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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18422/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Milano (02/01/2025) che aveva respinto la richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con altra non custodiale. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen., per carenza e manifesta illogicità della motivazione: il Tribunale del riesame aveva ritenuto che la sentenza della Corte territoriale fosse passata in giudicato e che quindi fosse venuto meno l'interesse del ricorrente, mentre in realtà il difensore aveva già proposto, in data 17/01/2025, un ricorso per cassazione avverso la sentenza del 03/12/2024 ai sensi dell'art. 599-bis cod. proc. pen., per cui la pronuncia non era definitiva quando la corte di riesame ha deciso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso: ha accertato che il ricorso per cassazione era stato tempestivamente proposto il 17/01/2025 ai sensi dell'art. 599-bis, per cui la sentenza di secondo grado non era passata in giudicato al momento dell'ordinanza del Tribunale del riesame (17/02/2025). Per tale ragione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il processo al Tribunale di Milano per il giudizio. Ha disposto l'inoltro alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    La doglianza è stata fondata sul vizio di motivazione (mancanza/manifesta illogicità): la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato erroneamente sulla presunta definitività della sentenza di secondo grado.

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Il ricorso è stato trattato in forma cartolare ai sensi di questa disposizione; indica la modalità di trattazione del ricorso.

  • art. 599-bis, cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione promosso il 17/01/2025 ai sensi di questa norma impediva che la sentenza di Corte d'appello del 03/12/2024 fosse considerata passata in giudicato al momento dell'ordinanza del Tribunale del riesame.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att.

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia della Corte; la decisione ordina l'inoltro degli atti per gli adempimenti previsti da questa disposizione.

Massime di principio

  • La tempestiva proposizione del ricorso per cassazione sospende la definitività della sentenza impugnata: se è pendente un ricorso per cassazione, i provvedimenti che si fondano sulla presunta irrevocabilità della decisione possono essere annullati.
  • Prima di dichiarare l'inammissibilità di un mezzo cautelare per 'mancanza di interesse', il giudice deve verificare con attenzione lo stato dei rimedi impugnatori (date di deposito dei ricorsi), perché un errore su tale verifica è vizio di motivazione suscettibile di annullamento.
  • La viziosità della motivazione (art. 606, 1, lett. e) cod. proc. pen.) è un argomento efficace quando il giudice omette o travisa elementi decisivi relativi allo stato processuale (es. esistenza di un ricorso per cassazione).
  • Il difensore che intende preservare l'interesse a impugnare provvedimenti cautelari deve curare il tempestivo deposito del ricorso per cassazione e conservarne la prova, perché la tempestività incide direttamente sulla possibilità di ulteriori impugnazioni avanti altri giudici.
  • In presenza di un errore procedurale relativo alla definitività di una pronuncia, la Corte di legittimità solitamente annulla e rinvia per un nuovo esame, anziché decidere nel merito, quando la violazione ha inciso sulla ammissibilità dell'atto impugnatorio.
  • Nei procedimenti cautelari, controllo rigoroso delle scadenze e della cronologia degli atti è essenziale: qualsiasi decisione sul carattere definitivo di una sentenza richiede verifica documentale delle impugnazioni già proposte.

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