Cassazione Penale, Sentenza n. 02717/2026 del 23/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, nel giudizio di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, aveva confermato la gravità indiziaria nei confronti di De Sarro per i reati di associazione a delinquere (capo 1) e corruzione (capo 38) e aveva sostituito la misura degli arresti domiciliari con la sospensione dall'esercizio dei pubblici uffici per 9 mesi. L'indagato deduceva un unico motivo articolato: violazione delle norme processuali e vizio di motivazione per insufficienza e illogicità degli indizi, in particolare contestando l'assenza di elementi che provassero un patto corruttivo o contatti diretti tra De Sarro e Caparello; l'assenza di utilità concreta per il Rettore; l'erronea attribuzione di responsabilità per la gestione degli stabulari (sostenendo che la responsabilità sarebbe del veterinario/Opba); la mancata indicazione degli elementi costitutivi dell'associazione (stabilità del vincolo, programmazione criminosa) e la presunta riproposizione di argomentazioni già ritenute inconsistenti dalla Suprema Corte.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (in parte manifestamente infondato e in parte non consentito). Ha ritenuto che il Tribunale di Catanzaro, nel rispetto del mandato di rinvio, avesse adeguatamente motivato la sussistenza della gravità indiziaria sia in relazione al reato di corruzione (capo 38) sia in relazione all'associazione a delinquere (capo 1). La Corte ha valorizzato le intercettazioni, le dichiarazioni e il giudicato cautelare su falsi contestati (capi 39 e 40) per desumere l'accordo corruttivo e il vantaggio perseguito dal rettore (disponibilità del capoveterinario a censurare o mitigare le criticità nelle ispezioni in cambio di favori per la figlia). Ha altresì ritenuto provato, sul piano indiziario, l'esistenza di un programma criminoso finalizzato a mantenere attive le attività di ricerca e i finanziamenti pubblici occultando le condizioni irregolari degli stabulari e che De Sarro, oltre ad essere responsabile scientifico di numerosi progetti, avesse un dovere di vigilanza nella sua qualità di rettore, giustificando così la sua posizione apicale nel sodalizio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Sez. U, Sentenza n. 11 del 22/03/2000 (Rv. 215828 - 01)
richiamata in motivazione
Principio giurisprudenziale secondo cui la pronuncia cautelare non è fondata su prove ma su indizi; la Corte di legittimità verifica che il giudice di merito abbia adeguatamente motivato la gravità indiziaria rispettando i canoni logici e i principi di diritto nell'apprezzamento degli elementi indizianti
Autorizzazione del Ministero della Salute n. 447/2016
menzionata nell'ordinanza genetica come riferimento all'autorizzazione relativa alle procedure
Richiamata per collegare l'ambito amministrativo/tecnico delle procedure di sperimentazione e delle relative dichiarazioni formali al reato di falso, posto che la corrispondenza tra quanto dichiarato e le condizioni effettive degli stabulari è elemento rilevante nel quadro indiziario del programma criminoso
Massime di principio
- Per le misure cautelari personali il livello richiesto è quello della gravità indiziaria: non si richiedono prove definitive ma indizi coerenti, gravi e concordanti che rendano probabile la responsabilità.
- In ipotesi di associazione a delinquere è necessario indicare e motivare specificamente gli elementi essenziali: stabilità del vincolo tra i partecipanti, programmazione criminosa e modalità operative; la mera gestione irregolare di strutture non è sufficiente senza il nesso teleologico tra condotte e finalità illecite.
- Per il reato di corruzione la giurisprudenza valuta sia le comunicazioni/intercettazioni che attestano l'accordo e la promessa/attesa dell'utilità sia gli atti falsi o le omissioni che configurano la contropartita: occorre un nesso indiziario tra vantaggio promesso/conseguito e la condotta dell'agente pubblico.
- Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno forte rilievo probatorio a livello indiziario se lette nel loro contesto e se collegate ad altri elementi (falsi, comportamento successivo, decisioni amministrative).
- La posizione apicale (es. rettore) può giustificare responsabilità per il contributo al programma criminoso quando emergono doveri di vigilanza e un ruolo attivo o di direzione nell'organizzazione delle attività oggetto di abuso.
- In cassazione il controllo è limitato alla congruenza logica e giuridica della motivazione del giudice di merito; la Suprema Corte non riesamina i fatti per apporre valutazioni probatorie ex novo, salvo vizio di motivazione o violazione di legge.
- In fase difensiva, per contrastare misure cautelari, è efficace puntare a: evidenziare l'assenza di nesso causale tra condotte e vantaggi contestati, mostrare spiegazioni alternative per le intercettazioni, contestare la stabilità del vincolo associativo e chiedere la precisa indicazione delle fonti di prova cui il giudice ha fatto riferimento.
- Quando le accuse coinvolgono responsabilità tecniche (es. benessere animale), è utile distinguere ruoli e competenze (responsabilità diretta del veterinario/Opba vs. dovere generale di vigilanza del dirigente) e richiedere agli atti l'esatta individuazione delle posizioni e degli obblighi normativi violati.
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