Sentenza n. 909/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 1417/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 22.10.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, n. 1417/2024, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore da giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 1417/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro. Il giudicato risultava attestato dalla cancelleria in data 6 giugno 2025 ed era stato notificato al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, l'Amministrazione è rimasta inadempiente. Il Ministero e l'Ufficio Scolastico Regionale non si sono costituiti in giudizio.
La decisione
Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto alle statuizioni contenute nella sentenza definitiva del giudice ordinario. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna di dare integrale esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le spese legali liquidate dal giudice ordinario e quelle liquidate nel giudizio di ottemperanza. In caso di ulteriore inadempimento, su istanza della ricorrente, il commissario ad acta nominato nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale o in un funzionario da lui delegato dovrà provvedere in sostituzione dell'Amministrazione entro i successivi novanta giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, fissando un termine e nominando, ove necessario, un commissario ad acta.
Massime di principio
- L'inottemperanza dell'Amministrazione a una sentenza passata in giudicato, previamente notificata anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio per l'esecuzione, rende fondato il ricorso per ottemperanza e legittima il giudice amministrativo a ordinare l'esecuzione delle statuizioni giudiziali entro un termine assegnato.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può disporre che l'Amministrazione esegua il giudicato detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le somme dovute a titolo di spese legali riconosciute nel giudizio definito dal giudice ordinario e nel giudizio di ottemperanza.
- In caso di persistente inadempimento dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendone l'intervento sostitutivo su istanza di parte entro un termine successivo a quello assegnato per l'adempimento spontaneo.
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