R.R. Puglia 18/2010
Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l'anno 2010. (•)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento definisce il riordino della rete ospedaliera pugliese per il 2010, puntando a migliorare qualità e appropriatezza dei ricoveri e a contenere la spesa. Prevede riduzione di posti letto, disattivazione o riconversione di presidi ospedalieri, rimodulazioni fino al 31 dicembre 2012 e potenziamento delle alternative territoriali al ricovero. Oggi è abrogato dal R.R. 23/2019.
Riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per il 2010
Riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per il 2010
Il regolamento disciplina la riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Puglia in attuazione del Patto per la Salute 2010-2012. L’obiettivo è la razionalizzazione dell’offerta ospedaliera regionale, con miglioramento dell’appropriatezza e contenimento della spesa sanitaria.
Finalità e criteri generali
Il provvedimento persegue due direttrici principali: da un lato il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, dall’altro la riduzione dei costi strutturali. La logica di fondo è lo spostamento di una quota significativa di ricoveri verso setting assistenziali più appropriati e meno onerosi.
Strumenti di miglioramento dell’appropriatezza
Il regolamento prevede il trasferimento di oltre 150.000 ricoveri verso forme di assistenza alternative al ricovero ordinario, secondo una ripartizione indicativa:
- 10-15% dei ricoveri per acuti da trasformare in lungodegenza o riabilitazione;
- 35-40% da convertire in assistenza sostitutiva in RSA e hospice;
- 45-50% da spostare verso attività ambulatoriali, day service o prestazioni nelle case della salute.
Per valutare l’appropriatezza dei ricoveri viene richiamato il Modello di Analisi dell’Appropriatezza delle Prestazioni (M.A.A.P.), approvato e successivamente integrato con deliberazioni della Giunta regionale.
Misure di contenimento della spesa
La riduzione della spesa viene perseguita soprattutto tramite la diminuzione dei ricoveri e dei costi strutturali dell’assistenza ospedaliera. Le misure previste comprendono:
- riduzione dei posti letto per acuti;
- disattivazione di stabilimenti ospedalieri con meno di 70 posti letto o con meno di tre unità operative per acuti, anche in base ai dati di attività e all’utilizzo da parte dei residenti del comune;
- riconversione di alcuni stabilimenti disattivati in strutture sanitarie territoriali, secondo il fabbisogno assistenziale locale, le risorse disponibili e l’attività prevalente;
- accorpamento o disattivazione di unità operative in ospedali non rientranti nella categoria precedente, tenendo conto di carenze di organico, tasso di occupazione e inappropriatezza delle prestazioni.
Azioni programmate entro il 31 dicembre 2010
Entro il 31 dicembre 2010 il regolamento imponeva un primo pacchetto di interventi, tra cui:
- riduzione di 1.413 posti letto, con passaggio da 15.833 a 14.420 posti letto complessivi, nel rispetto dello standard di 4 posti letto per mille abitanti;
- disattivazione di vari stabilimenti ospedalieri, tra cui Ruvo di Puglia, Bitonto, Santeramo in Colle, Minervino Murge, Spinazzola, Cisternino, Ceglie Messapica, Monte Sant’Angelo, Torremaggiore, San Marco in Lamis, Gagliano del Capo, Maglie, Poggiardo, Massafra e Mottola;
- riconversione di alcuni stabilimenti in strutture extraospedaliere, in particolare a Rutigliano e Noci come strutture di riabilitazione e a Campi Salentina come presidio territoriale per la gestione delle cronicità.
Ulteriori interventi previsti entro il 31 dicembre 2012
Il testo consolidato contiene anche interventi programmati entro il 31 dicembre 2012, successivamente integrati nel regolamento:
- disattivazione di 370 posti letto nelle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale e di 130 posti letto negli enti ecclesiastici e negli IRCCS privati;
- rimodulazione dei punti nascita secondo le indicazioni dell’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, con eccezione del punto nascita di Scorrano, mantenuto attivo per la copertura territoriale;
- disattivazione di 10 unità operative di ostetricia e ginecologia in specifiche sedi indicate;
- attivazione, ove non già previste, di unità neonatologiche/pediatriche nei punti nascita;
- rimodulazione dei posti letto risultati eccedenti rispetto agli standard AGENAS;
- riallineamento delle dotazioni di posti letto per disciplina al Piano di salute regionale 2008-2010;
- riconversione in strutture di assistenza territoriale degli ospedali con meno di 70 posti letto emersi dal riordino, tra cui l’ospedale Jaia di Conversano e l’ospedale Sambiasi di Nardò;
- mantenimento come plesso aggregato dell’ospedale San Camillo di Mesagne;
- aggregazione di ospedali che, a seguito della rimodulazione, non risultino più idonei a configurare un ospedale di base.
Potenziamento dell’assistenza territoriale
Nei territori interessati dalla disattivazione o riconversione degli ospedali è previsto un rafforzamento delle attività alternative al ricovero, in particolare:
- assistenza domiciliare;
- assistenza specialistica ambulatoriale;
- assistenza residenziale e semiresidenziale;
- riorganizzazione della medicina di gruppo.
Per le strutture di riabilitazione extraospedaliera e i Centri Risveglio, il fabbisogno territoriale deve essere soddisfatto tramite attivazione da parte delle ASL in strutture pubbliche ubicate nei territori interessati, nel rispetto dei requisiti del regolamento regionale richiamato.
Ambito temporale e stato di efficacia
Il regolamento è riferito al riordino della rete ospedaliera regionale per l’anno 2010 e contiene misure con scadenze specifiche al 31 dicembre 2010 e al 31 dicembre 2012. Tuttavia, il testo risulta oggi abrogato dal R.R. 23/2019 ed è quindi da considerarsi obsoleto per l’applicazione pratica attuale.
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