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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6733/2025 del 14/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimborso dell'IVA applicata sugli oneri generali di sistema elettrico (OGSE) fatturata e versata sulle forniture elettriche relative agli anni 2016-2018; la società, cessionaria/committente e soggetto passivo IVA ma con attività esente, ha chiesto il rimborso direttamente all'Amministrazione finanziaria dopo il rigetto/silenzio delle istanze

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso della Cliniche Gavazzeni confermando la decisione della CTR che aveva escluso la legittimazione del cessionario/committente a chiedere direttamente all'Amministrazione il rimborso dell'IVA versata in rivalsa, salvo le limitate ipotesi previste dalla giurisprudenza unionale (impossibilità o eccessiva difficoltà di ottenere il rimborso dal fornitore, ovvero quando l'imposta sia incompatibile con una disposizione chiara, precisa e incondizionata di una direttiva non trasposta o non correttamente trasposta). Nel caso di specie gli oneri OGSE sono stati ritenuti compatibili con il diritto unionale, per cui non sussisteva titolo per l'azione diretta; il ricorso è stato quindi respinto con compensazione delle spese processuali; non è stato disposto alcun rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.

    Fondamento del motivo di ricorso per violazione di norme di diritto unionale e nazionale; la Corte ha esaminato il motivo ex art. 360/1/3

  • Direttiva 2006/112/CE

    Riferimento ai principi di neutralità, effettività e non discriminazione in materia di IVA; la Corte ha applicato la giurisprudenza UE sull'effettività dei rimedi di rimborso

  • d.P.R. n. 633 del 1972

    Norme nazionali sull'IVA richiamate nel ragionamento sulla titolarità e la base imponibile; la Corte ha ritenuto che gli oneri OGSE non risultano incompatibili con il diritto UE

  • d.lgs. n. 546 del 1992

    Richiamato in relazione alla disciplina del contenzioso tributario e dei rimedi esperibili

  • Costituzione

    Citata in ordine ai diritti di difesa e accesso alla giustizia; non ha modificato l'esito sul tema della legittimazione attiva

  • Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)

    Norma sul rinvio pregiudiziale; la Corte ha ritenuto non necessario il rinvio alla Corte di giustizia in quanto la questione era già consolidata nella giurisprudenza unionale

Massime di principio

  • In linea di principio solo il cedente/prestatore è legittimato a richiedere il rimborso dell'IVA indebitamente versata all'Amministrazione finanziaria; il cessionario/committente può agire civilisticamente contro il fornitore per la ripetizione dell'indebito
  • Il destinatario finale può rivolgersi direttamente all'Amministrazione per ottenere il rimborso solo in due casi principali: (a) quando il rimborso dal fornitore è impossibile o eccessivamente difficile, o (b) quando l'imposta si rivela incompatibile con una disposizione chiara, precisa e incondizionata di una direttiva UE non trasposta o non correttamente trasposta (giurisprudenza CGUE, es. Reemtsma, Gabel Industria Tessile)
  • Se l'elemento contestato (qui: OGSE) è compatibile con il diritto dell'Unione, il cessionario non può pretendere la diretta legittimazione verso l'Amministrazione; bisogna quindi verificare preliminarmente la compatibilità con il diritto UE
  • Gli Stati membri devono assicurare rimedi effettivi: se il sistema interno rende praticamente impossibile il recupero dell'imposta indebitamente pagata, ciò può giustificare l'accesso diretto del consumatore all'Amministrazione per ragioni di effettività
  • La rimessione pregiudiziale alla Corte di giustizia UE è opportuna solo se la questione di diritto comunitario non è già chiarita dalla giurisprudenza della Corte; se esiste orientamento consolidato, il giudice nazionale può decidere senza rinvio

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