L.R. Piemonte 32/2023
Sistema integrato delle politiche e dei servizi per l'orientamento permanente, la formazione professionale e il lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riordina in Piemonte orientamento permanente, formazione professionale e politiche del lavoro, definendo programmazione triennale, accreditamento degli operatori, ruolo dell’Agenzia Piemonte Lavoro e interventi su tirocini, apprendistato, inclusione, disabilità, autoimpiego e sostegno al reddito. Abroga la principale normativa previgente di settore e prevede un regime transitorio fino ai nuovi atti attuativi.
Sistema integrato di orientamento, formazione professionale e lavoro del Piemonte
Sistema integrato delle politiche per orientamento, formazione e lavoro in Piemonte
La legge regionale disciplina in modo unitario il sistema piemontese delle politiche per lo sviluppo delle competenze, l’occupazione e l’inclusione sociale, nonché dei servizi per l’orientamento permanente, la formazione professionale e il lavoro. Il provvedimento si applica esclusivamente nel territorio della Regione Piemonte e si inserisce nel quadro della programmazione europea, statale e regionale.
Finalità, principi e campo di applicazione
La disciplina è orientata alla centralità della persona, alle pari opportunità, alla sussidiarietà e alla programmazione integrata con istruzione, sviluppo economico, innovazione, coesione sociale, sanità e welfare. Tra le finalità principali figurano: innalzamento delle competenze, maggiore occupabilità, partecipazione dei giovani e degli adulti all’apprendimento, inclusione delle persone con disabilità e di quelle a rischio di esclusione, accesso stabile al lavoro e promozione dell’imprenditorialità, con particolare attenzione a donne e giovani.
Rientrano nell’ambito della legge:
- gli enti strumentali regionali operanti in orientamento, formazione e lavoro;
- gli organismi pubblici o privati accreditati e iscritti negli elenchi regionali;
- le agenzie per il lavoro autorizzate;
- imprese ospitanti apprendistato e tirocini nel territorio regionale;
- soggetti promotori di tirocini;
- enti locali promotori di cantieri di lavoro e progetti analoghi;
- ogni altro soggetto coinvolto nella programmazione e attuazione delle politiche.
Principi generali di intervento
La Regione assicura programmazione unitaria e servizi calibrati sulla domanda di persone e imprese. La legge valorizza:
- pari opportunità e contrasto di ogni discriminazione;
- conciliazione tra tempi di lavoro e di cura;
- prevenzione del lavoro irregolare;
- sicurezza e prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali;
- funzione educativa e formativa del lavoro, anche tramite apprendistato e tirocini qualificati;
- coinvolgimento delle parti sociali e degli attori territoriali.
Programmazione regionale e governance
La Giunta regionale definisce le politiche per sviluppo delle competenze, occupazione e inclusione, integrandole con le politiche educative, giovanili, economiche e di innovazione. Sono previsti:
- analisi continue del mercato del lavoro, dei flussi di scolarità e dei fabbisogni professionali;
- un quadro strategico triennale approvato entro il 30 novembre dell’anno precedente il triennio di vigenza, previa consultazione della Commissione regionale di concertazione e parere consiliare;
- atti di indirizzo pluriennali per l’attuazione delle attività, anche oltre il triennio;
- una sede di coordinamento tecnico presso la struttura regionale competente.
Il quadro strategico triennale individua obiettivi, strategie, risorse disponibili e criteri di raccordo con competitività e coesione sociale.
Commissione regionale di concertazione e confronto con il sistema della disabilità
La Commissione regionale di concertazione è la sede unica di confronto sulle politiche del lavoro, della formazione e dell’orientamento. Formula pareri obbligatori ma non vincolanti, esamina rapporti e studi, propone interventi per soggetti svantaggiati, approva progetti di contratti di formazione-lavoro nella PA e promuove il monitoraggio delle condizioni di lavoro negli appalti.
È inoltre istituita una sede permanente di confronto con le associazioni regionali rappresentative delle persone con disabilità, per acquisire osservazioni e proposte sui principali provvedimenti in materia di lavoro, imprenditorialità, formazione e orientamento.
Gestione, controlli, monitoraggio e sistema informativo
Il finanziamento delle attività avviene mediante contributi pubblici o appalti. I soggetti attuatori devono essere accreditati; sono ammesse anche forme di collaborazione stabili o temporanee tra operatori.
