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Legge

L.R. Valle d'Aosta 1/2024

Disposizioni in materia di agricoltura e sviluppo rurale. Modificazioni alle leggi regionali 3 agosto 2016, n. 17 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), e 1° agosto 2022, n. 19 (Norme in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo. Abrogazione della legge regionale 5 aprile 1973, n. 14).

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 1/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. Valle d’Aosta n. 17/2016 estendendo e rimodulando gli aiuti per agricoltura, sviluppo rurale, zootecnia e acquacoltura, adeguandoli alla normativa UE 2022/2472 e 2022/2473. Prevede nuove misure, intensità di aiuto, regole transitorie e finanziarie. Modifica anche la l.r. n. 19/2022 sulle consorterie con un contributo una tantum. In vigore dal giorno successivo alla pubblicazione.

Modifiche alla disciplina regionale degli aiuti in agricoltura, sviluppo rurale e acquacoltura

Disposizioni regionali in materia di agricoltura, sviluppo rurale e acquacoltura

La legge regionale della Valle d’Aosta aggiorna in modo ampio la disciplina degli aiuti regionali in agricoltura e sviluppo rurale, adeguandola ai nuovi regolamenti europei di esenzione e de minimis. Introduce inoltre specifiche misure per l’acquacoltura e interviene, in via puntuale, sulla normativa sulle consorterie.

Ambito e finalità generali

Il provvedimento amplia gli obiettivi della politica agricola regionale includendo espressamente il sostegno al settore dell’acquacoltura. Conferma che la politica di sviluppo rurale si attua anche tramite programmi e complementi regionali della strategia nazionale, approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, tenendo conto dei progetti LEADER dei GAL nell’ambito FEASR.

Aggiornamento delle definizioni e dei presupposti per gli aiuti

Vengono aggiornate alcune definizioni della l.r. 17/2016. In particolare, le avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturale comprendono gelo, tempeste, grandine, ghiaccio, forti o persistenti piogge e grave siccità che distruggano oltre il 30% della produzione media dell’agricoltore, calcolata sul triennio o quadriennio precedente, oppure sulla media di cinque anni su otto escludendo il valore più alto e quello più basso. Inoltre, per la definizione rilevante in materia di sviluppo rurale, il richiamo è integrato al Piano strategico PAC 2023/2027.

Aiuti per investimenti nella produzione agricola primaria

La disciplina degli investimenti materiali e immateriali per le PMI agricole viene riscritta e ampliata. Gli aiuti possono essere concessi in forma di mutui a tasso agevolato e di contributi a fondo perduto per obiettivi di competitività, sostenibilità, tutela ambientale, benessere animale, infrastrutture, ripristino dei danni da calamità, mitigazione climatica, economia circolare e biodiversità. Sono aggiornati i costi ammissibili, includendo software, diritti d’uso, brevetti, licenze, marchi e, per i cablaggi di reti dati, quelli realizzati al di fuori della proprietà privata del beneficiario.

Sono ammessi anche i costi per investimenti irrigui che rispettino le condizioni del regolamento UE 2022/2472. Tra i costi non ammissibili restano l’acquisto di diritti all’aiuto, di piante annuali e di animali, salvo eccezioni previste per specifiche spese di cui ai costi coperti dal comma 3.

Possono accedere agli aiuti, oltre alle PMI, anche i proprietari di alpeggi o mayen per interventi destinati alla produzione agricola primaria e gli enti locali o le loro forme associative per investimenti a uso collettivo delle imprese agricole.

Le intensità massime di aiuto sono fissate al 100% per investimenti non produttivi ambientali o per il ripristino/prevenzione dei danni da calamità, all’80% per giovani agricoltori e per investimenti con finalità ambientali o di benessere animale, al 65% per investimenti irrigui e al 60% negli altri casi.

Aiuti per la trasformazione e commercializzazione agricola

Per gli investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la legge aggiorna la disciplina dei costi ammissibili e introduce analoghi richiamo a software, brevetti, licenze, marchi e cablaggi di reti dati esterne alla proprietà privata. Sono ammessi anche qui i proprietari di alpeggi o mayen per interventi destinati alla trasformazione e commercializzazione nei siti interessati, nonché gli enti locali per usi collettivi.

L’intensità massima è pari all’80% per giovani agricoltori o per investimenti con obiettivi ambientali/climatici o di benessere animale, e al 60% negli altri casi.

