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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19012/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato la sentenza che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto di querela nel reato di furto aggravato, sostenendo che il capo di imputazione contestava espressamente l'aggravante di cui all'art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen. (furto su cosa destinata a pubblico servizio) in relazione a un abusivo allacciamento alla rete di distribuzione dell'energia elettrica, e che tale aggravante comporta procedibilità d'ufficio ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 624 cod. pen.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha rilevato che l'aggravante per destinazione a pubblico servizio era chiaramente contestata (allaccio alla rete di distribuzione) e che, pertanto, il reato è procedibile d'ufficio indipendentemente dalla querela. Ha precisato che la contestazione di più aggravanti non rileva se una o più di esse determinano la procedibilità d'ufficio. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Taranto per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen.

    La circostanza aggravante relativa alla destinazione della cosa a pubblico servizio ha natura valutativa e, se adeguatamente contestata (ad es. mediante addebito di allaccio diretto alla rete di distribuzione), rende il furto procedibile d'ufficio.

  • art. 624, ultimo comma, cod. pen.

    Prevede che il furto aggravato ai sensi dell'art. 625, comma 1, n. 7, sia procedibile d'ufficio, salvo il caso in cui la cosa sia esposta per necessità o consuetudine alla pubblica fede (eccezione da valutare caso per caso).

  • art. 625, n. 2, cod. pen. (mezzo fraudolento)

    La contestazione di ulteriori aggravanti (es. il mezzo fraudolento) che non producono procedibilità d'ufficio non esclude la procedibilità quando sia contestata anche un'aggravante che la determina; prevale la causa di procedibilità più favorevole all'azione penale.

Massime di principio

  • Se il capo di imputazione contesta espressamente l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 (destinazione a pubblico servizio), il reato di furto deve essere considerato procedibile d'ufficio, salvo che sussista l'eccezione della cosa esposta per necessità o consuetudine alla pubblica fede.
  • La descrizione fattuale fornita (es. abusivo allacciamento diretto alla rete di distribuzione) può essere sufficiente per ritenere adeguatamente contestata l'aggravante 'pubblico servizio'.
  • La presenza di più aggravanti non muta il regime di procedibilità: se almeno una aggravante comporta procedibilità d'ufficio, il procedimento non richiede querela.
  • La qualificazione della res come destinata a pubblico servizio è una valutazione giuridica e fattuale che il giudice deve compiere caso per caso, tenendo conto della natura della rete/servizio e della sua destinazione alle utenze.
  • La difesa può cercare di invocare l'eccezione della 'cosa esposta per necessità o consuetudine alla pubblica fede' per ripristinare il regime di procedibilità a querela, ma tale eccezione richiede specifica allegazione e prova.

Testo integrale

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