Cassazione Penale, Sentenza n. 02712/2026 del 23/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna (rito abbreviato) per tentata rapina aggravata impropria in concorso: deduce che la condotta non avrebbe superato la soglia del tentativo punibile e che avrebbe avuto luogo una desistenza volontaria; contesta la qualificazione della violenza sostenendo si sia trattato di reazione difensiva durante la fuga; chiede il riconoscimento delle attenuanti generiche e censura la revoca della sospensione condizionale invocando profili di violazione dell'art. 27 Costituzione e dell'art. 168 c.p.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile perché reiterativo delle censure già svolte in appello e non confrontato con la motivazione della Corte territoriale. Ha ritenuto corretta la qualificazione di tentata rapina impropria (atti idonei alla sottrazione e violenza per assicurare la fuga), ha escluso la desistenza volontaria (l'azione si è interrotta per intervento della persona offesa), ha ritenuto legittimo il rigetto delle attenuanti generiche in presenza di precedenti e assenza di elementi positivi nella condotta, e ha confermato la legittimità della revoca della sospensione condizionale secondo la giurisprudenza consolidata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice Penale, art. 56 (tentativo)
Il tentativo è configurabile quando l'agente compie atti idonei diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato e l'evento non si verifica per cause indipendenti dalla sua volontà; applicato per valutare la soglia di punibilità nel tentativo di rapina impropria.
Codice Penale, art. 628 (rapina)
La violenza o la minaccia utilizzata per assicurarsi l'impunità o la fuga integra la rapina; anche un modesto coefficiente di forza impeditiva (spinta, urto) può essere idoneo a costituire la violenza richiesta dall'articolo.
Codice Penale, art. 624 (furto)
Richiamato in contrapposizione alla qualificazione di rapina: quando è presente violenza per assicurare la fuga la fattispecie compete all'art. 628 e non all'art. 624.
Codice di Procedura Penale, art. 192
Norma processuale richiamata nelle censure relative alla motivazione e al rito; nel contesto viene invocata con riferimento ai vizii di motivazione e alle limiti del riesame in Cassazione.
Codice Penale, art. 168 (sospensione condizionale della pena, revoca)
La revoca del beneficio per la commissione di un altro delitto nel quinquennio è giustificata dalla giurisprudenza anche se la pronuncia che accerta il nuovo reato non è ancora divenuta irrevocabile; la revoca rileva in quanto effetto de jure prodotto dal reato sopravvenuto.
Codice Penale, art. 62-bis (scelta del rito e benefici processuali)
Richiamato dalla difesa in relazione alla richiesta di beneficio connesso all'ammissione della responsabilità e al rito abbreviato; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi positivi tali da giustificare il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Costituzione, art. 27 (presunzione di innocenza e personalità della pena)
Invocato dal ricorrente con riferimento alla revoca della sospensione condizionale; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che interpreta la revoca come effetto che decorre dal momento della commissione del reato sopravvenuto, senza contrasto con il principio costituzionale.
Massime di principio
- Il tentativo di rapina impropria si configura quando sono stati compiuti atti idonei alla sottrazione e la condotta si interrompe per cause estranee all'agente; la successiva violenza per assicurare la fuga realizza la rapina.
- La desistenza volontaria è esclusa se l'interruzione dell'azione criminosa è dovuta all'intervento di terzi o della persona offesa; solo l'interruzione spontanea determina la causa di estinzione del tentativo.
- Anche una minima energia fisica usata per divincolarsi dalla presa di chi tenta di fermare il reo può integrare la violenza necessaria per la rapina, differenziandola dal furto.
- Il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi nella condotta dell'imputato; l'esistenza di precedenti specifici o l'assenza di circostanze favorevoli può giustificare il diniego.
- La revoca della sospensione condizionale per reato commesso nel quinquennio può essere pronunciata anche prima che la sentenza sul nuovo reato sia divenuta irrevocabile, poiché la revoca rileva per il verificarsi de jure della condizione ostativa.
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