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Legge

L.R. Basilicata 36/2002

"Norme per l'erogazione di contributi per l'adeguamento degli impianti di depurazione delle acque in Basilicata" (1)

Normativa regionaleL.R. Basilicata 36/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Basilicata n. 36/2002 disciplinava contributi straordinari agli enti locali per adeguare e ripristinare gli impianti di depurazione, entro limiti massimi di spesa fissati in €105.000 per impianti comunali e €210.000 per quelli comprensoriali. È stata però totalmente abrogata dalla L.R. 5/2005 e non è più applicabile.

Contributi per l'adeguamento degli impianti di depurazione in Basilicata

Contributi per l’adeguamento degli impianti di depurazione in Basilicata

La legge disciplinava un intervento straordinario della Regione Basilicata a favore degli enti locali per il ripristino funzionale e l’adeguamento degli impianti di depurazione, con l’obiettivo di consentire il rispetto dei limiti di legge sugli scarichi. Il testo è oggi privo di attuale applicazione perché è stato totalmente abrogato dalla L.R. 27 gennaio 2005, n. 5.

Finalità e ambito di applicazione

La Regione concedeva contributi agli enti locali per favorire l’adeguamento degli scarichi ai limiti previsti dalla normativa statale richiamata nel testo, cioè il D.Lgs. 152/1999 e il D.Lgs. 258/2000. L’intervento riguardava il ripristino funzionale degli impianti di depurazione e si applicava esclusivamente nel territorio della Basilicata.

Tipologie di interventi finanziabili

Gli interventi ammessi a contributo comprendevano:

  • il ripristino di apparecchiature elettromeccaniche, anche tramite sostituzione di parti obsolete, e dei relativi circuiti;
  • il ripristino o adeguamento di opere civili;
  • l’adeguamento dei trattamenti fisico-chimici ai limiti di accettabilità previsti dalla normativa richiamata;
  • l’adeguamento al carico idraulico e organico dell’insediamento civile;
  • l’adeguamento delle opere complementari necessarie al corretto e continuo funzionamento dell’impianto, come adduzione idrica, consolidamento dell’area di sedime e recinzione.

Misura del contributo e limiti economici

Il contributo poteva coprire, al massimo, la spesa riconosciuta necessaria per il ripristino funzionale dell’impianto. In ogni caso il limite massimo era fissato in:

  • € 105.000 per gli impianti comunali;
  • € 210.000 per gli impianti comprensoriali.

Il contributo aveva carattere straordinario e poteva essere concesso una sola volta per ciascun ente richiedente.

Procedura di concessione

La concessione del contributo era demandata a un regolamento approvato dalla Giunta regionale. Il testo non detta ulteriori criteri procedurali nel corpo della legge, limitandosi a rinviare all’atto regolamentare per le modalità di concessione.

Copertura finanziaria

Per l’anno 2002 l’onere era valutato in € 961.939,00 e veniva coperto mediante le risorse stanziate nella U.P.B. 0630.01, denominata "Interventi di infrastrutturazione per la realizzazione del sistema integrato delle risorse idriche". Per l’anno 2003 lo stanziamento necessario, pari a € 1.923.878,00, doveva essere determinato con la legge di bilancio.

Abrogazioni e cessazione di efficacia

La legge abrogava la L.R. 2 settembre 1993, n. 53, nonché ogni disposizione incompatibile. È stata poi integralmente abrogata dall’art. 35, comma 1, della L.R. 27 gennaio 2005, n. 5, e pertanto non risulta più applicabile.

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