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Circolare

Circolare numero 139 del 12-7-2001

Vengono fornite le prime informazioni relative all’influenza sulle pensioni del passaggio dalla lira all’euro, tenendo conto dei criteri contenuti nella deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 176 del 26 giugno 2001.

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra come l’INPS gestirà il passaggio all’euro per le pensioni, motivando la scelta di una conversione integrale in euro di archivi e procedure dal 1° gennaio 2002. Vengono descritti i criteri tecnici di conversione, gli arrotondamenti per pagamenti e valori pensionistici, la necessità di evitare conguagli artificiosi per periodi anteriori al 2002, il calendario operativo delle attività e una serie di modifiche alle interfacce informatiche GP. È inoltre anticipata una conversione sperimentale di un primo gruppo di pensioni dell’Agenzia di Olbia per consentire agli operatori un primo contatto con il nuovo scenario.

Passaggio delle pensioni dalla lira all’euro dal 1° gennaio 2002 e criteri di conversione/arrotodamento

Passaggio delle pensioni dalla lira all’euro

La circolare disciplina l’adozione dell’euro come unità di conto, per le pensioni, a decorrere dal 1° gennaio 2002. Il documento spiega le ragioni tecniche e gestionali della scelta di una conversione integrale degli archivi e delle procedure, illustra i criteri di conversione e di arrotondamento, riporta il calendario operativo delle attività e descrive le principali modifiche apportate alle interfacce informatiche utilizzate per la gestione pensionistica.

Inquadramento del problema e ragioni della scelta

La gestione delle pensioni si fonda sull’intreccio tra criteri di cassa e di competenza, che non possono essere applicati in modo univoco. Le procedure automatizzate devono gestire ricalcoli, conguagli, arretrati e importi derivanti da decorrenze molto risalenti, con effetti che si propagano nel tempo e incidono anche su posizioni future o su prestazioni ai superstiti.

La circolare evidenzia, a titolo esemplificativo, che:

  • la perequazione automatica viene determinata su base provvisoria e poi conguagliata l’anno successivo;
  • l’importo di una pensione a una certa data può essere ricostruito solo ricalcolando tutta la storia pensionistica dalla decorrenza originaria;
  • per i lavoratori autonomi la pensione può essere determinata solo provvisoriamente, in attesa dei redditi dell’anno di decorrenza;
  • eventuali integrazioni documentali tardive possono imporre la rideterminazione dell’importo fin dalla decorrenza originaria.

Per queste ragioni, si è scelto di gestire in euro tutti i dati dal 1° gennaio 2002, evitando soluzioni ibride che avrebbero complicato ulteriormente i processi.

Conversione degli archivi e delle procedure

La scelta adottata implica la conversione simultanea di tutti i dati monetari presenti negli archivi pensionistici. Poiché gli archivi sono numerosi e di grandi dimensioni, la conversione richiede la sospensione delle attività di gestione per il tempo necessario all’operazione, comprese le attività di predisposizione dei pagamenti e di liquidazione.

Le procedure applicative verranno aggiornate per trattare esclusivamente valori in euro dalla competenza 2002. La circolare precisa che i valori monetari dovranno essere convertiti con criteri tali da preservare, per quanto possibile, ogni singolo valore pensionistico.

Per le costanti normative e per gli importi già memorizzati sono previsti diversi livelli di precisione nella conversione, in funzione dell’unità originaria di espressione in lire:

  • per gli importi originariamente espressi in unità di lire, cinque cifre decimali;
  • per gli importi in decine di lire, quattro cifre decimali;
  • per gli importi in centinaia di lire, tre cifre decimali;
  • per gli importi in migliaia di lire, due cifre decimali;
  • per gli importi già memorizzati in lire negli archivi, sei cifre decimali se erano espressi in centesimi di lire, quattro cifre decimali se in unità di lire, due cifre decimali se in migliaia di lire.

Arrotondamenti e regole di neutralità

La circolare distingue gli arrotondamenti applicabili prima e dopo il 31 dicembre 2001.