Disciplina specifica per l’acquacoltura

La legge inserisce una disciplina autonoma per il settore dell’acquacoltura. Le PMI operanti sul territorio regionale nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti dell’acquacoltura possono ottenere aiuti per investimenti produttivi, diversificazione delle specie, ammodernamento delle unità, salute e benessere animale, riduzione dell’impatto ambientale, qualità dei prodotti, recupero di stagni e lagune, diversificazione del reddito, riduzione dell’uso di acqua e sostanze chimiche, sistemi a circuito chiuso e maggiore efficienza energetica.

Sono previste intensità massime di aiuto pari all’80% se l’investimento ha impatto positivo sull’ambiente, al 75% per operazioni innovative, al 60% per operazioni a sostegno dell’acquacoltura sostenibile e al 50% negli altri casi. La norma richiama anche i limiti del regolamento UE 2022/2473 e, per alcuni interventi di trasformazione e commercializzazione, il regime de minimis del regolamento UE 2023/2831.

È inoltre introdotta una misura per la promozione di nuovi operatori che praticano acquacoltura sostenibile: gli imprenditori devono possedere adeguate competenze, creare per la prima volta una PMI del settore e presentare un piano aziendale. Gli aiuti coprono costi di attrezzature e investimenti materiali e immateriali, fino al 60% per operazioni sostenibili e al 50% negli altri casi.

Misure zootecniche, qualità delle produzioni e miglioramento genetico

La legge rivede gli aiuti in ambito zootecnico, prevedendo trasferimenti di risorse anche tramite associazioni di allevatori e introducendo un sostegno specifico al miglioramento genetico dei capi, fino a 1.000 euro per impresa agricola per concorso genetico di valorizzazione del bestiame.

Gli aiuti per il miglioramento e monitoraggio delle produzioni zootecniche possono essere concessi anche alle associazioni di allevatori. Per alcune attività e analisi si richiama il regolamento (CE) n. 853/2004, in sostituzione del precedente richiamo al regolamento n. 852/2004.

Premi assicurativi, calamità naturali e fitopatie

La legge disciplina gli aiuti integrativi per il pagamento di premi assicurativi nel settore agricolo, sia per i danni alle strutture del settore vegetale sia per le perdite causate da avversità atmosferiche, epizoozie, fitopatie, infestazioni parassitarie o emergenze ambientali. In entrambi i casi la copertura complessiva può arrivare al 70% del costo del premio assicurativo.

È inoltre prevista una nuova disciplina per i danni causati da calamità naturali formalmente riconosciute con decreto del Presidente della Regione: gli aiuti possono coprire fino al 100% dei costi ammissibili, comprese le prestazioni assicurative, se il regime è introdotto entro tre anni dall’evento e gli aiuti sono pagati entro quattro anni.

Per gli organismi nocivi ai vegetali sono previsti aiuti fino al 100% dei costi di prevenzione, controllo ed eradicazione, nonché delle perdite connesse, anche mediante servizi agevolati. I regimi devono essere avviati entro tre anni dalla registrazione dei costi o dei danni e gli aiuti devono essere erogati entro quattro anni.

Trasferimento di conoscenze, consulenza e sostituzione in azienda

La legge ridefinisce gli aiuti per formazione, informazione e consulenza in agricoltura. Le PMI possono ricevere servizi agevolati per formazione professionale, dimostrazioni, innovazione, informazione, scambi tra imprese e visite aziendali; i costi di viaggio, soggiorno e diaria, nonché quelli dei progetti dimostrativi, possono essere rimborsati direttamente. Il contributo può coprire fino al 100% della spesa, con un tetto di 100.000 euro in tre esercizi per i progetti dimostrativi.

Per la consulenza agricola sono ammissibili numerosi ambiti: condizionalità e buone condizioni agronomiche, norme ambientali e sanitarie, antimicrobico-resistenza, gestione dei rischi, innovazione, tecnologie digitali, gestione dei nutrienti, occupazione e sicurezza sul lavoro, alimentazione animale, efficienza energetica, biodiversità, filiere corte e biologico. Il contributo copre fino al 100% dei costi con limiti di 25.000 euro per beneficiario attivo nella produzione primaria e 200.000 euro per beneficiario nella trasformazione/commercializzazione, per triennio.

È introdotto anche un aiuto per servizi di sostituzione in azienda agricola in caso di malattia, ferie, maternità/paternità, decesso o formazione. La durata massima è di tre mesi l’anno per beneficiario, salvo maternità e congedo parentale, per i quali il limite è di sei mesi ciascuno. L’aiuto può coprire il 100% della spesa ammissibile.

