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Sentenza

Sentenza n. 12093/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento, previa concessione di misure cautelari, del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per motivi di studio n. 2941/25, emanato dal Consolato Generale d’Italia a Dubai in data 30 settembre 2025.

Giustizia amministrativa202512120

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per motivi di studio emanato dal Consolato Generale d’Italia a Dubai

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero e ambasciata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato, chiedendone l’annullamento previa concessione di misure cautelari, il provvedimento di diniego del visto d’ingresso per motivi di studio. Prima della decisione, con atto depositato il 7 maggio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione del ricorso. Le amministrazioni resistenti non si sono opposte alla richiesta di compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il giudice ha ritenuto che, in presenza di un’espressa dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, il principio dispositivo in senso ampio impedisca di decidere nel merito o di procedere d’ufficio, poiché il ricorrente mantiene la disponibilità dell’azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione. Il giudice può quindi soltanto prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate, considerata la richiesta del ricorrente, l’assenza di opposizione delle amministrazioni e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il ricorrente mantiene la disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e non vi sono repliche o richieste contrarie delle altre parti, il giudice non può decidere la controversia nel merito né procedere d’ufficio, ma deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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