Fino a tale data, gli importi erano gestiti secondo criteri legati alla lira, con regole diverse per pagamenti, importi intermedi, trattenute, importi in pagamento e addendi alla pensione. In sintesi:

  • i pagamenti erano arrotondati alle 5 lire fino al 1997, alle 10 lire fino a giugno 1998 e alle 1.000 lire per eccesso da luglio 1998;
  • gli importi intermedi erano arrotondati alla lira per eccesso o per difetto a seconda del segno dell’effetto per il pensionato;
  • le trattenute erano arrotondate alle 5 lire per difetto fino al 1997 e alle 10 lire per difetto dal 1998;
  • l’importo di pensione in pagamento era, di norma, arrotondato alle 50 lire;
  • gli addendi alla pensione erano, in genere, arrotondati alle 10 lire.

Per i valori relativi a date successive al 2002, l’arrotondamento segue invece le regole dell’euro:

  • i pagamenti sono arrotondati all’unità di euro per eccesso;
  • gli altri valori sono arrotondati al centesimo di euro per eccesso se a favore del pensionato e per difetto se a debito.

Per i periodi anteriori al 1° gennaio 2002, la circolare prevede un arrotondamento a decimillesimi di euro, in modo da evitare che la ricostituzione delle pensioni produca conguagli dovuti soltanto al passaggio dalla lira all’euro.

Deliberazione n. 176 del 26 giugno 2001

La deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 176 del 26 giugno 2001, richiamata e allegata alla circolare, regolamenta i criteri da adottare per l’introduzione dell’euro in materia di gestione e pagamento delle prestazioni pensionistiche.

Il provvedimento, richiamando il quadro normativo europeo e nazionale, stabilisce che:

  • dal 1° gennaio 2002 i pagamenti delle pensioni sono arrotondati all’euro superiore, con recupero dell’arrotondamento precedente;
  • dal 1° gennaio 2002 tutti gli importi di pensione che costituiscono valore autonomo da contabilizzare sono arrotondati al centesimo di euro superiore se a favore del pensionato e al centesimo inferiore in caso contrario;
  • dal 1° gennaio 2002 tutti i valori intermedi delle pensioni relativi a periodi anteriori al 1° gennaio 2002 sono determinati in decimillesimi di euro;
  • le prestazioni a sostegno del reddito riferite a periodi anteriori al 1° gennaio 2002 sono determinate in centesimi di euro;
  • i valori relativi alla riscossione dei contributi, derivanti dalla conversione in euro degli archivi di gestione e riferiti a periodi anteriori al 1° gennaio 2002, sono determinati in centesimi di euro;
  • i versamenti volontari, anche anteriori al 1° gennaio 2002, sono arrotondati al centesimo di euro superiore;
  • i valori dell’estratto conto relativi ad anni precedenti sono arrotondati al decimillesimo di euro nelle elaborazioni interne, mentre l’estratto conto consegnato agli utenti espone importi in euro con due decimali.

Raccordo operativo tra lire ed euro

Nei primi mesi successivi all’introduzione dell’euro potranno verificarsi difficoltà operative, anche per la necessità di convertire documenti e dati da lire a euro e viceversa. I documenti prodotti entro il 2001 riporteranno valori in lire, da convertire in euro per la memorizzazione negli archivi; inoltre, per un certo periodo, i documenti destinati ai pensionati dovranno riportare anche il controvalore in lire degli importi più significativi.

Per agevolare le Agenzie, verranno rese disponibili apposite calcolatrici “euroconverter” sia sul sistema AS/400 sia sulle stazioni di lavoro personal computer.

Calendario delle attività

La circolare allega un calendario di massima con le principali fasi del passaggio:

  • 28 settembre 2001: predisposizione dei flussi di pagamento di novembre 2001, in lire;
  • 13 ottobre 2001: predisposizione dei flussi di pagamento di dicembre 2001, in lire;
  • 25 ottobre 2001: caricamento su AGENDA1 dei dati dei flussi di dicembre 2001;
  • 29 ottobre 2001: chiusura delle transazioni di gestione delle pensioni in competenza 2001 e conversione degli archivi da lire ad euro;
  • 8 novembre 2001: rinnovo delle pensioni per l’anno 2002, in euro;
  • 3 dicembre 2001: predisposizione dei flussi di pagamento di gennaio 2002, in euro;
  • 10 dicembre 2001: rilascio progressivo delle procedure di gestione delle pensioni in competenza 2002, in euro.

