L.R. Basilicata 30/2015
SISTEMA INTEGRATO PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE ED IL SOSTEGNO ALLE TRANSIZIONI NELLA VITA ATTIVA (S.I.A.P.)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Basilicata programmazione e attuazione di politiche per educazione, istruzione, formazione, orientamento e lavoro, integrando apprendimento permanente, prevenzione dispersione, IeFP, ITS, tirocini, formazione continua e servizi per l’occupazione. Prevede piano triennale, reti territoriali, standard e accreditamento. Alcune previsioni transitorie sono legate al riassetto istituzionale e al Piano di implementazione iniziale.
Sistema integrato per l’apprendimento permanente e le transizioni nella vita attiva in Basilicata
Sistema integrato per l’apprendimento permanente e le transizioni nella vita attiva in Basilicata
La legge istituisce il quadro regionale Basilicata per coordinare istruzione, formazione, orientamento e lavoro lungo tutto l’arco della vita. L’obiettivo è sostenere le principali transizioni personali e professionali, promuovere inclusione sociale, occupabilità e diritto all’istruzione, alla formazione e al lavoro.
Finalità generali e principi
La disciplina regionale è impostata in coerenza con i principi costituzionali e configura un sistema integrato di politiche pubbliche per:
- apprendimento permanente in tutte le fasi della vita;
- cittadinanza consapevole e inclusione sociale;
- promozione dell’occupabilità e sostegno all’occupazione;
- contrasto alla dispersione scolastica e formativa;
- pari opportunità, non discriminazione, dignità della persona e autonomia scolastica.
Sono considerate “transizioni fondamentali” i passaggi tra scuola, formazione, lavoro e quiescenza, con riferimento alla scelta del percorso scolastico, ai passaggi tra sistemi educativi, alla ricerca di lavoro, all’apprendistato, alla mobilità professionale, all’adattamento al cambiamento e all’invecchiamento attivo.
Destinatari e accesso alle misure
Le azioni si rivolgono ai cittadini dell’Unione europea e, alle condizioni di legge, agli stranieri e agli apolidi con regolare permesso di soggiorno. La Regione deve garantire pari accesso e fruizione, anche attraverso:
- sostegno individualizzato;
- mediazione interculturale;
- misure contro discriminazioni di genere, etnia, nazionalità, religione e condizione personale, economica o sociale.
I destinatari hanno, nei limiti della normativa nazionale, diritto a tutela della dignità e libertà, agevolazioni sui trasporti scolastici e copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro. La Giunta definisce, in programmazione esecutiva, modalità di accesso e fruizione, anche tramite titoli di servizio individuali a copertura totale o parziale dei costi.
Politiche per le transizioni scolastiche e la prevenzione della dispersione
La Regione prevede misure di supporto alle transizioni nella scuola pre-primaria, primaria e secondaria di primo grado per contrastare precocemente l’abbandono scolastico e favorire il successo formativo.
Per la prevenzione e il contrasto dell’abbandono scolastico e formativo, la programmazione regionale include:
- orientamento nei passaggi tra scuola e IeFP;
- sostegno all’accesso e alla partecipazione ai percorsi, anche tramite diritto allo studio;
- recupero dei deficit di apprendimento con azioni individualizzate;
- rientro nei percorsi scolastici e di formazione professionale, anche tramite apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e apprendistato di alta formazione e ricerca.
Istruzione e formazione professionale, ITS e istruzione terziaria
La legge disciplina l’offerta regionale di Istruzione e Formazione Professionale, articolata in:
- percorsi triennali per la qualifica professionale;
- percorsi quadriennali per il diploma professionale.
La Regione promuove i passaggi tra scuola secondaria di secondo grado e IeFP, il riconoscimento degli apprendimenti, la formazione congiunta di insegnanti e formatori, lo sviluppo dei sistemi informativi e il monitoraggio degli interventi. Sono previste anche azioni per consentire ai diplomati professionali l’accesso all’esame di Stato e alla prosecuzione verso istruzione tecnica superiore o universitaria.
