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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18423/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Milano del 17/02/2025 che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso l'ordinanza della Corte di appello di Milano del 02/01/2025 (che aveva respinto la richiesta di sostituzione della custodia in carcere). Il motivo di cassazione deduceva violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen., per mancanza e manifesta illogicità della motivazione: il Tribunale aveva ritenuto venuto meno l'interesse del ricorrente in quanto la sentenza di secondo grado sarebbe divenuta irrevocabile (passata in giudicato il 18/01/2025), mentre in realtà il difensore aveva tempestivamente proposto ricorso per cassazione in data 17/01/2025 (ai sensi dell'art. 599-bis), per cui la decisione non era passata in giudicato e l'appello cautelare non poteva essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che dagli atti risultava il ricorso per cassazione depositato il 17/01/2025 e dunque la sentenza di merito non era divenuta irrevocabile al momento dell'ordinanza del Tribunale del riesame. Per errore di presupposto il Tribunale aveva dichiarato l'appello inammissibile. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Milano per il giudizio, disponendo altresì gli adempimenti di cancelleria di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att.

Norme richiamate

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    La causa è stata trattata in forma cartolare (sulla base degli atti) ai sensi di questa disposizione; quindi la Cassazione ha deciso senza discussione orale.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    La norma è richiamata come motivo di cassazione per carenza o manifesta illogicità della motivazione; la Corte ha ritenuto sussistente la violazione in quanto il Tribunale del riesame ha fondato la decisione su un errore di fatto riguardante la definitiva estinzione dell'interesse del ricorrente.

  • art. 599-bis, cod. proc. pen.

    La presentazione del ricorso per cassazione ai sensi di questa norma rileva ai fini della non definitività della sentenza di appello; la Corte ha considerato documentalmente provato che il ricorso era stato proposto prima della presunta data di irrevocabilità, perciò la sentenza non era passata in giudicato.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att.

    Disposizione richiamata per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla pronuncia di annullamento con rinvio; ordina le comunicazioni e gli atti necessari all'ufficio giudiziario.

Massime di principio

  • La proposizione tempestiva di ricorso per cassazione sospende l'effetto di definitività della decisione impugnata: prima della scadenza dei termini e dell'eventuale deposito del ricorso non può ritenersi la sentenza passata in giudicato.
  • Il riesame di misure cautelari non può dichiarare inammissibile un appello per carenza di interesse senza verificare lo stato di impugnazione innanzi alle Corti superiori; l'accertamento delle date di deposito degli atti è essenziale.
  • L'errore di fatto del giudice di merito sulla esistenza o meno di interesse processuale può configurare vizio di motivazione rilevante ai sensi dell'art. 606 c.1 lett. e) e comportare annullamento con rinvio.
  • È fondamentale che la difesa conservi e produca prova documentale tempestiva del deposito di impugnazioni (ricevute, segnature di cancelleria) per impedire decisioni basate su presunzioni di irrevocabilità.
  • La Corte di Cassazione, in presenza di vizio procedurale o valutativo relativo alla sussistenza dell'interesse, tende ad annullare e rinviare la decisione al giudice di merito per nuovo esame, piuttosto che decidere nel merito sulla misura cautelare.

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