Cassazione Penale, Sentenza n. 18958/2025 del 21/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 19/12/2024 che, pur avendo unificato le condanne ex art. 81, secondo comma, cod. pen., ha rigettato la richiesta di estendere la sospensione condizionale della pena — già concessa nelle singole sentenze — all'intera pena unica rideterminata. Il ricorrente contestava violazione di norme (artt. 163, 167, 168, comma 3 c.p., artt. 445 e 676 c.p.p.) e vizio di motivazione, sostenendo che, una volta riconosciuta la continuazione e dato che le singole condanne avevano tutte la sospensione condizionale, il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto estendere tale beneficio all'ammontare della pena unica senza revocarlo.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione possa revocare la sospensione condizionale concessa in sede di singole sentenze solo se la pena complessiva, rideterminata in ragione della continuazione, supera i limiti stabiliti dall'art. 163 c.p. Poiché nel caso di specie tutte le condanne erano state sospese e la pena unica (12 mesi e 10 giorni di reclusione, multa di 1275 euro) non supera il limite previsto dall'art. 163 c.p., la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata nella parte relativa all'omessa concessione della sospensione condizionale e ha disposto l'estensione del beneficio all'intera pena per il reato continuato.
Norme richiamate
art. 81, secondo comma, cod. pen.
Norma che consente l'unificazione di più reati in un unico reato continuato; utilizzata per rideterminare la pena complessiva quando sussiste il vincolo della continuazione.
art. 163 cod. pen.
Stabilisce i limiti di pena per la concedibilità della sospensione condizionale (limite dei 2 anni per reati non colposi, ecc.). La Corte afferma che la sospensione già concessa non può essere revocata se la pena unitaria rientra in tale limite; la revoca è possibile solo se la pena complessiva supera i limiti di cui all'art. 163.
art. 167 cod. pen.
Richiamato nel motivo di ricorso tra le norme attinenti alla determinazione e applicazione delle pene; contestualmente applicato nel contesto della valutazione degli effetti della continuazione sulla punibilità.
art. 168, terzo comma, cod. pen.
Norma richiamata nel ricorso in relazione alla continuazione e ai criteri di determinazione della pena unica; la Corte ne utilizza i principi per confermare il corretto calcolo della pena unitaria.
art. 445 cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata nel ricorso (probabilmente in relazione ai mezzi di impugnazione), citata tra le disposizioni pertinenti ma non centrale nella decisione sostanziale.
art. 676 cod. proc. pen.
Norma sul procedimento davanti al giudice dell'esecuzione; richiamata in quanto regolatrice del ricorso contro le ordinanze del giudice dell'esecuzione.
Massime di principio
- Quando il giudice dell'esecuzione riconosce la continuazione tra più sentenze di condanna e tutte le singole condanne hanno la sospensione condizionale della pena, il beneficio deve essere esteso alla pena unitaria se questa rientra nei limiti previsti dall'art. 163 c.p.
- La revoca della sospensione condizionale già concessa è ammissibile solo se, dopo la rideterminazione della pena per continuazione, la pena complessiva supera i limiti di concedibilità del beneficio (art. 163 c.p.) oppure vengano meno altri presupposti di legge.
- Il giudice dell'esecuzione è tenuto a verificare d'ufficio la sussistenza dei requisiti per la concedibilità della sospensione condizionale sulla pena unitaria, anche in assenza di una specifica istanza del pubblico ministero.
- La disciplina del reato continuato comporta un trattamento più favorevole; pertanto, quando tutte le condanne sono state già sospese, lo status di beneficio non può essere alterato in assenza di una ragione normativa che lo giustifichi (es.: superamento del limite di legge).
- Se solo alcune delle singole condanne avevano la sospensione, il giudice dell'esecuzione deve valutare globalmente la condotta del reo per decidere se estendere o revocare il beneficio in relazione alla pena unitaria.
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