In materia di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, la Regione programma corsi ITS e percorsi IFTS, integrandoli con ricerca, innovazione, imprese, centri di ricerca e creazione di impresa. La partecipazione è favorita anche in età adulta.
Per l’istruzione terziaria, la Regione sostiene università, master, dottorati, AFAM e istituti riconosciuti dal MIUR, con particolare attenzione a soggetti sottorappresentati, a basso reddito, adulti e mobilità geografica, anche transnazionale.
Politiche attive del lavoro, tirocini e mobilità professionale
La legge regola i servizi di politica attiva per l’accesso all’occupazione, la creazione d’impresa e la mobilità professionale. La programmazione regionale può includere:
- primo ingresso nel mercato del lavoro;
- misure per soggetti a maggior rischio di esclusione o con basse qualificazioni;
- percorsi per persone non occupate e non inserite in istruzione o formazione;
- ricollocazione dopo crisi aziendali e nell’ambito dell’AspI;
- mobilità volontaria e transnazionale;
- supporto alla creazione di impresa e al lavoro autonomo.
I tirocini, curriculari ed extracurriculari, sono promossi per chi ha assolto l’obbligo di istruzione. La Giunta definisce durata, modalità di attestazione, requisiti di promotori e attuatori, soggetti autorizzati e sistema di monitoraggio, per evitare usi distorti. L’offerta di tirocini è programmata in modo integrato con le altre componenti del sistema e può favorire il rientro nell’istruzione.
Formazione continua, permanente e invecchiamento attivo
La Regione sostiene la formazione continua di occupati, autonomi e imprenditori per l’aggiornamento e lo sviluppo delle competenze. Gli interventi sono costruiti su bisogni delle imprese o dei singoli e si sviluppano attraverso progetti aziendali, interaziendali o partecipazione individuale, con riferimento al catalogo regionale.
La formazione permanente è rivolta a tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione lavorativa, ed è caratterizzata da percorsi brevi per acquisire conoscenze e competenze utili ai cambiamenti sociali e professionali.
Per l’invecchiamento attivo, la Regione programma interventi per trasmettere esperienze professionali nel passaggio al pensionamento, anche con iniziative sperimentali e, nei piccoli Comuni, con l’uso delle scuole per contrastare l’analfabetismo di ritorno e favorire cittadinanza attiva e relazione intergenerazionale.
Inclusione sociale attraverso l’apprendimento
La legge prevede interventi integrati per l’inclusione sociale attiva di persone con disabilità, in svantaggio, emarginazione o vulnerabilità. Le misure comprendono:
- sostegno all’integrazione nelle attività di apprendimento;
- orientamento, formazione e inserimento in contesti produttivi;
- rimozione degli ostacoli al mercato del lavoro;
- rafforzamento dei saperi per cittadinanza attiva, contrasto a violenza, sfruttamento e discriminazione.
La Regione promuove reti partenariali, responsabilità sociale d’impresa, impresa cooperativa ed economia sociale.
Servizi di orientamento e validazione degli apprendimenti
La Regione sviluppa un sistema integrato di orientamento per scelte scolastiche, universitarie, formative, professionali e lavorative, con informazione sulle opportunità, sviluppo di capacità di ricerca, analisi, autovalutazione e decisione. Sono previste innovazione, orientamento a distanza, sperimentazione e formazione degli operatori.
È inoltre disciplinata la validazione degli apprendimenti formali, non formali e informali, con rilascio di crediti formativi, qualificazioni e certificazioni spendibili nel sistema educativo e nel lavoro. La Regione gestisce anche il libretto formativo del cittadino, cui la validazione si integra.
Programmazione triennale, governance e piano regionale
Lo strumento centrale è il piano triennale regionale, predisposto dal Dipartimento competente, con partecipazione multilivello di amministrazioni regionali, istituzioni territoriali, organizzazioni sindacali e datoriali e organismi della società civile.