La Regione effettua controlli su conformità agli standard, regolarità gestionale e finanziaria, anche presso le sedi dei soggetti attuatori. Il sistema è monitorato e valutato in modo continuativo, con supporto di IRES Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro e altri soggetti specializzati.
È istituito il SIFPLO, sistema informativo formazione professionale, lavoro e orientamento permanente, con funzioni di programmazione, gestione, certificazione, monitoraggio, controllo e valutazione, in connessione con il sistema informativo nazionale e con il SIRe regionale. Presso la Direzione competente opera una cabina tecnica di regia interna.
Sistema di orientamento permanente
La Regione promuove azioni di orientamento per adolescenti, giovani e adulti, finalizzate a rafforzare le competenze orientative, contrastare la dispersione scolastica e favorire la conoscenza del lavoro e delle professioni. Le azioni riguardano studenti, giovani qualificati o laureati, soggetti che rientrano nei percorsi di studio o formazione, famiglie e persone in cerca di lavoro.
I soggetti attuatori devono essere accreditati e possedere requisiti di qualità, autonomia e adeguatezza organizzativa e finanziaria. Sono previste linee guida regionali e reti territoriali integrate con orientamento scolastico e universitario.
Tirocini estivi di orientamento
L’offerta regionale comprende tirocini estivi di orientamento per adolescenti e giovani iscritti a università o scuola, con finalità orientative e di addestramento pratico. La durata non può superare tre mesi, anche in caso di più tirocini, e deve collocarsi tra la fine dell’anno scolastico o accademico e l’inizio di quello successivo. Gli esiti sono monitorati.
Sistema di formazione professionale
La formazione professionale regionale comprende:
- IeFP e relativi corsi annuali integrativi;
- IFTS e ITS Academy;
- formazione superiore e alta formazione;
- formazione continua e permanente;
- formazione per categorie svantaggiate;
- formazione regolamentata;
- mobilità transnazionale.
La Regione promuove la didattica duale e l’apprendistato, il raccordo con la ricerca e la partecipazione delle imprese, anche attraverso imprese con capacità formativa.
Soggetti attuatori, accreditamento e requisiti
Le attività formative sono svolte da istituzioni formative e organismi di formazione accreditati. Le istituzioni formative possono attuare tutte le tipologie formative; gli organismi di formazione possono svolgere le tipologie dalla formazione superiore in poi, con vincoli specifici per alcune attività, tra cui il requisito del non profit per determinati percorsi.
Sono richiesti autonomia giuridica e finanziaria per i soggetti privati, finalità formative nello statuto, adeguate risorse infrastrutturali, affidabilità economica, capacità gestionali, efficacia, efficienza e relazioni con il territorio. La Regione può anche consentire l’erogazione di formazione finanziata a datori di lavoro per il proprio personale o per l’inserimento lavorativo presso le proprie sedi.
IeFP e percorsi di qualificazione professionale
La Regione assicura il diritto all’istruzione e alla formazione fino a dodici anni o al conseguimento di una qualifica entro i 18 anni. I percorsi IeFP sono triennali o quadriennali e possono essere integrati da corsi annuali per l’accesso all’esame di Stato. Le qualifiche e i diplomi sono coerenti con le figure professionali nazionali, ma declinati in profili regionali.
Sono valorizzati il coinvolgimento delle imprese, la formazione duale, l’impresa formativa, il sostegno a giovani a rischio di dispersione e agli adulti che intendano acquisire titoli tramite crediti formativi.
Formazione tecnica superiore, alta formazione e formazione continua
Il sistema di formazione tecnica superiore comprende ITS Academy e IFTS, eventualmente in apprendistato, con riconoscimento di crediti universitari. La Regione può concorrere con atenei e ricerca a percorsi terziari orientati a competenze per innovazione e internazionalizzazione.
La formazione continua è rivolta ai lavoratori occupati, compresi apprendisti, soci lavoratori, autonomi, coadiuvanti e titolari d’impresa; la formazione permanente è aperta a tutti e può riguardare aggiornamento, qualificazione, cittadinanza attiva, competenze chiave, imprenditorialità, salute e sicurezza, transizione verde e digitale.
