Sentenza n. 1632/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera comunale che ha respinto l’osservazione alla variante al PUC, atti di adozione e rettifica della variante e, con motivi aggiunti, delibera di presa d’atto e approvazione degli elaborati integrativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, amministratore unico e legale rappresentante di una società con centro aziendale costituito da un piazzale per sosta e movimentazione di automezzi e servizi annessi, contestava la classificazione dell’area in zona E3 agricola, sostenendo che fosse incompatibile con l’attività imprenditoriale e chiedendone la riclassificazione in zona D2 produttiva. Con il ricorso principale impugnava il rigetto dell’osservazione n. 75 e, in via subordinata, gli atti di adozione e rettifica della variante, deducendo violazione della normativa urbanistica regionale e degli artt. 3, 7, 8, 10-bis e 21-octies della l. 241/1990, mancata partecipazione e trasparenza, sviamento, difetto di istruttoria e di motivazione, illogicità, contraddittorietà e irragionevolezza; lamentava che il Comune avesse respinto l’osservazione con formule generiche, senza esaminarla puntualmente né confrontarla con gli interessi del piano. Con motivi aggiunti impugnava la delibera di Giunta n. 22 dell’11 marzo 2026, relativa agli elaborati integrativi predisposti in risposta alle richieste della Provincia e di altri enti, deducendo due motivi sostanzialmente sovrapponibili: violazione degli artt. 26 e 27 della l.r. Campania 16/2004 e degli artt. 3 e 9 del regolamento regionale n. 5/2011, nonché dell’art. 127 delle NTA del PTCP e dell’art. 3 della l. 241/1990, con analoghe censure di partecipazione, trasparenza, istruttoria, motivazione e ragionevolezza. Il Comune eccepiva, tra l’altro, l’improcedibilità per mancata impugnazione della deliberazione consiliare n. 7 dell’8 aprile 2026, di approvazione definitiva della variante.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito le censure sulla classificazione urbanistica, sull’istruttoria e sulla motivazione. Ha ritenuto decisiva la mancata impugnazione della deliberazione consiliare n. 7 dell’8 aprile 2026, approvativa della variante: è l’atto conclusivo del procedimento di formazione progressiva del piano che concretizza la lesione dell’interesse del ricorrente. La delibera comunale di esame delle osservazioni è invece endoprocedimentale e non autonomamente impugnabile, poiché le determinazioni sulle osservazioni acquistano efficacia precettiva solo con l’approvazione definitiva del piano. Le ulteriori eccezioni comunali non sono state esaminate perché il Collegio ha ritenuto sufficiente la ragione di improcedibilità indicata. Spese compensate.
Massime di principio
- Nel procedimento di formazione di uno strumento urbanistico, l’atto comunale che controdeduce alle osservazioni ha natura endoprocedimentale e non è autonomamente impugnabile; le determinazioni sulle osservazioni acquistano contenuto precettivo con l’approvazione definitiva del piano.
- Quando la lesione dell’interesse del privato si concretizza con l’atto conclusivo di approvazione della variante urbanistica, la mancata impugnazione di tale atto determina l’improcedibilità del ricorso proposto contro atti precedenti del procedimento e dei motivi aggiunti relativi ad atti endoprocedimentali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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