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Legge

L.R. Piemonte 4/2024

Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di hate speech.

Normativa regionaleL.R. Piemonte 4/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale promuove interventi educativi, formativi, di sostegno alle vittime e di coordinamento istituzionale contro l’hate speech. Prevede un Piano triennale, centri specializzati e sportelli di ascolto, progetti scolastici e campagne di sensibilizzazione. La copertura finanziaria è prevista per il 2024-2025 e, per il futuro, tramite legge di bilancio.

Prevenzione e contrasto dell’hate speech in ambito regionale

Prevenzione e contrasto dell’hate speech

La legge disciplina interventi della Regione Piemonte per prevenire e contrastare i fenomeni di hate speech, con finalità educative, di tutela delle vittime e di costruzione di una rete territoriale di soggetti pubblici e privati. La disciplina opera nel solo ambito regionale e si coordina con le normative regionali su violenza di genere, antidiscriminazione e bullismo/cyberbullismo.

Principi, finalità e definizione del fenomeno

La Regione promuove azioni educative e formative nel rispetto dei principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, della Costituzione e dello Statuto regionale. Gli interventi mirano a:

  • tutelare la dignità della persona e contrastare ogni discriminazione;
  • valorizzare le diversità e promuovere l’uso consapevole delle tecnologie informatiche e di internet;
  • tutelare l’integrità psicofisica delle vittime, anche con sostegno legale;
  • favorire percorsi di recupero e restituzione sociale per autori e spettatori dei discorsi d’odio.

Ai fini della legge, per hate speech si intende l’uso o la diffusione di contenuti o espressioni che incitano all’odio, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, politici, di identità di genere, orientamento sessuale, disabilità, condizioni personali e sociali o opinioni espresse, anche tramite internet, social network e altre piattaforme telematiche.

Piano triennale regionale

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta, il Piano triennale regionale degli interventi di prevenzione e contrasto dell’hate speech.

Il Piano definisce obiettivi, azioni, priorità, criteri di realizzazione, strumenti di monitoraggio, soggetti coinvolti e modalità di composizione e funzionamento dei centri specializzati e degli sportelli di ascolto. Deve inoltre promuoverne la costituzione, così da assicurare su tutto il territorio regionale il sostegno psicofisico e legale alle vittime.

Il Piano prevede in particolare:

  • criteri per circoscrivere il fenomeno, specie tra i giovani, salvaguardando la libera manifestazione del pensiero;
  • studi e ricerche sulle cause sociali e culturali, sulle attività di prevenzione e repressione e sulle strategie di contrasto a livello nazionale, europeo e internazionale;
  • scambio di buone prassi;
  • programmi di assistenza, protezione e reinserimento delle vittime, anche con progetti personalizzati;
  • progetti di inclusione e responsabilizzazione di autori e spettatori, con possibile coinvolgimento delle vittime, delle scuole, delle ASL, dei servizi sociali ed educativi, delle associazioni e, previa convenzione, di forze dell’ordine e tribunali tramite gli uffici di esecuzione penale esterna per la messa alla prova;
  • formazione e aggiornamento di insegnanti, personale ATA, operatori sociali e della comunicazione;
  • campagne di informazione e sensibilizzazione e promozione dell’uso responsabile dei social media;
  • valorizzazione di ruoli attivi degli studenti e dell’educazione tra pari;
  • sviluppo di una rete tra istituzioni e associazioni;
  • percorsi di counter speech o contro-narrazione;
  • campagne sui codici di condotta e sugli standard di responsabilità sociale e morale per categorie come giornalisti, politici e amministratori pubblici.

Centri specializzati e sportelli di ascolto

In ciascuna provincia e nella Città metropolitana di Torino deve essere istituito almeno un centro di sostegno specializzato, come punto di ascolto e luogo fisico di accoglienza, per offrire supporto psicologico e legale alle vittime e aiutarle nel riuso consapevole dei social media.

I centri possono articolarsi in più sportelli di ascolto, anche telematici, per garantire una diffusione capillare degli interventi. Devono essere istituiti anche presso:

  • i centri antiviolenza iscritti all’albo regionale;
  • i nodi territoriali della rete antidiscriminazione.

Possono inoltre essere istituiti presso comuni singoli o associati, enti gestori delle funzioni socio-assistenziali, enti e associazioni del terzo settore operanti nel sostegno alle vittime di violenza e istituti scolastici secondari di primo e secondo grado, previa intesa e in collaborazione con i punti di ascolto interni.

La Regione promuove accordi operativi territoriali e protocolli per il raccordo con gli enti gestori e con gli altri soggetti che operano nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno. È inoltre prevista una rete territoriale dei centri, coordinata anche tramite un Tavolo di coordinamento permanente regionale sull’hate speech, quale sede di confronto, scambio di informazioni e condivisione di esperienze. La Giunta disciplina l’organizzazione e il funzionamento del Tavolo, con supporto amministrativo della struttura regionale competente.

Attività, progetti e codice di comportamento

La Regione sostiene progetti promossi da scuole, comuni, enti e associazioni del terzo settore, associazioni religiose rappresentative e altri soggetti pubblici e privati, finalizzati a contrastare l’incitamento all’odio, il razzismo e la discriminazione.

Le attività finanziabili riguardano, tra l’altro:

  • educazione alla cittadinanza, integrazione, multiculturalità, rispetto e convivenza civile;
  • gestione dei conflitti;
  • alfabetizzazione digitale e uso consapevole di internet;
  • prevenzione e contrasto del cyberbullismo e dell’uso della rete a fini violenti.

La Giunta approva i criteri per un bando annuale di finanziamento dei progetti. La Regione promuove anche la definizione di un codice di comportamento, condiviso con istituzioni pubbliche e società civile, volto a prevenire espressioni o condotte discriminatorie; il codice è trasmesso alle scuole secondarie di primo e secondo grado per la diffusione tra studenti e insegnanti.

Monitoraggio e coordinamento con altre politiche regionali

La Regione istituisce un sistema di monitoraggio dei risultati degli interventi, per acquisire elementi conoscitivi e buone pratiche utili alla più efficace attuazione della legge. Le modalità e gli strumenti del monitoraggio sono fissati dal Piano triennale.

Gli interventi devono essere coordinati con quelli previsti dalle leggi regionali in materia di violenza di genere, discriminazioni e bullismo/cyberbullismo, così da integrare le politiche di prevenzione e supporto già esistenti.

Disposizioni finanziarie

Per la prima applicazione, gli oneri sono quantificati in 200.000 euro complessivi di spesa corrente, ripartiti in 100.000 euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, a valere sulle risorse del bilancio di previsione finanziario 2024-2026, missione 04, programma 04.06, titolo 1.

Per gli anni successivi al 2026, la copertura è demandata alle risorse stanziate annualmente con la legge di bilancio, secondo la disciplina contabile statale richiamata.

Le disposizioni finanziarie di prima applicazione operano in via condizionata all’approvazione della legge di bilancio di previsione finanziario 2024-2026.

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