Sentenza n. 3826/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Quarta) n. 05691/2023, resa tra le parti, Avverso e per l'annullamento, previa sospensiva: a) dell'ingiunzione n. 7 del 31 luglio 2020, notificata alla sig.ra Ceriello in data 4 agosto 2020, resa dal Responsabile del Servizio Assetto e Sviluppo del Territorio del Comune di Sant'Anastasia, con la quale le veniva intimata la demolizione delle seguenti opere: “- lastrico solare: le opere realizzate in difformità rispetto ai grafici allegati all'Autorizzazione n. 12 del 06.02.2002 per la realizzazione di una tettoia, consistenti nella realizzazione di pareti in blocchi a chiusura della tettoia che configurano un volume con altezza interna netta di circa 2,50 mt, sprovvisto del preventivo parere della Soprintendenza nonché privo dei necessari calcoli strutturali; - vano scala: le opere realizzate in difformità rispetto ai grafici allegati alla Licenza n. 40/65 e Concessione n. 49/77; - locale a piano terra: le opere realizzate in difformità rispetto ai grafici allegati alla Concessione n. 49/77 che non contempla destinazione d'uso abitativo per detto locale, sprovviste del preventivo parere della Soprintendenza nonché prive dei necessari calcoli strutturali per il solaio da realizzare; nonché il ripristino del primitivo stato dei luoghi, entro 90 gg. dalla data di notifica all'interessato del presente provvedimento” (doc. n. 1); b) di ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso e consequenziale al suddetto, se ed in quanto lesivo degli interessi della ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata il 30 aprile 2026. Non ha quindi esaminato nel merito né i motivi di appello né la legittimità dell'ingiunzione di demolizione o della sentenza di primo grado. Le spese di lite sono state compensate per la sussistenza di giusti motivi.
Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. IV, che aveva deciso sul ricorso contro l'ingiunzione comunale di demolizione n. 7 del 31 luglio 2020
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La proprietaria ha proposto appello contro la sentenza del TAR Campania relativa all'impugnazione dell'ingiunzione con cui il Comune di Sant'Anastasia aveva ordinato la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi entro novanta giorni. L'ingiunzione riguardava opere realizzate in difformità da precedenti titoli edilizi: chiusura di una tettoia sul lastrico solare mediante pareti in blocchi, con formazione di un volume, nonché opere relative a un vano scala e a un locale al piano terra, quest'ultimo utilizzato in difformità dalla destinazione prevista dal titolo edilizio. L'amministrazione aveva inoltre rilevato l'assenza del preventivo parere della Soprintendenza e dei necessari calcoli strutturali per alcune opere. Nel giudizio di appello sono stati richiamati il ricorso e gli atti del processo, ma il testo non espone i singoli motivi di appello, poiché la causa è stata definita per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne espone una specifica interpretazione.
Massime di principio
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità dell'appello, quando il giudice ne accerti i presupposti.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame dei motivi di appello e delle questioni di merito relative all'atto amministrativo impugnato.
- In caso di improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate quando il giudice ravvisi giusti motivi.
Come è indicizzato
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