare l'insufficienza del patrimonio sociale.
- In Cassazione non si possono sollevare nuovi motivi non dedotti nel giudizio di merito; il ricorso deve essere autosufficiente: indicare quali punti della motivazione del giudice di merito si censurano, produrre i documenti contestati e trascriverne o riassumerne il contenuto (onere di cui all'art. 366 e art. 360 c.p.c.).
- Quando si invoca l'annullamento d'ufficio per difetti di comunicazione tra ente creditore e concessionario, occorre distinguere le cause riferibili al credito impositivo (che possono estinguere il credito) da quelle riferibili all'attività dell'agente della riscossione; solo le prime giustificano l'annullamento ex comma 538.
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