Modifiche alle interfacce GP

La conversione all’euro è stata anche l’occasione per una riorganizzazione complessiva delle interfacce applicative GP, resa necessaria da nuove esigenze gestionali maturate nel frattempo. Le modifiche saranno adottate gradualmente a partire dal rilascio delle procedure in competenza 2002.

Interfaccia GP1

L’area delle movimentazioni è stata ampliata da 6 a 70 elementi, con un codice movimentazione esteso da uno a due caratteri e l’introduzione di informazioni per collegare la variazione alla richiesta e identificarne l’operatore. Sono stati inoltre ampliati e riorganizzati i dati del delegato e del tutore, gli indirizzi in formato ARCA e i dati di localizzazione dei pagamenti, ora ricondotti all’interfaccia GP1 e adeguati allo standard IBAN.

Interfaccia GP2

Sono state ampliate diverse aree di memorizzazione:

  • i dati dei pagamenti disgiunti, da 1 a 5 elementi;
  • gli importi delle rendite per infortunio o malattia professionale, da 15 a 45 elementi;
  • i redditi da lavoro autonomo, da 8 a 30 elementi;
  • i codici fascia delle prestazioni per invalidi civili, da 8 a 30 elementi;
  • i periodi di ricovero, da 8 a 30 elementi.

È inoltre resa disponibile per tutte le pensioni l’area relativa alla residenza all’estero, per gestire anche l’inesportabilità del minimo in applicazione del Regolamento CEE n. 1247/92.

Interfaccia GP3

Nel campo delle detrazioni d’imposta, i codici non sono più contenuti nel singolo CUD ma in un’unica tabella con decorrenza di validità, consentendo variazioni dal mese in cui devono operare e la gestione dell’eventuale richiesta di applicare un’unica aliquota d’imposta in relazione ad altri redditi.

Per i CUD, la nuova interfaccia sostituisce le vecchie aree multiple con un’unica area composta da 30 elementi ripetitivi. Ciò consente di:

  • evitare la cancellazione del CUD più remoto a ogni nuovo inserimento;
  • superare le difficoltà di ricostruzione dei redditi da pensione per anni molto risalenti.

La nuova interfaccia ingloba anche alcuni dati prima distribuiti in altre aree: codice catastale del Comune di residenza, importi degli oneri detraibili, detrazioni riconosciute, oltre al campo necessario per un futuro utilizzo dell’addizionale provinciale.

Interfaccia GP7

Gli elementi relativi ai redditi del dante causa, necessari per il calcolo delle pensioni ai superstiti in applicazione della sentenza n. 495 del 1993 della Corte Costituzionale, sono stati ampliati da 5 a 30.

Primo gruppo di pensioni convertite in euro

Per favorire il primo approccio degli operatori all’euro, è stata effettuata una conversione anticipata di una parte del data base centrale delle pensioni. In particolare, sono state convertite in euro tutte le pensioni in carico all’Agenzia di Olbia, codice 7390, pari a poco più di 10.000 posizioni.

Le pensioni convertite sono consultabili con la nuova transazione GAPNE, che visualizza gli archivi in euro analogamente a quanto la transazione GAPNL fa per gli archivi in lire. La conversione è stata eseguita sulla situazione d’archivio al 22 giugno 2001 e verrà ripetuta a fine ottobre; nel frattempo, le variazioni continueranno a operare sugli archivi in lire, mentre quelli in euro restano congelati a quella data.

Consultazione e contenuto delle nuove interfacce

La consultazione delle pensioni in euro avviene nell’ambiente IMSPN tramite GAPNE. La circolare indica le modalità di accesso per pensione nota o per consultazione sequenziale, oltre alla possibilità di passare dalla consultazione in lire a quella in euro e viceversa utilizzando i comandi di pagina GAPNE e GAPNL.

