Sentenza del 14/09/2018 n. 5949 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
PROCESSO TRIBUTARIO Compensazione delle spese per "mutamento della giurisprudenza" ex art. 92 c.p.c. in caso di interpretazione del contribuente basata solo su talune pronunce della giurisprudenza di merito e sconfessata dalla Corte di Cassazione successivamente all'instaurazione del giudizio - esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente chiedeva, in sostanza, che le spese processuali fossero compensate ai sensi dell’art. 92 c.p.c., sostenendo che la propria posizione fosse stata resa incerta da un mutamento della giurisprudenza intervenuto dopo l’instaurazione del giudizio. La sua interpretazione, tuttavia, era fondata soltanto su alcune pronunce della giurisprudenza di merito e non su un orientamento consolidato; inoltre, era stata successivamente smentita dalla Corte di cassazione.
La decisione
La compensazione delle spese è stata esclusa. Il giudice ha ritenuto che non vi fosse un effettivo mutamento della giurisprudenza idoneo a giustificare la deroga al principio della soccombenza, poiché il contribuente aveva agito sulla base di un’interpretazione personale e non di un orientamento giurisprudenziale consolidato. La successiva pronuncia della Corte di cassazione, contraria alla tesi del contribuente, non integra di per sé un mutamento rilevante ai fini dell’art. 92 c.p.c.
Norme richiamate
Art. 92 c.p.c.
La norma consente la compensazione, totale o parziale, delle spese processuali nei casi previsti dalla legge, tra cui le ipotesi di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti.
Il mutamento della giurisprudenza legittimante la compensazione deve essere effettivo e riferibile a un precedente orientamento consolidato, non potendo essere desunto dalla mera esistenza di alcune pronunce di merito favorevoli alla parte poi soccombente.
Massime di principio
- La compensazione delle spese per mutamento della giurisprudenza costituisce un’eccezione e richiede un reale cambiamento di un orientamento giurisprudenziale consolidato.
- La parte non può invocare l’incertezza normativa o giurisprudenziale quando la propria tesi deriva soltanto da un’interpretazione personale sostenuta da pronunce isolate o non uniformi.
- Una successiva decisione della Corte di cassazione che smentisca la tesi della parte non configura automaticamente un mutamento della giurisprudenza rilevante ai fini della compensazione delle spese.
- In situazioni analoghe, occorre verificare se, al momento dell’instaurazione del giudizio, esistesse davvero un contrasto giurisprudenziale qualificato o un orientamento consolidato favorevole alla posizione assunta.
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