Il piano definisce:
- coordinamento tra politiche educative, formative, del lavoro, sociali ed economiche;
- linee guida per i servizi del Titolo II;
- caratteristiche quantitative dell’offerta;
- standard qualitativi;
- sviluppo di risorse comuni, standard professionali e sistemi di certificazione;
- modalità gestionali semplificate;
- contributo alla strategia di specializzazione intelligente e all’innovazione sociale.
Il piano ha durata triennale, è aggiornato in itinere e segue un iter con parere delle Commissioni consiliari entro trenta giorni e successiva approvazione del Consiglio regionale.
Reti territoriali, poli formativi e istituti tecnici superiori
La Regione disciplina le reti territoriali per l’apprendimento permanente, che collegano servizi pubblici e privati di istruzione, formazione e lavoro e costituiscono il riferimento per la programmazione esecutiva delle transizioni.
Le reti includono università, scuole, CPIA, poli tecnico-professionali, servizi di orientamento, imprese, camere di commercio, enti di ricerca e altri soggetti educativi e del terzo settore. L’Agenzia regionale per il lavoro e le transizioni deve operare in integrazione con tali reti.
La legge disciplina anche i poli formativi e tecnico-professionali e gli Istituti Tecnici Superiori, come strutture stabili che integrano istituzioni scolastiche, organismi formativi accreditati, imprese, università e centri di ricerca. La Giunta definisce le misure di accompagnamento e supporto alla loro costituzione.
Standard, accreditamento e catalogo dell’offerta
Il sistema regionale degli standard professionali, formativi, di certificazione e attestazione costituisce il riferimento per la qualità dei servizi ed è articolato in repertori collegati al repertorio nazionale. Gli standard contenuti nei repertori costituiscono livelli essenziali delle prestazioni.
La Regione definisce inoltre il sistema di accreditamento dei soggetti erogatori: gli interventi finanziati con risorse pubbliche o rilascianti titoli riconosciuti possono essere realizzati solo da soggetti autorizzati o accreditati. L’offerta formativa è programmata con modalità pubbliche, trasparenti e contendibili, e per quella ricorrente o non finanziata è previsto il catalogo unico regionale.
Agenzia regionale per il lavoro e le transizioni nella vita attiva
La legge prevede la predisposizione di una proposta di legge per istituire un’Agenzia regionale per il lavoro e le transizioni nella vita attiva, qualificata come servizio di interesse pubblico privo di rilevanza economica. L’Agenzia deve svolgere funzioni in materia di orientamento, formazione, istruzione e lavoro, eseguendo i programmi assegnati dalla Regione e operando in integrazione con le reti territoriali e con forme partenariali pubblico-private.
L’Agenzia è indicata anche come ente titolato a erogare i servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze previsti dal dispositivo regionale DRIVE.
Norme transitorie e finali
Entro 180 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta deve adottare un Piano di implementazione della legge, indicando azioni, risorse e tempi di attuazione.
Fino al riassetto delle competenze istituzionali, la Giunta, previa intesa con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, assicura la continuità delle funzioni amministrative e dei compiti già conferiti alle Province in materia di formazione e orientamento professionale.
Con l’entrata in vigore della legge sono abrogati gli articoli dei Titoli I, II, IV, V e VI della legge regionale 11 dicembre 2003, n. 33, come coordinata. Restano in vigore, fino al riassetto delle competenze istituzionali, gli articoli del Titolo III relativi al riparto delle funzioni amministrative.
Valutazione di attualità della legge
La disciplina ha ancora rilievo ordinamentale per il sistema regionale lucano dell’apprendimento e delle politiche attive, ma contiene previsioni legate a programmazioni triennali, piani di implementazione e assetti istituzionali successivi. Per questo è da considerarsi ancora utilizzabile come quadro normativo, pur con alcune componenti transitorie ormai superate nel tempo.
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