Spese di funzionamento, promozione e valorizzazione

Sono previsti aiuti a fondo perduto per alcune spese di funzionamento nel settore agricolo, tra cui la gestione di strutture regionali o partecipate, il trasporto del siero residuo delle lavorazioni lattiero-casearie e altri costi legati alla produzione, trasformazione e commercializzazione. La legge consente anche servizi agevolati per analisi di controllo sul processo di trasformazione dei prodotti agricoli.

La disciplina degli aiuti per pubblicazioni promozionali è estesa alle pubblicazioni destinate a sensibilizzare il grande pubblico sui prodotti agricoli. Per l’acquacoltura è inoltre prevista una specifica misura di valorizzazione e promozione tramite concorsi, fiere, esposizioni e altre iniziative, con copertura fino al 100% della spesa ammissibile.

Consorzi di miglioramento fondiario e interventi infrastrutturali

La legge rafforza il sostegno ai consorzi di miglioramento fondiario costituiti ai sensi del r.d. 215/1933. Sono finanziabili studi, piani di riordino fondiario, miglioramento della viabilità rurale, sistemazione e messa a coltura del terreno, elettrificazione rurale e adeguamento della rete idrica con bacini di accumulo. I contributi possono arrivare fino al 90% a fondo perduto, o al 100% in formula mista con mutuo agevolato.

Per le iniziative idriche è previsto anche il finanziamento degli oneri progettuali per partecipare a bandi e programmi nazionali eventualmente cofinanziati dall’UE, fino al 100% delle spese ammissibili, anche se il successivo intervento non è finanziato.

Sono inoltre introdotti obblighi dichiarativi sulle centraline idroelettriche e su altre infrastrutture gestite dai richiedenti, al fine di determinare correttamente gli aiuti. È prevista una commissione tecnica per valutare la fattibilità tecnica e agronomica delle proposte progettuali relative agli oneri progettuali.

Rinegoziazione dei mutui, revoche e controlli

La legge disciplina la rinegoziazione dei mutui in presenza di gravi motivi o forza maggiore, su autorizzazione della Giunta regionale. FINAOSTA S.p.A. può rivedere le condizioni di rimborso e le altre condizioni contrattuali, salvo le limitazioni indicate per il tasso di interesse; le spese di istruttoria e notarili restano a carico del beneficiario.

Vengono anche ampliate e precisate le ipotesi di revoca, compresa la revoca proporzionale in caso di investimenti plurimi o di violazioni che riguardino solo parte dei beni finanziati. Se viene meno il vincolo previsto, la revoca è totale. Per i contributi progettuali sui bacini di accumulo è prevista la revoca in caso di successivo finanziamento statale delle stesse voci di spesa.

Coordinamento con la normativa europea e abrogazioni

Il testo allinea in modo generalizzato la l.r. 17/2016 al regolamento UE 2022/2472, sostituendo i riferimenti al regolamento UE n. 702/2014. Aggiorna inoltre i richiami al regolamento UE 2023/2831 e al regolamento UE 2022/2473 per gli aiuti nel settore pesca/acquacoltura.

Sono abrogate diverse disposizioni obsolete della l.r. 17/2016, tra cui vari commi relativi agli aiuti già superati o sostituiti dalle nuove regole.

Modifica sulla disciplina delle consorterie

La legge modifica anche la l.r. 19/2022 sulle consorterie, prevedendo un aiuto una tantum a fondo perduto di 1.000 euro per le spese propedeutiche sostenute per ottenere la registrazione, a favore delle consorterie che completano l’iter di registrazione e i conseguenti adempimenti catastali.

Disposizioni transitorie e finanziarie

Le domande di mutuo agevolato presentate prima del 30 giugno 2023 e non ancora finanziate al momento di entrata in vigore della legge sono finanziate con priorità. Per la monticazione dei capi bovini negli alpeggi si applicano, dal 1° gennaio 2023, i nuovi orientamenti UE sugli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale.

Per le opere di miglioramento e di riordino fondiario non finanziate alla data di entrata in vigore, è richiesta una nuova istanza per poter accedere al finanziamento secondo la nuova disciplina.

L’onere complessivo è quantificato in 4.445.000 euro per il 2024 e 4.475.000 euro annui dal 2025, con coperture a carico del bilancio regionale 2024/2026. Dal 2027 la spesa potrà essere rideterminata con legge di bilancio.

Entrata in vigore

La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Valle d’Aosta.

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