Le pensioni convertite vengono visualizzate con la nuova interfaccia GP, aggiornata con le modifiche descritte nella circolare. Tra le innovazioni funzionali e grafiche si segnalano:

  • il nuovo formato dei valori monetari, con soppressione degli zeri non significativi a sinistra e visualizzazione completa dei decimali;
  • la soppressione dei campi divenuti inutilizzabili dopo la migrazione del 1999;
  • il riordino dei campi in ordine alfabetico o logico;
  • l’adozione di un nuovo standard di denominazione dei campi, più aderente alla struttura tabellare;
  • la nuova gestione degli indici degli elementi ripetitivi, con migliore leggibilità e minore occupazione di righe video;
  • il nuovo formato dei campi data, con separatori più chiari;
  • una decodifica più leggibile dei codici, ove possibile;
  • l’introduzione di titoli per facilitare l’immediato riconoscimento dei raggruppamenti di dati.

La consultazione viene rilasciata in via sperimentale e con lavori ancora in corso; eventuali osservazioni e suggerimenti possono essere indirizzati alle competenti Direzioni Centrali.

Punti principali

Motivazione del passaggio integrale all’euro

La gestione delle pensioni richiede di coordinare criteri di cassa e di competenza, con effetti differiti nel tempo e continui ricalcoli su decorrenze pregresse. Per evitare incoerenze e complessità tra dati storici, conguagli, arretrati e ricalcoli, viene adottata la soluzione della gestione integrale in euro di tutti i dati a partire dal 1° gennaio 2002.

Conversione di archivi, procedure e valori monetari

La scelta comporta la conversione simultanea di tutti i dati monetari degli archivi e l’aggiornamento delle procedure applicative per trattare esclusivamente valori in euro dalla competenza 2002. La circolare indica anche i criteri tecnici di conversione, differenziando costanti normative e importi già memorizzati in archivi, con un numero di decimali variabile in base all’unità originaria di espressione in lire.

Arrotondamenti e conguagli

Sono distinti gli arrotondamenti per pagamenti, valori riferiti a periodi dal 1° gennaio 2002 in poi e valori riferiti a periodi anteriori. Per i periodi pre-2002 si usano decimillesimi di euro, così da mantenere la corrispondenza con gli arrotondamenti già operati in lire ed evitare conguagli dovuti solo al cambio di valuta.

Deliberazione n. 176 del 26 giugno 2001

La deliberazione disciplina la materia dell’introduzione dell’euro: i pagamenti delle pensioni sono arrotondati all’euro superiore con recupero dell’arrotondamento precedente; gli importi autonomi sono arrotondati al centesimo di euro; i valori intermedi antecedenti il 2002 sono determinati in decimillesimi di euro; sono previste regole specifiche anche per prestazioni a sostegno del reddito, contributi, versamenti volontari ed estratti conto.

Calendario operativo del passaggio

La circolare allega un calendario di massima con le principali date: predisposizione dei flussi di pagamento di novembre e dicembre 2001, caricamenti su AGENDA1, chiusura delle transazioni 2001, conversione degli archivi il 29 ottobre 2001, rinnovo pensioni 2002 l’8 novembre 2001, predisposizione dei flussi di gennaio 2002 il 3 dicembre 2001 e rilascio progressivo delle procedure 2002 dal 10 dicembre 2001.

Modifiche alle interfacce GP

La riorganizzazione delle interfacce GP riguarda l’ampliamento di numerosi archivi e l’introduzione di nuovi campi per movimentazioni, pagamenti, delegati e tutori, IBAN, pagamenti disgiunti, rendite per infortunio, redditi da lavoro autonomo, invalidi civili, ricoveri, residenza all’estero, detrazioni d’imposta e CUD. Le modifiche mirano a migliorare la capacità di memorizzazione, la leggibilità e la gestione di nuove esigenze fiscali e amministrative.

Sperimentazione su un primo gruppo di pensioni

Per consentire agli operatori un primo approccio all’euro, viene convertito in via sperimentale un primo blocco di pensioni in carico all’Agenzia di Olbia, consultabili con la nuova transazione GAPNE. La conversione è effettuata sulla situazione di archivio al 22 giugno 2001 e sarà ripetuta a fine ottobre; le variazioni continueranno nel frattempo a operare sugli archivi in lire.

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