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Sentenza

Sentenza n. 907/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 487/2025 del Tribunale di Bologna, pubblicata in data 16.04.2025.

Giustizia amministrativa202600087

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 487/2025 del Tribunale di Bologna, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice da sentenza)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 487/2025 del Tribunale di Bologna. La decisione presupposta era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria l'8 gennaio 2026, ed era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito nel giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto alle statuizioni contenute nella sentenza civile definitiva. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare integrale esecuzione alla sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e comprendendo le spese legali liquidate dal giudice ordinario e quelle del giudizio di ottemperanza, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. In caso di ulteriore inerzia, il commissario ad acta, già nominato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o in un funzionario da questi delegato, dovrà provvedere in sostituzione dell'Amministrazione entro i successivi novanta giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, anche mediante la nomina preventiva di un commissario ad acta.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale presupposto è passato in giudicato, è stato notificato all'Amministrazione e permane l'inadempimento dell'obbligo conformativo o satisfattivo posto a suo carico.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all'Amministrazione di eseguire integralmente il giudicato entro un termine determinato, imputando nell'esecuzione anche le somme eventualmente già corrisposte e le spese liquidate nel giudizio presupposto e in quello di ottemperanza.
  • In presenza di perdurante inerzia dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta, individuando l'organo o il funzionario chiamato a sostituirsi all'Amministrazione e fissando il termine per gli adempimenti sostitutivi.
  • La condanna alle spese del giudizio di ottemperanza segue la soccombenza dell'Amministrazione inadempiente; il giudice può disporre la restituzione del contributo unificato e la distrazione delle spese in favore dei difensori antistatari.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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