Sentenza del 25/03/2019 n. 424 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
IVA - cessioni di beni - Prova della loro cessione intracomunitaria - Rilevanza - Modalità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava la non imponibilità IVA di alcune cessioni intracomunitarie effettuate nel 2013 verso una società francese, sostenendo che la contribuente non avesse dimostrato adeguatamente l'effettiva movimentazione della merce dall'Italia alla Francia. In particolare, l'Ufficio lamentava l'assenza o l'inidoneità dei CMR e dei DDT, incongruenze negli indirizzi di consegna, pagamenti parziali o effettuati da terzi e dubbi sull'effettiva operatività della società acquirente francese. L'Agenzia deduceva inoltre la violazione delle norme sull'onere della prova e sulla motivazione della sentenza.
La decisione
La Commissione tributaria regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di primo grado, che aveva annullato le riprese IVA, interessi e sanzioni per complessivi 73.308 euro. Il giudice ha ritenuto provata l'effettiva cessione intracomunitaria sulla base delle fatture e dei pagamenti, dei DDT recanti timbri o firme attestanti la consegna in Francia, dell'iscrizione al VIES di cedente e cessionaria, dei modelli Intrastat e delle dichiarazioni del dirigente della società. È stata riconosciuta la validità della prova documentale anche in assenza di CMR, trattandosi di vendite franco deposito. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 2.000 euro oltre IVA e CPA.
Norme richiamate
Articoli 21 e 23 del D.P.R. 633/1972
Richiamati dall'Ufficio in relazione agli obblighi di fatturazione e registrazione delle operazioni IVA. La contestazione è stata superata dal riconoscimento dell'effettività delle cessioni intracomunitarie.
Articolo 41 del D.L. 331/1993
Disciplina le cessioni intracomunitarie non imponibili. Il giudice ha ritenuto sussistenti i relativi presupposti: onerosità dell'operazione, trasferimento della proprietà, status di operatori economici delle parti e movimentazione dei beni in altro Stato membro.
Articolo 2697 del Codice civile
Stabilisce le regole generali sull'onere della prova. La contribuente ha assolto tale onere mediante una pluralità di elementi documentali e presuntivi convergenti, senza necessità di produrre esclusivamente una specifica tipologia di documento di trasporto.
Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 477/E/2008
È stata interpretata nel senso che, per le cessioni franco deposito, la prova dell'avvenuta consegna dei beni in altro Stato membro può essere fornita con qualsiasi documento idoneo, non necessariamente mediante CMR.
Articolo 132, n. 4, Codice di procedura civile
Richiamato dall'Agenzia per contestare la motivazione della sentenza di primo grado. La censura non è stata accolta.
Articolo 118 delle disposizioni di attuazione del Codice di procedura civile
Richiamato insieme alle norme sulla motivazione della sentenza; il giudice d'appello ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione impugnata.
Articolo 36, n. 4, del D.Lgs. 546/1992
Riguarda i requisiti motivazionali delle sentenze tributarie. Anche questa censura dell'Agenzia è stata respinta.
Massime di principio
- Per dimostrare una cessione intracomunitaria non è necessariamente indispensabile produrre un CMR: può essere sufficiente una pluralità di documenti coerenti e idonei a provare la consegna dei beni in un altro Stato membro.
- Nelle vendite franco deposito, la prova del trasporto può essere fornita anche tramite DDT emessi dal depositario, purché riportino elementi attendibili come timbri, firme, destinazione estera e riferimenti alle merci vendute.
- La prova dell'operazione deve essere valutata complessivamente: fatture, pagamenti, iscrizione VIES, modelli Intrastat, documenti di trasporto e dichiarazioni dei responsabili possono integrare un quadro probatorio sufficiente.
- Eventuali incongruenze formali nei documenti o pagamenti effettuati da terzi non determinano automaticamente l'assoggettamento a IVA, se l'effettività della cessione e della movimentazione risulta comunque dimostrata.
- L'Amministrazione finanziaria può contestare l'esenzione o non imponibilità, ma deve fornire elementi concreti che mettano in dubbio l'effettività dell'operazione; il contribuente può rispondere mediante prova documentale complessiva e coerente.
- L'iscrizione al VIES e la compilazione dell'Intrastat sono elementi utili di conferma, ma devono essere valutati insieme agli altri documenti e non sostituiscono, da soli, la prova della movimentazione fisica dei beni.
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