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Ordinanza

Ordinanza n. 2001/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202603502

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. III, che aveva respinto la domanda cautelare relativa all’assegnazione della sede universitaria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (studentessa universitaria)

Prevale il privato

La controversia

La studentessa ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Lazio deducendo, in sostanza, l’illegittimità dell’assegnazione presso l’Università del Piemonte Orientale. Secondo la prospettazione accolta in sede cautelare, il punteggio ottenuto avrebbe dovuto essere valutato senza l’operatività del meccanismo di ripescaggio del secondo turno, fondato sul recupero e sulla doppia valutazione. Considerato il punteggio in assoluto e le preferenze indicate nella domanda di iscrizione, la studentessa avrebbe avuto priorità nell’assegnazione alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, sede originariamente prescelta, rispetto agli studenti immatricolati in quella sede solo per effetto del sistema di calcolo contestato. Sono state inoltre rappresentate esigenze cautelari connesse alla distanza di circa 100 km tra i due atenei e alla continuità didattica, avendo la studentessa già frequentato il primo semestre presso l’Università di Torino.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente, a un primo sommario esame, il fumus boni iuris: senza l’applicazione del meccanismo di ripescaggio del secondo turno, l’appellante sarebbe stata assegnata con priorità alla sede di Torino, indicata nelle preferenze, anziché all’Università del Piemonte Orientale. Ha ravvisato anche il periculum in mora, poiché la distanza tra le sedi e la necessità di assicurare continuità didattica, in relazione alla frequenza del primo semestre presso Torino, integravano un danno grave e irreparabile. Il Collegio ha escluso un apprezzabile pregiudizio per l’organizzazione del servizio didattico, essendo disponibile un posto ulteriore rimasto vacante presso la Facoltà di Medicina di Torino. In conseguenza, ha ordinato alle amministrazioni appellate di rideterminarsi sull’assegnazione della sede della studentessa. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR; il Consiglio di Stato ha riesaminato la domanda cautelare e ha adottato una misura di riforma dell’ordinanza impugnata.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, il fumus boni iuris può ravvisarsi quando, sulla base di un primo esame sommario, il sistema di calcolo applicato per l’assegnazione universitaria abbia attribuito la sede a uno studente che, valutato il punteggio in assoluto e secondo le preferenze espresse, risulterebbe posizionato dopo il ricorrente.
  • Il periculum in mora può sussistere quando l’assegnazione della sede universitaria comporti una rilevante distanza geografica rispetto alla sede originariamente prescelta e determini discontinuità nella frequenza dei corsi già iniziati presso altro ateneo.
  • Nella valutazione cautelare, l’assenza di pregiudizio per l’organizzazione del servizio didattico assume rilievo quando l’amministrazione disponga di un posto ulteriore rimasto vacante presso la sede richiesta dal ricorrente.
  • Quando risultino sussistenti fumus boni iuris e periculum in mora, il giudice amministrativo può accogliere la domanda cautelare ordinando all’amministrazione di rideterminarsi sull’assegnazione della sede, senza sostituirsi definitivamente all’amministrazione nell’esercizio del potere.

Come è indicizzato

MaterieAccesso programmato ai corsi universitariTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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