Cassazione Civile, Ordinanza n. 03247/2026 del 13/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte prende atto dell’intervenuta conciliazione stragiudiziale tra le parti, dichiara la cessazione della materia del contendere e, conseguentemente, l’estinzione del giudizio. Dispone inoltre la compensazione integrale delle spese di lite. Non viene quindi esaminato nel merito l’unico motivo di ricorso.
Esito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento IVA relativo all’anno d’imposta 2008, emesso dall’amministrazione finanziaria per recuperare l’imposta che la società contribuente aveva indebitamente ottenuto a rimborso. Secondo l’Ufficio, il rimborso dell’IVA non era dovuto in favore di agenzie di viaggi e turismo non stabilite nell’Unione europea. La Commissione tributaria regionale aveva rigettato l’appello dell’Agenzia contro la decisione di primo grado favorevole alla società; l’Agenzia proponeva quindi ricorso per cassazione con un unico motivo. La società resisteva con controricorso. Nelle more del giudizio di legittimità, l’Avvocatura dello Stato depositava un accordo conciliativo sottoscritto anche dalla ricorrente, dal quale risultava la definizione stragiudiziale della lite.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio di cassazione, le parti raggiungono un accordo conciliativo che definisce la lite, la Corte deve prendere atto della cessazione della materia del contendere e dichiarare estinto il giudizio.
- La sopravvenuta definizione transattiva della controversia preclude l’esame del merito dei motivi di ricorso, rendendo non più attuale l’interesse alla decisione.
- In caso di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, le spese possono essere compensate tra le parti in ragione dell’accordo raggiunto.
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