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Circolare

Circolare INAIL n. 71 del 30 ottobre 1996

Guida normativo operativa per la revisione delle rendite.

INAIL

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare INAIL n. 71 del 30 ottobre 1996 introduce una Guida organica per uniformare sul territorio nazionale le modalità di revisione delle rendite, affrontando profili amministrativi, giuridici e medico-legali. Vengono richiamati alcuni punti di attenzione per le Unità operative, in particolare sul termine di decadenza ex art. 137 T.U., sull’invio della relazione medica all’assicurato e sui criteri applicativi in materia di radiazioni ionizzanti. Ampio rilievo è dedicato alla rettifica di provvedimenti errati ex art. 55, comma 5, L. 88/1989, con prescrizioni sulla procedura di trasparenza, sul riesame dei casi pregressi e sul confronto con i Patronati. Alle Direzioni regionali è affidato il compito di vigilare sull’attuazione uniforme delle istruzioni e di monitorare il fenomeno delle rettifiche per errore.

Guida normativo-operativa per la revisione delle rendite

Guida normativo-operativa per la revisione delle rendite

La circolare INAIL n. 71 del 30 ottobre 1996 presenta una Guida destinata a rendere uniformi sul territorio nazionale i criteri e le procedure in materia di revisione delle rendite. L’iniziativa nasce dall’esigenza di superare le difformità applicative rilevate a livello locale e di fornire un quadro organico delle istruzioni amministrative, giuridiche e medico-legali già in vigore, con gli opportuni approfondimenti e integrazioni.

Finalità e ambito della Guida

La Guida è concepita come strumento di sistematizzazione delle regole che disciplinano la revisione delle rendite. La circolare evidenzia che la materia aveva generato numerose problematiche operative e che la mancanza di uniformità di comportamento tra le diverse sedi richiedeva un intervento chiarificatore. L’obiettivo è assicurare una gestione coerente del procedimento revisionale, riducendo incertezze e contenziosi.

Profili richiamati come particolarmente rilevanti

La circolare richiama l’attenzione delle Unità operative su tre questioni specifiche:

  • la precisazione del termine di decadenza previsto dall’ultimo comma dell’art. 137 del Testo Unico, indicata nel punto A.2.2 della Guida;
  • l’obbligo di trasmettere all’assicurato, in applicazione delle regole di trasparenza dell’azione amministrativa, il mod. 23-S.S. (relazione medica) oltre al mod. SM-prest. 1, come previsto al punto A.2.6;
  • i criteri attuativi della disciplina generale in materia di radiazioni ionizzanti contenuta nel d.lgs. n. 230 del 17 marzo 1995, richiamati nel paragrafo D.

Obblighi delle Unità operative

Le Unità operative sono tenute ad attenersi scrupolosamente alle direttive contenute nella Guida. La circolare sottolinea che tale osservanza è necessaria per garantire la correttezza formale e sostanziale del procedimento e per assicurare uniformità di comportamento tra le diverse strutture territoriali.

Rettifica di provvedimenti errati

Un rilievo particolare è attribuito al capitolo dedicato alla rettifica di provvedimenti errati ai sensi dell’art. 55, comma 5, della legge n. 88 del 9 marzo 1989. La circolare segnala che su questo tema erano emerse interpretazioni difformi e prassi non conformi alle istruzioni già impartite dalla Direzione Generale. Considerata la delicatezza della materia, l’argomento è stato oggetto anche di confronti con i rappresentanti nazionali dei Patronati, al fine di definire un quadro di riferimento condiviso e ridurre il contenzioso.

Procedura di trasparenza e riesame dei casi pregressi

In materia di rettifiche per errore, le Unità operative devono:

  • osservare integralmente la procedura di "trasparenza" concordata con gli Enti di Patrocinio nel luglio 1995 e resa operativa con lettera del 2 agosto 1995;
  • riesaminare, su motivata istanza degli assicurati o dei rispettivi Enti di Patrocinio, i casi pregressi in cui sia stato adottato un provvedimento di rettifica per errore senza applicare la procedura di trasparenza, secondo finalità e modalità indicate al punto E.3;
  • organizzare specifici incontri con i Patronati locali per approfondire la disciplina e risolvere eventuali criticità applicative.

Compiti delle Direzioni regionali

Alle Direzioni regionali è assegnato un ruolo di vigilanza e coordinamento. Esse devono assicurare che le Unità operative dipendenti si conformino pienamente alle direttive della circolare e devono inoltre monitorare in modo continuo il fenomeno delle "rettifiche per errore", analizzandone dimensioni, caratteristiche ed esiti, con particolare attenzione agli effetti sul contenzioso.

Punti principali

Finalità della Guida sulla revisione delle rendite

La circolare segnala l’esistenza di numerose problematiche applicative e di una disomogeneità di comportamenti sul territorio nazionale in materia di revisione delle rendite. Per questo motivo l’INAIL ha predisposto una "Guida" che sistematizza direttive e criteri della materia, con contenuti amministrativi, giuridici e medico-legali, riepilogando le istruzioni già vigenti e integrandole dove necessario.

Punti di attenzione per le Unità operative

Le Unità operative sono invitate a prestare particolare attenzione a tre aspetti: la precisazione sul termine di decadenza previsto dall’ultimo comma dell’art. 137 del Testo Unico; l’obbligo di inviare all’assicurato, nel rispetto della trasparenza amministrativa, il mod. 23-S.S. (relazione medica) oltre al mod. SM-prest. 1; i criteri attuativi della disciplina generale sulle radiazioni ionizzanti di cui al d.lgs. n. 230 del 17 marzo 1995.

Obbligo di uniforme applicazione delle direttive

La circolare sottolinea che le Unità operative devono attenersi puntualmente alle direttive contenute nella Guida per garantire correttezza e uniformità nell’espletamento del procedimento revisionale. Il richiamo è formulato come vincolo operativo generale per prevenire difformità applicative e ridurre il contenzioso.

Rettifica di provvedimenti errati ex art. 55, comma 5, L. 88/1989

Viene richiamato con particolare rilievo il capitolo dedicato alla rettifica di provvedimenti errati, materia nella quale erano emerse difformità interpretative e comportamenti non conformi alle istruzioni della Direzione Generale. La questione è stata anche oggetto di confronti con le rappresentanze nazionali dei Patronati per definire un quadro certo e contenere il contenzioso.

Procedure da seguire in caso di rettifica per errore

Le Unità operative devono osservare scrupolosamente la procedura di "trasparenza" definita d’intesa con gli Enti di Patrocinio nel luglio 1995 e resa operativa con lettera del 2 agosto dello stesso anno. Devono inoltre riesaminare, su motivata istanza degli assicurati o dei Patronati, i casi pregressi nei quali sia stato adottato un provvedimento di rettifica per errore senza applicare la procedura di trasparenza, secondo i fini e le modalità indicate al punto E.3. È inoltre richiesto di svolgere appositi incontri con i Patronati locali per approfondire e risolvere eventuali problemi operativi.

Ruolo delle Direzioni regionali

Alle Direzioni regionali spetta garantire, nell’ambito delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo, la puntuale osservanza delle direttive da parte delle Unità operative. Esse devono anche monitorare in modo continuativo l’andamento del fenomeno delle "rettifiche per errore", con riferimento a dimensioni, caratteristiche ed esiti, e con particolare attenzione al contenzioso.

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