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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 30796/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva respinto l'appello dell'Agenzia avverso la sentenza di primo grado che aveva annullato l'avviso di irrogazione di sanzioni notificate a Pezzotta in quanto amministratore di fatto della Eurocantieri s.r.l. per omessa conservazione delle scritture contabili relative al 2004. L'Agenzia sosteneva che Pezzotta avesse utilizzato la societa come schermo e fosse il reale beneficiario delle violazioni, dovendo pertanto essere personalmente responsabile delle imposte e delle sanzioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondati i primi due motivi. Ha stabilito che l'art. 2495 c.c. non era applicabile (riguarda responsabilita dei soci per debiti sociali e non debiti propri). Ha altresi chiarito che l'art. 7 d.l. 269/2003, che pone le sanzioni amministrative tributarie esclusivamente a carico della persona giuridica, opera soltanto quando la persona fisica abbia agito nell'interesse e a beneficio della societa; non opera invece quando la persona fisica sia l'esclusivo beneficiario e la societa sia stata utilizzata quale soggetto interposto. In tal caso e possibile traslare i redditi e i tributi all'interponente ai sensi dell'art. 37, terzo comma, d.P.R. n. 600/1973 (con conseguente imputazione anche delle condotte evasive), e analoghe ricadute valgono anche in tema di IVA in base all'art. 3, terzo comma, d.P.R. n. 633/1972 e alla giurisprudenza comunitaria. La sentenza impugnata e stata cassata e rinviata alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione; il terzo motivo e stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 2495 c.c.

    Norma sulla responsabilita dei soci e dei liquidatori per i debiti della societa; la Corte ha ritenuto che non si applica alle ipotesi di debiti e sanzioni che si imputino direttamente alla persona fisica autrice della violazione

  • art. 7, d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (conv. con modificazioni)

    le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di societa od enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica

    Opera solo quando l'autore della violazione abbia agito nell'interesse e a beneficio della societa; non esclude la responsabilità personale se la persona fisica è l'esclusivo beneficiario e la societa è meramente interposta

  • art. 2, 5 e 11, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

    Riferimenti alle norme sulle sanzioni tributarie e alla responsabilità solidale; la Corte richiama che tali disposizioni vanno interpretate congiuntamente ad art.7 e alle regole sull'interposizione

  • art. 37, terzo comma, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Presunzione di imputazione dei redditi di altri soggetti al contribuente che ne è l'effettivo possessore per interposta persona se dimostrato, anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti; strumento utilizzabile per traslare redditi, imposte e relative condotte evasive dall'interposta all'interponente

  • art. 3, terzo comma, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Nel contesto IVA, la gestione uti dominus di una societa può ricondursi a un rapporto di mandato senza rappresentanza per cui il gestore rileva ai fini IVA come soggetto che ha ricevuto o fornito i servizi a titolo personale

  • art. 19, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Riferimento al diritto alla detrazione/compensazione: ove il reddito e le imposte siano traslati all'interponente, l'interposta può avere diritto al rimborso per imposte pagate indebitamente

Massime di principio

  • L'art. 7 d.l. 269/2003 non garantisce immunità automatica all'autore materiale della violazione se questi è l'effettivo beneficiario e la societa è stata utilizzata come schermo: in tal caso le imposte e le sanzioni possono essere attribuite alla persona fisica.
  • Per ricolmare imposte e sanzioni dalla societa alla persona fisica occorre dimostrare la relazione di fatto tra l'interponente e la fonte del reddito con presunzioni gravi, precise e concordanti ai sensi dell'art. 37, comma 3, DPR 600/1973; l'onere probatorio spetta all'Amministrazione finanziaria.
  • L'art. 2495 c.c. disciplina la responsabilità dei soci per debiti sociali e non è idoneo a regolare la responsabilità per debiti fiscali o sanzioni che siano invece imputabili direttamente al soggetto che ha utilizzato la societa come interposta persona.
  • Anche in materia di IVA la gestione "uti dominus" può comportare l'imputazione dell'operazione al gestore come soggetto che ha ricevuto o fornito i servizi a titolo personale (rilevanza dell'art. 3 DPR 633/1972 e della giurisprudenza comunitaria).
  • In caso di utilizzo strumentale della societa, la via corretta è l'accertamento dell'interposizione e della traslazione del reddito; una volta dimostrata, l'interponente può essere tenuto a pagare imposte e sanzioni e la decisione va rimessa al giudice di merito per valutare le prove.
  • Nella pratica, chi agisce a difesa di una posizione analoga dovrebbe concentrare la prova sulla titolarità effettiva dei redditi, sul controllo "uti dominus" e sulla destinazione dei benefici economici, mentre l'Amministrazione deve produrre elementi documentali e presunzioni gravi, precise e concordanti.

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