Formazione per soggetti svantaggiati, regolamentata e non finanziata
La legge prevede percorsi specifici per persone sottoposte a esecuzione penale, persone con disabilità, persone con dipendenze, soggetti in carico ai servizi sociali e sanitari, migranti e altre persone vulnerabili. Le azioni sono di norma integrate con i servizi per il lavoro e sociali.
La formazione regolamentata è riconosciuta quando riferita a qualificazioni soggette a discipline di settore e finalizzate all’esercizio di professioni riservate. La Regione riconosce anche attività formative non finanziate, purché conformi a standard e programmazione regionale, se svolte da soggetti accreditati e sottoposti a controllo.
Mobilità transnazionale
Sono promossi corsi, tirocini, visite di studio ed esperienze lavorative in Paesi UE, al fine di aumentare occupabilità, competenze interculturali, creatività, cittadinanza attiva, internazionalizzazione delle imprese e competenze del personale pubblico e privato.
Sistema dei servizi per l’impiego e Agenzia Piemonte Lavoro
L’Agenzia Piemonte Lavoro è ente strumentale regionale dotato di personalità giuridica pubblica, autonomia patrimoniale e contabile. Eroga i servizi e le misure di politica attiva del lavoro, assicura il collocamento mirato delle persone con disabilità e la gestione dei centri per l’impiego, che costituiscono la porta di accesso alle politiche del lavoro.
Tra le funzioni dell’Agenzia rientrano anche:
- assistenza a lavoratori e imprese tramite la rete EURES;
- studi e ricerca sui servizi per il lavoro;
- eventi e fiere di incontro tra giovani, soggetti svantaggiati e mondo del lavoro;
- reti territoriali con soggetti pubblici e privati.
Gli organi sono il direttore e il collegio dei revisori dei conti. Il direttore è nominato dalla Giunta regionale, dura fino a quattro anni ed è rinnovabile; sono previsti incarichi ad interim in caso di vacanza. L’Agenzia adotta il piano integrato di attività e organizzazione, gestisce il personale nel limite di spesa fissato dalla Giunta e può stipulare convenzioni e contratti per attività progettuali o straordinarie.
Sistema regionale dei servizi per il lavoro e centri per l’impiego
Il sistema dei servizi per l’impiego comprende centri per l’impiego, operatori autorizzati, operatori accreditati e agenzie per il lavoro. Centri per l’impiego e operatori accreditati operano in collaborazione e complementarietà.
I centri per l’impiego svolgono funzioni di orientamento di base e specialistico, assistenza alla ricerca di lavoro, tutoraggio all’autoimpiego, avviamento alla formazione, accompagnamento al lavoro, gestione di incentivi, promozione di tirocini e lavori socialmente utili, e gestione di strumenti di conciliazione. Assicurano i livelli essenziali delle prestazioni e possono erogare servizi anche a distanza.
Politiche per l’occupazione, crisi aziendali e ricollocazione
Le politiche per l’occupazione sono prioritariamente rivolte a giovani, donne, disoccupati di lunga durata e lavoratori espulsi o a rischio di espulsione per crisi aziendali, settoriali o territoriali. La Regione attua misure combinate di politica attiva e passiva e incentivi alle imprese.
Sono previste azioni per:
- orientamento al lavoro e tra lavori;
- servizi e politiche attive;
- contrasto alle crisi occupazionali;
- autoimpiego, creazione di impresa, sostegno alle PMI e al ricambio generazionale;
- incentivi all’assunzione;
- formazione per qualificazione, riqualificazione e riconversione;
- tirocini extracurriculari;
- conciliazione vita-lavoro;
- certificazione delle competenze.
La Regione può intervenire nelle crisi territoriali, settoriali e aziendali anche aprendo tavoli di crisi, sostenendo progetti di riqualificazione e favorendo la cessione dell’azienda ai dipendenti in forma cooperativa. Sono previsti accordi per la ricollocazione professionale e per l’uso di strumenti di integrazione salariale e solidarietà.
Tirocini extracurriculari
La disciplina regionale dei tirocini extracurriculari è affidata alla Giunta. I tirocini sono strumenti non lavorativi, promossi da un soggetto terzo, regolati da convenzione e progetto formativo individuale, con obbligo di assicurazione contro gli infortuni e per responsabilità civile e con formazione su salute e sicurezza.
