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Sentenza

Sentenza del 08/04/2016 n. 6876 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'accertamento relativo al 2003, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione maggiori ricavi ai fini IVA e IRAP applicando una percentuale di ricarico del 62% al venduto. Contestavano sia il difetto assoluto di motivazione della sentenza della CTR, sia l'omessa valutazione di fatti decisivi: in particolare, la percentuale era stata calcolata sulla base di una verifica svolta soltanto nella tarda mattinata di una giornata estiva, in una località balneare e turistica, nell'anno 2005, con estensione dei risultati all'intero periodo d'imposta 2003.

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi, ritenendo corretta la trattazione congiunta delle posizioni della società e dei soci in ragione dell'unitarietà dell'accertamento e del litisconsorzio necessario. Ha rigettato il primo motivo, perché la motivazione della CTR esisteva e non era meramente apparente. Ha invece accolto il secondo motivo: la CTR non aveva esaminato adeguatamente se le modalità, il momento e il luogo della verifica fossero rappresentativi dell'andamento delle vendite dell'intero anno e se l'attività presentasse periodi disomogenei. La sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Liguria, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36

    Norma richiamata per denunciare il difetto assoluto di motivazione della sentenza tributaria.

    La Corte ha escluso la violazione perché una motivazione era presente e non appariva meramente apparente; eventuali carenze logiche, omissioni o contraddizioni su fatti decisivi devono essere dedotte attraverso il diverso vizio di motivazione.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5

    Per le società di persone, il reddito accertato viene imputato automaticamente ai soci in proporzione alle rispettive quote, rendendo normalmente necessaria la partecipazione al giudizio della società e di tutti i soci.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 17, comma 1, e 44

    Le disposizioni sono richiamate per evidenziare la natura reale e proporzionale dell'IRAP e i profili di assimilazione all'ILOR; l'accertamento IRAP della società di persone coinvolge anche i soci ai fini del litisconsorzio necessario.

  • Art. 111, comma 2, Costituzione

    Il principio della ragionevole durata del processo giustifica, in presenza di cause sostanzialmente identiche trattate contestualmente, la riunione dei ricorsi in cassazione anziché la declaratoria di nullità e il rinvio per una rinnovazione meramente formale.

  • Artt. 6 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    Sono richiamati a sostegno dell'esigenza di assicurare una tutela giurisdizionale effettiva e una durata ragionevole del processo.

Massime di principio

  • Una percentuale di ricarico ricavata da un controllo svolto in una sola giornata può essere utilizzata per ricostruire l'intero periodo d'imposta solo se quella giornata è effettivamente rappresentativa dell'andamento ordinario dell'attività.
  • Il contribuente può contestare l'estensione annuale del dato dimostrando, anche tramite presunzioni, la presenza di stagionalità o di periodi caratterizzati da vendite e margini significativamente diversi.
  • Il giudice tributario deve motivare specificamente sulla rappresentatività del controllo, considerando tempi, luogo, stagione, caratteristiche dell'attività e incidenza di tali elementi sui ricavi annuali.
  • Il semplice richiamo alle verifiche dell'Amministrazione finanziaria non è sufficiente se il giudice omette di esaminare le contestazioni concrete formulate dal contribuente.
  • Nelle società di persone, quando l'accertamento societario fonda anche le pretese fiscali collegate ai soci e riguarda elementi comuni, società e soci devono essere trattati in un unico processo o in procedimenti riuniti.
  • La cassazione con rinvio non determina automaticamente l'annullamento dell'accertamento: impone al giudice di merito di riesaminare la controversia e motivare adeguatamente sulla validità della ricostruzione dei ricavi.

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