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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18335/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per annullamento della sentenza della Corte di appello di Catanzaro che, in sede di rinvio, aveva assolto Villella dall'accusa di partecipazione all'associazione mafiosa Cerra-Torcasio-Gualtieri per il periodo contestato (2009-2/5/2016). Il Procuratore Generale contestava una valutazione parziale e una motivazione carente, sostenendo che la Corte d'appello aveva omesso di considerare dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori e sentenze definitive (in particolare relative al tentato omicidio del 5/12/2008) che attestavano l'appartenenza e il ruolo del Villella nella cosca anche dopo il 2008 e sino al suo arresto del 25/3/2011; per tali ragioni chiedeva l'annullamento per violazione degli artt. 192 cod. proc. pen. e 416-bis cod. pen. e per plurimi vizi di motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando la sentenza impugnata e rinviando ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio. La Cassazione ha censurato il giudice del rinvio per aver compiuto un esame parziale e sintetico del materiale probatorio, ripetendo i vizi già rilevati nella precedente sentenza rescindente e omettendo di valutare adeguatamente le dichiarazioni dei collaboratori e la sentenza definitiva relativa all'attentato del 5/12/2008. La Suprema Corte ha richiamato il dovere del giudice del rinvio di effettuare un esame completo del compendio probatorio, valutare congiuntamente le sentenze irrevocabili e le altre prove (ai sensi degli artt. 187 e 192 c.p.p.) e fornire motivazione adeguata sui punti sottoposti al suo esame.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla corretta valutazione probatoria; la Corte segnala violazione per errata o incompleta valutazione delle dichiarazioni e delle prove testimoniali.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che definisce il reato di associazione mafiosa, oggetto dell'imputazione; la valutazione della partecipazione al sodalizio è centrale nel giudizio.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato per censurare il vizio di motivazione del giudice del rinvio: obbligo di compiere un nuovo, completo esame del materiale probatorio e di fornire adeguata motivazione sui punti oggetto del rinvio.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    art. 238-bis cod. proc. pen.

    Consente l'acquisizione in dibattimento di sentenze irrevocabili come prova dei fatti in esse accertati; la Corte precisa però che tali sentenze vanno valutate insieme ad altri elementi ai sensi degli artt. 187 e 192 c.p.p., senza efficacia vincolante ma con libera valutazione.

  • art. 187 cod. proc. pen.

    Richiamato congiuntamente all'art. 192 per indicare i criteri di valutazione delle sentenze irrevocabili e degli elementi documentali/probatori da parte del giudice di merito.

Massime di principio

  • In caso di annullamento con rinvio il giudice del rinvio deve compiere un esame completo e autonomo del compendio probatorio e non può limitarsi a riprodurre la motivazione già censurata.
  • Le dichiarazioni di più collaboratori, se convergenti, vanno valutate globalmente e non in modo atomistico: la convergenza può superare l'ambiguità dei singoli elementi.
  • Le sentenze irrevocabili relative a fatti connessi possono essere acquisite come prova ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p., ma vanno liberamente apprezzate insieme agli altri elementi probatori secondo gli artt. 187 e 192 c.p.p.; non hanno efficacia vincolante ma aumentano la rilevanza di elementi successivi.
  • Il giudice deve motivare espressamente in che modo valuta le dichiarazioni dei collaboratori e le prove documentali, spiegando eventuali scarti o contraddizioni rispetto alle precedenti valutazioni.
  • Non è sufficiente evidenziare l'insufficienza di singoli indizi: occorre valutare se il complesso delle prove, anche sommate ad accertamenti giudiziari definitivi su fatti correlati, renda probabile la partecipazione al reato contestato.

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