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Sentenza

Sentenza n. 905/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 3/2025 depositata e resa pubblica il 10.01.2025.

Giustizia amministrativa202600084

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 3/2025, passata in giudicato, relativa all'attribuzione di una carta spendibile per l'aggiornamento professionale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (personale scolastico)

Prevale il privato

La controversia

La parte ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Ferrara n. 3/2025, depositata il 10 gennaio 2025 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 15 gennaio 2026. La sentenza era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione, ma l'Amministrazione è rimasta inadempiente e non si è costituita in giudizio. È stata inoltre richiesta una penalità di mora per il ritardo nell'esecuzione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso di ottemperanza e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza civile entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Ha tuttavia respinto la richiesta di penalità di mora, richiamando il contenuto della sentenza civile: il diritto riconosciuto non consiste nel pagamento di una somma di denaro, ma nella consegna di una carta utilizzabile per determinati articoli e prodotti destinati all'aggiornamento professionale; inoltre, le somme non utilizzate nell'anno scolastico di riferimento restano disponibili nell'anno successivo, sicché il ritardo non determina un pregiudizio. In caso di ulteriore inadempienza, il commissario ad acta, già nominato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario da questi delegato, dovrà provvedere, su istanza della parte ricorrente, entro i successivi novanta giorni, con facoltà di subdelega. Il ricorso è stato quindi accolto in parte. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre accessori e restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, predisponendo anche misure sostitutive mediante commissario ad acta.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato non viene eseguita dall'Amministrazione, dopo la notificazione rilevante ai fini del termine dilatorio previsto per l'esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione di adempiere entro un termine determinato e può nominare sin d'ora un commissario ad acta per l'eventuale successiva inerzia.
  • La penalità di mora non deve essere riconosciuta quando il ritardo nell'esecuzione non arreca un pregiudizio concreto, in particolare se la prestazione dovuta consiste nell'attribuzione di una carta o di risorse utilizzabili anche nell'anno successivo e non nella corresponsione immediata di una somma di denaro.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accoglimento della domanda di esecuzione del giudicato può accompagnarsi al rigetto della distinta richiesta di penalità di mora, determinando un accoglimento solo parziale del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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