La Giunta deve fissare standard minimi di qualità, durata adeguata, obiettivi chiari, monitoraggio degli esiti, tutela dei diritti del tirocinante e un’indennità congrua. La vigilanza e la disciplina sanzionatoria sono coordinate con le linee guida concordate in Conferenza Stato-Regioni.
Autoimpiego, imprenditorialità e azioni per le donne
La Regione sostiene la nascita e lo sviluppo di attività di lavoro autonomo e impresa, anche cooperativa, purché con sede e prevalente attività operativa in Piemonte, mediante contributi, finanziamenti agevolati, garanzie, assistenza tecnica e accompagnamento. La Giunta definisce importi massimi, priorità, inammissibilità, revoche e modalità di gestione.
Nell’assegnazione delle risorse sono favorite le imprese che attuano azioni positive per le donne; per l’autoimpiego e la creazione d’impresa è attribuita priorità al genere meno rappresentato, con specifiche soglie di composizione societaria e di governance per società di persone, cooperative e di capitali.
Conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e invecchiamento attivo
La Regione sostiene progetti di conciliazione vita-lavoro e iniziative di welfare aziendale proposti da imprese ed enti pubblici. Può prevedere modifiche organizzative, ampliamento dei servizi per l’infanzia e contributi per servizi alla persona destinati alla cura.
Sul piano dell’invecchiamento attivo, la Regione valorizza le persone in età avanzata, favorisce la trasmissione intergenerazionale delle competenze e promuove percorsi di ricollocazione, riqualificazione, orientamento e rimotivazione.
Disabilità, collocamento mirato e fondo regionale
La legge rafforza l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità tramite collocamento mirato, analisi delle mansioni, coinvolgimento delle imprese e promozione di inserimenti stabili, anche nelle cooperative sociali e imprese sociali.
È istituito il fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, alimentato da sanzioni ed esoneri della legge 68/1999, destinato a inserimento lavorativo, assistenza tecnica, sostegno e collocamento mirato. La Giunta definisce criteri di priorità, modalità di presentazione dei progetti, concessione e revoca dei contributi, controlli e valutazione degli esiti.
Sono previste anche agevolazioni per datori di lavoro e persone con disabilità coinvolte nei progetti, con possibilità di convenzioni tramite i centri per l’impiego.
Cantieri di lavoro e altri progetti di pubblica utilità
Per l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale, la Regione consente l’impiego temporaneo e straordinario in cantieri di lavoro e progetti di utilità pubblica. Tali interventi:
- durano da 6 a 12 mesi, con minimo di 2 mesi per esigenze motivate;
- non instaurano un rapporto di lavoro;
- non possono sostituire personale di ruolo;
- mantengono lo stato di disoccupazione dei partecipanti;
- prevedono indennità giornaliera e coperture previdenziali, assistenziali e assicurative a carico degli enti promotori e utilizzatori.
Sono ammesse selezioni tramite avvisi pubblici e partenariati con operatori privati; la Giunta stabilisce tipologie, criteri di utilizzo e importi delle indennità.
Avviamento a selezione nelle pubbliche amministrazioni e qualificazione del lavoro pubblico
Per i posti che richiedono il solo obbligo scolastico, l’avviamento presso le pubbliche amministrazioni avviene mediante selezione pubblica sulla base dell’ISEE, dello stato occupazionale e dell’età, con ulteriori modalità fissate dalla Giunta.
La Regione promuove la qualificazione e riqualificazione del lavoro pubblico, protocolli per forme contrattuali stabili, formazione permanente e benessere organizzativo. Inoltre, cura la gestione degli elenchi del personale in disponibilità.
Incentivi all’assunzione e sostegno al reddito
La Regione può concedere incentivi ai datori di lavoro privati per l’assunzione di soggetti disoccupati svantaggiati. La Giunta stabilisce condizioni di accesso e controlli sugli esiti occupazionali.
È inoltre previsto un sostegno al reddito per lavoratori con interruzione involontaria del lavoro e situazione economica sotto una soglia fissata dalla Giunta. Il beneficio è collegato alla partecipazione a misure di politica attiva del lavoro. Può essere riconosciuto anche, entro il limite del 20% della retribuzione, in casi di maternità con indennità sostitutiva ridotta da contratto collettivo.
