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Interpello

Risposta n. 4 del 5/01/2021

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

I richiedenti sostengono che la rivalutazione e la successiva cessione costituiscono operazioni di realizzo legittime, non abusive: il legame di parentela tra cedenti e acquirente e la presenza di riserve non rendono l'operazione un aggiramento normativo, essendo l'atto sorretto da ragioni extrafiscali non marginali.

Articolo 11, comma 1, lett. c), legge 27 luglio 2000, n. 212 - valutazione antiabuso di cessione di partecipazioni previamente rivalutate a favore di una società socia della ceduta

Il quesito

Due fratelli detengono il 40% complessivo di ALFA Srl (20% ciascuno) e intendono rivalutare le quote e cederle a BETA Srl (attualmente 9%), società controllata dai genitori, portandone la partecipazione al 49%. Si chiede se l'operazione, con pagamenti in più tranche e utilizzo di fondi derivanti da investimenti nel gruppo, integri profili di abuso fiscale ai sensi dell'art. 10-bis.

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia ritiene che, sulla base degli elementi forniti, la riorganizzazione non costituisca abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis: la cessione a titolo oneroso delle partecipazioni previamente rivalutate configura recesso atipico con conseguente trattamento in capo ai cedenti di redditi diversi (capital gain) e non appare finalizzata a un indebito vantaggio fiscale. Rimangono comunque impregiudicati i poteri di controllo per verificare atti connessi o successivi (es. fusioni) che possano rivelare un diverso disegno abusivo.

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