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Sentenza

Sentenza n. 1288/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento prot. -OMISSIS- notificato in data -OMISSIS-, con il quale il Capo dell'Ufficio Consulenza Legale del Comando Interregionale Marittimo Sud della Marina Militare ha invitato e diffidato il ricorrente a rilasciare, entro 30 giorni, il locale deposito di pertinenza dell'alloggio di servizio ubicato in -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202401768

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida al rilascio, entro trenta giorni, di un locale deposito demaniale asseritamente pertinenziale all'alloggio di servizio, con preavviso di recupero coattivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di rilascio deducendo, in primo luogo, l'incompetenza del Capo dell'Ufficio Consulenza Legale, ritenendo che la richiesta avrebbe dovuto provenire dal Comandante di un'articolazione centrale o periferica del Ministero della Difesa. Ha inoltre denunciato violazione del d.P.R. n. 90/2010, del d.lgs. n. 66/2010, dell'art. 2 del d.m. 24 luglio 2015 e dell'art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà, ingiustizia manifesta, abnormità, carenza di motivazione e travisamento dei presupposti, sostenendo che l'amministrazione non avrebbe adeguatamente ponderato la sua grave situazione sanitaria, quella del nucleo familiare e le circostanze concrete dell'occupazione. In secondo luogo, ha contestato la qualificazione del deposito come cespite autonomo, deducendo l'esistenza di un vincolo pertinenziale con l'alloggio di servizio detenuto da lungo tempo e la violazione delle linee guida sulle procedure di rilascio degli alloggi, che avrebbero imposto una valutazione delle peculiarità del caso quanto a tempi e modalità del recupero, nel rispetto della dignità della persona e mediante bilanciamento tra interesse pubblico e posizione individuale. L'amministrazione ha sostenuto che il deposito era un bene demaniale distinto dall'alloggio, che non risultava assegnato al ricorrente e che il provvedimento era stato sottoscritto dal Capo dell'Ufficio legale per ordine del Comandante, sulla base della delega di firma.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso l'incompetenza relativa rilevando che gli artt. 330 e 333 del d.P.R. n. 90/2010 attribuiscono il potere ai 'Comandi competenti', non personalmente ai Comandanti. Nel caso concreto, l'Ufficio Consulenza Legale era competente per l'istruttoria degli atti di recupero coattivo e il provvedimento risultava adottato sulla base di una delega di firma per ordine del Comandante; pertanto l'atto continuava a imputarsi al Comando delegante. Il Collegio ha distinto la delega di firma dalla delega di funzioni: la prima non trasferisce la competenza, ma abilita il titolare di altro ufficio a sottoscrivere un atto che resta dell'autorità delegante. Nel merito, ha ritenuto il deposito bene demaniale autonomo, sulla base della documentazione tecnico-inventariale e delle planimetrie, e ha qualificato il ricorrente come occupante sine titulo, poiché non risultava alcun provvedimento di assegnazione del deposito e la concessione dell'alloggio non costituiva titolo per occuparlo. La mera consegna delle chiavi e la lunga durata dell'occupazione non erano sufficienti a provare la pertinenzialità né a fondare un affidamento tutelabile. Il lungo protrarsi dell'occupazione sine titulo non impedisce il ripristino della disponibilità del bene e, anzi, non fa sorgere un affidamento contrario al recupero. Il giudice ha inoltre ritenuto non violati il d.P.R. n. 90/2010 e le linee guida del 2019, poiché l'amministrazione aveva considerato le ragioni del ricorrente, anche con riguardo a tempi e modalità del recupero, e aveva evidenziato l'esigenza istituzionale di disporre del bene per la sicurezza della navigazione. Le spese sono state compensate in ragione della natura degli interessi coinvolti.

Norme richiamate

  • artt. 330 e 333 d.P.R. 90/2010

    Il comando competente, in caso di decadenza dalla concessione, notifica il provvedimento al concessionario con atto formale... La data di rilascio dell'alloggio è fissata non oltre il trentesimo giorno successivo a quello della notifica... Se l'alloggio non è lasciato libero nel termine fissato, il comando competente per il rilascio della concessione emette ordinanza di recupero coattivo... tenuto conto delle esigenze dell'Amministrazione e di eventuali situazioni eccezionali rappresentate dall'utente.

    Il potere di adottare i provvedimenti di rilascio, proroga o decadenza spetta al Comando competente e non necessariamente al Comandante personalmente; la sottoscrizione per delega di firma mantiene l'imputazione dell'atto al Comando delegante.

  • art. 823, comma 2, c.c.

    L'amministrazione può esercitare autotutela esecutiva per il recupero dei beni demaniali illegittimamente occupati.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità; il giudice non ha ravvisato una loro violazione.

  • art. 3, comma 1, l. 104/1992

    Richiamato per la condizione di handicap grave del ricorrente; tale situazione non ha impedito il rilascio, poiché l'amministrazione ne ha tenuto conto nella definizione di tempi e modalità del recupero.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003; artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Disposizioni poste a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.

Massime di principio

  • Quando una disposizione attribuisce il potere di rilascio o recupero al 'Comando competente', la competenza non deve essere necessariamente esercitata mediante sottoscrizione personale del Comandante: è sufficiente che l'atto sia imputabile al Comando e sia sottoscritto per delega di firma da un soggetto legittimato, senza trasferimento della competenza sostanziale.
  • La delega di firma si distingue dalla delega di funzioni perché non trasferisce il potere amministrativo né modifica l'ordine delle competenze; il delegato sottoscrive un atto che resta sostanzialmente imputabile all'autorità delegante.
  • L'occupazione di un locale demaniale non può essere considerata legittima in ragione della sola consegna delle chiavi, della lunga durata dell'utilizzo o della sua asserita connessione funzionale con un alloggio di servizio, quando manchi un autonomo titolo di assegnazione e la documentazione tecnico-inventariale qualifichi il locale come cespite distinto.
  • La protrazione nel tempo di un'occupazione sine titulo non fonda, di per sé, un affidamento tutelabile alla conservazione della disponibilità del bene demaniale e non impedisce all'amministrazione di procedere al ripristino della sua disponibilità.
  • Nell'esercizio del potere di recupero di un bene demaniale occupato sine titulo, l'amministrazione deve considerare eventuali situazioni eccezionali dell'occupante nella determinazione dei tempi e delle modalità esecutive; tale ponderazione non richiede tuttavia di riconoscere un titolo di occupazione o di rinunciare al recupero quando siano evidenziate concrete esigenze istituzionali.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniStato giuridico e avanzamento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoForze armate e forze di polizia
IstitutiIncompetenzaEfficacia ed esecutorietàLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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