Accreditamento, autorizzazione e qualificazione degli operatori
L’accreditamento regionale riguarda orientamento e formazione professionale ed è l’idoneità a realizzare attività finanziate con risorse pubbliche o riconosciute dalla PA. La Giunta deve definire, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, natura giuridica dei soggetti ammessi, requisiti, modalità di raccordo tra sistemi di accreditamento e modalità di formazione degli elenchi.
Per i servizi al lavoro, l’accreditamento abilita gli operatori a erogare servizi e misure di politica del lavoro e a partecipare alla rete dei servizi per il mercato del lavoro, con gratuità per gli utenti e standard omogenei. È disciplinata anche l’autorizzazione per intermediazione, ricerca e selezione del personale e supporto alla ricollocazione professionale.
Standard formativi, repertorio delle qualificazioni e certificazione delle competenze
La Regione definisce il repertorio regionale delle qualificazioni, parte del repertorio nazionale, articolato in profili e obiettivi formativi per competenze. Il repertorio è aggiornato periodicamente in relazione ai fabbisogni professionali.
La Giunta disciplina standard formativi, modalità di progettazione ed erogazione, valutazione e certificazione, riconoscimento crediti, prove finali, commissioni esaminatrici e commissioni tecniche di settore. Definisce anche gli standard dell’apprendistato e gli indirizzi per attività formative non riferite al repertorio.
La Regione è ente titolare della certificazione delle competenze, anche acquisite in contesti informali e non formali. Il sistema assicura pari dignità degli apprendimenti, terzietà, collegialità, oggettività, trasparenza e tracciabilità ed è orientato progressivamente al riconoscimento di microcredenziali e formazione in contesto di lavoro.
Responsabilità sociale delle imprese e sicurezza del lavoro
La Regione promuove la responsabilità sociale delle imprese, il welfare aziendale, la partecipazione dei lavoratori e la conciliazione vita-lavoro, anche in relazione alle scelte di localizzazione produttiva.
In materia di salute, sicurezza e qualità del lavoro, la Regione promuove un sistema integrato, iniziative di prevenzione dei rischi, benessere psicofisico, contrasto a violenze e molestie, emersione del lavoro irregolare e regolarità negli appalti pubblici. Coordina inoltre le attività di vigilanza delle ASL e ne verifica qualità ed efficacia.
Clausola valutativa e copertura finanziaria
La Giunta presenta al Consiglio regionale una relazione sull’attuazione della legge, dopo due anni dall’entrata in vigore e poi annualmente entro il 31 marzo; ogni cinque anni la relazione è integrata da un quadro complessivo di risultati, criticità e impatti finanziari. Le relazioni sono pubbliche.
Gli oneri per il triennio 2023-2025 sono quantificati in oltre 236 milioni di euro, con copertura tramite risorse già iscritte nel bilancio regionale e cofinanziamenti. I finanziamenti sono cumulabili con altri contributi, salvo diversa previsione.
Regime transitorio e abrogazioni
Fino all’adozione dei nuovi atti di indirizzo e dei provvedimenti attuativi continuano ad applicarsi, in vari ambiti, le norme previgenti in materia di formazione, orientamento, tirocinio, avviamento a selezione, accreditamento e autorizzazione, nonché la disciplina precedente sui repertori e sulla Commissione di concertazione.
Sono abrogate numerose leggi regionali previgenti, tra cui la disciplina storica di formazione e orientamento professionale, la normativa sull’occupazione del 2008 e altre disposizioni collegate, con salvezza degli effetti già prodotti e dei rapporti giuridici sorti.
Aiuti di Stato
Gli atti applicativi che prevedono misure configurabili come aiuti di Stato devono essere notificati ai sensi degli articoli 107 e 108 TFUE, salvo i casi coperti da regolamenti di esenzione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 30 nov 2023L.R. Piemonte 33/2023
- Legge · 8 nov 2023L.R. Piemonte 31/2023
- Legge · 3 nov 2023L.R. Piemonte 30/2023
- Legge · 19 dic 2023L.R. Piemonte 34/2023
- Legge · 19 dic 2023L.R. Piemonte 36/2023
- Legge · 26 ott 2023L.R. Piemonte 29/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →