Salta al contenuto
decreto_dirigenziale

Decreto dirigenziale n. 152 del 08/05/2025

Piano Strategico Nazionale Della Mobilità Sostenibile - Modalità di erogazione città metropolitane e comuni superiori ai 100.000 abitanti II quinquennio (2024-2028) previsto dall'articolo 3 comma 3 del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia e delle Finanze n° 71 del 09/02/2021

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti152

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina, per il II quinquennio 2024-2028 del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, le modalità di utilizzo, erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse destinate al rinnovo del parco autobus dei servizi di trasporto pubblico locale. Stabilisce beneficiari, spese ammissibili, regole per leasing, tipologie di veicoli e attrezzaggi finanziabili, quote di anticipazione/saldo, obblighi documentali, vincoli di destinazione e reversibilità, nonché le ipotesi di revoca e l’elenco dei CUP degli interventi ammessi.

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del PSNMS per il quinquennio 2024-2028

Modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse del PSNMS per il quinquennio 2024-2028

Il decreto disciplina l’attuazione, per il secondo quinquennio 2024-2028 del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, delle risorse destinate al rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e alle infrastrutture di supporto. La base normativa è rinvenuta nell’articolo 1, commi 613-615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano, nel decreto interministeriale n. 71 del 9 febbraio 2021 e nella normativa richiamata in materia di contratti pubblici, monitoraggio e CUP.

Quadro normativo e finalità

Il provvedimento si colloca nell’ambito del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, istituito per favorire il rinnovo del parco autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale e il miglioramento della qualità dell’aria mediante tecnologie innovative. Il decreto interministeriale n. 71/2021 aveva già ripartito le risorse e demandato a un decreto direttoriale la definizione delle modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio. Con il presente atto si aggiornano le regole operative per il quinquennio 2024-2028, tenendo conto anche dell’intesa espressa in Conferenza Unificata il 17 aprile 2025.

Ambito soggettivo e modalità di impiego delle risorse

I soggetti beneficiari sono le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, individuati dal riparto di cui al decreto n. 71 del 9 febbraio 2021. Le risorse possono essere utilizzate direttamente dagli enti o tramite altro soggetto individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del medesimo decreto. È inoltre ammesso che l’ente beneficiario o altra pubblica amministrazione/soggetto titolare del contratto di servizio affidi la gestione delle gare per l’acquisto dei veicoli anche all’attuale affidatario del servizio di TPL, previa convenzione.

Nella convenzione devono essere richiamati i vincoli di destinazione e reversibilità previsti dalla disciplina di settore. Inoltre, forniture e infrastrutture di supporto non possono, per la quota coperta dal contributo, essere finanziate da altre linee di finanziamento diverse da quelle del decreto n. 71/2021.

Termini per obbligazioni e rimodulazione dei programmi

Per il quinquennio 2024-2028, le obbligazioni giuridicamente vincolanti relative alle risorse annualmente assegnate devono essere assunte entro il 31 dicembre 2028, a pena di revoca della quota non impegnata. Le risorse assegnate nel quinquennio devono essere integralmente utilizzate entro il 31 dicembre 2030, con contestuale invio dell’istanza prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera c), pena la revoca della quota non utilizzata.

A partire dal 2028, previa trasmissione di apposita scheda tecnica da parte della Direzione generale, l’ente beneficiario può presentare la rimodulazione dei piani di investimento ammessi a contributo per il quinquennio 2029-2033.

Spese ammissibili

Le risorse possono essere impiegate esclusivamente per:

  • la fornitura di autobus, comprensiva degli attrezzaggi previsti dall’articolo 5, comma 3, ed eventualmente di quelli di cui al comma 4;
  • le infrastrutture di supporto, secondo le modalità dell’articolo 6;
  • la copertura di quota del canone di un contratto di leasing con obbligo di riscatto, secondo l’articolo 4.

Non sono ammesse a contribuzione, neppure parziale, le spese di manutenzione. Le spese amministrative di gestione della gara e del contratto sono ammesse entro il limite massimo del 2% del contributo, comprensivo anche di quanto previsto per le infrastrutture di supporto. Sono escluse le spese di cui all’articolo 45, commi 5-7, del d.lgs. n. 36/2023. L’IVA è ammissibile solo se realmente e definitivamente sostenuta e non recuperabile.

Per il quinquennio 2024-2028 sono ammesse solo le forniture le cui procedure siano iniziate dopo il 1° gennaio 2023 e per le quali i mezzi siano stati immatricolati dopo il 1° gennaio 2024. L’atto formale di avvio è, di regola, la determina a contrarre ai sensi dell’articolo 17, comma 1, del d.lgs. n. 36/2023; negli accordi quadro, rileva la data del contratto applicativo.

Leasing

Il decreto consente l’uso delle risorse per coprire quota del canone di leasing con obbligo di riscatto per l’impiego di autobus. La durata del contratto di leasing deve essere pari o inferiore agli anni residui del programma di investimenti vigente al momento della sottoscrizione.

Gli importi del canone e del riscatto devono rientrare nel cronoprogramma degli investimenti del secondo quinquennio del PSNMS. Non è coperta la parte del canone destinata a remunerare il capitale del fornitore né la percentuale di cofinanziamento ammessa. Il mezzo acquisito tramite leasing resta assoggettato ai vincoli di destinazione e reversibilità; la rendicontazione di ogni canone deve distinguere contributo statale, cofinanziamento e quota interessi.

Tipologie di autobus, alimentazioni e attrezzaggi obbligatori

Gli autobus devono essere idonei al servizio di trasporto pubblico locale. Le risorse del quinquennio 2024-2028 sono utilizzabili:

  • dai comuni, per autobus M2 e M3 di classe I/classe A a metano, elettrico, idrogeno e ibrido metano/elettrico destinati al TPL urbano/suburbano;
  • dalle città metropolitane, per autobus M2 e M3 di classe I/classe A con le medesime alimentazioni e destinazione urbano/suburbana;
  • dalle città metropolitane, fermo quanto disposto dall’articolo 1, comma 526, della legge n. 207/2024, anche per autobus di classe II/classe A destinati al trasporto pubblico extraurbano, con le medesime alimentazioni;
  • per i filobus, limitatamente alla fornitura dei mezzi.

Gli autobus devono essere obbligatoriamente dotati di:

  • attrezzature per accesso e trasporto di persone con mobilità ridotta;
  • conta-passeggeri attivo con validazione elettronica dei titoli di viaggio;
  • dispositivi di localizzazione con chiamata di emergenza da parte del conducente;
  • dispositivi per la validazione elettronica;
  • videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo normativa vigente e modalità regionali;
  • sistemi di aerazione e climatizzazione;
  • almeno 4 prese USB.

Ulteriori attrezzaggi, incluse strutture porta biciclette o dispositivi di mobilità attiva/ITS, possono essere finanziati entro il limite massimo del 10% del costo complessivo del veicolo, se previsti dalla programmazione dell’ente. Gli autobus devono inoltre essere conformi al D.M. 17 aprile 2024, n. 108.

Infrastrutture di supporto e piani di investimento esecutivi

Per le infrastrutture di supporto può essere destinato un importo massimo pari al 50% del contributo previsto per il primo triennio di ciascun quinquennio, anche in aggiunta ad altre risorse finalizzate alle medesime infrastrutture. I piani di investimento esecutivi possono prevedere variazioni delle voci di investimento fino al 10%, finalizzate alla realizzazione delle infrastrutture o alla modifica delle tipologie di alimentazione, nel rispetto della disciplina vigente e di quanto previsto dalla legge n. 207/2024.

Sono ammesse, in particolare, le opere strettamente connesse agli allacciamenti alla rete di alimentazione, ai luoghi di ricarica, ai relativi apparati, ai siti e dispositivi di stoccaggio e, se necessario, agli adeguamenti dei depositi limitatamente alle opere necessarie per l’alimentazione dei mezzi. Le spese tecniche per progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse nei limiti del D.M. Giustizia 17 giugno 2016, previa certificazione dell’ente. Per la redazione dei piani di investimento esecutivi è prevista una erogazione massima del 2% del contributo destinato alle infrastrutture di supporto, includendo eventuali analisi specialistiche costo-beneficio.

Modalità di erogazione delle risorse

L’erogazione avviene mediante trasferimento su conto corrente secondo tre fasi:

  • anticipazione pari al 30% dell’importo complessivo del contributo del II quinquennio;
  • erogazioni successive fino al 90% complessivo, sulla base di rendicontazione attestante una spesa almeno pari al 10% del contributo;
  • saldo finale pari al 10%.

L’anticipazione è suddivisa in due tranche: 10% entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto e il restante 20% entro 60 giorni dalla richiesta di saldo delle risorse del primo quinquennio, per gli enti ancora beneficiari di tali risorse. Eventuali quote residue al saldo del primo quinquennio sono riportate in conto anticipazione. Per gli enti che hanno già ricevuto il saldo del primo quinquennio 2019-2023, l’anticipazione del presente decreto è erogata entro 60 giorni dall’entrata in vigore.

Istanza, rendicontazione e documentazione

Per ottenere le erogazioni intermedie e il saldo, l’ente beneficiario deve presentare un’istanza corredata da documentazione tecnica e contabile. Per le erogazioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), sono richiesti:

  • piano di investimento esecutivo con dettaglio di autobus e infrastrutture;
  • dati identificativi degli ordini di acquisto, con procedure di aggiudicazione, CUP e CIG;
  • dati del fornitore/costruttore;
  • dati delle imprese designate all’acquisto e utilizzatrici delle singole unità;
  • elenco di dotazioni, attrezzature ed eventuali infrastrutture di alimentazione;
  • indicazione del costo contrattuale ammesso a contributo;
  • provvedimento regionale con vincoli di reversibilità e destinazione.

Il RUP deve dichiarare la rispondenza delle forniture al Piano e al decreto, il rispetto dei requisiti degli attrezzaggi obbligatori, l’installazione degli attrezzaggi aggiuntivi con relativo importo e l’assenza di altri finanziamenti sulla quota ammessa.

Per le infrastrutture di supporto, devono essere trasmessi SAL, certificati di pagamento e fatture quietanzate o documenti equivalenti. Per le forniture, devono essere inviati il numero di targa di ciascun autobus ammesso a contributo e l’elenco delle fatture quietanzate. Per il saldo finale sono richiesti, oltre alla documentazione di completamento, i certificati di collaudo o di regolare esecuzione per le opere e, per i veicoli, il quadro aggiornato delle forniture e i documenti di circolazione con gli estremi di messa in servizio. Per i filobus devono essere trasmessi anche i verbali di immissione in servizio.

Economie, revoca e restituzione

Le economie, comprese quelle derivanti da ribassi di gara, possono essere immediatamente reimpiegate per implementare il piano di investimento esecutivo, acquisendo ulteriori autobus o realizzando ulteriori infrastrutture, nel rispetto della disciplina applicabile. Le economie rilevate a seguito dell’istanza di saldo sono invece revocate.

Il contributo è revocato anche in caso di mancato rispetto dei termini e delle modalità stabilite dal decreto. Le somme già erogate e poi revocate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio della revoca.

Vincolo di destinazione e vincolo di reversibilità

Gli autobus e le infrastrutture di supporto finanziati devono essere destinati esclusivamente ai servizi di trasporto pubblico locale nel territorio dell’ente beneficiario, almeno fino alla scadenza dell’intera vita tecnica. Alla fine della vita tecnica, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere impiegato per le medesime finalità. Se il mezzo è distolto anticipatamente dal servizio per cause di forza maggiore, deve essere restituito il finanziamento relativo alle quote non ancora imputate oppure trasferito il valore su un nuovo mezzo gravato dal medesimo vincolo.

Gli autobus e le infrastrutture sono di proprietà della città metropolitana, del comune assegnatario, del soggetto da essi designato o del nuovo affidatario del servizio, purché sia rispettato il vincolo di reversibilità in favore dell’amministrazione pubblica competente, previo riscatto del valore residuo e fermo il subentro del nuovo affidatario secondo i criteri dell’ART.

Cofinanziamento, pubblicità e verifiche

L’ente beneficiario si impegna a garantire, direttamente o tramite il soggetto attuatore, il cofinanziamento o comunque la copertura della parte non coperta dal contributo statale, se il costo effettivo dei mezzi o delle infrastrutture supera il contributo concesso.

È previsto un obbligo di pubblicità sui mezzi finanziati mediante pannello esterno con la dicitura “Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” e mediante pannello interno, secondo il formato reso disponibile dal Ministero e nel rispetto del decreto direttoriale n. 245 del 4 agosto 2022.

Il Ministero può effettuare verifiche anche in loco sull’attuazione del piano delle forniture e sull’effettivo utilizzo delle risorse. Gli enti beneficiari devono garantire accesso alla documentazione e assistenza per i controlli.

Monitoraggio ed efficacia

Il monitoraggio degli interventi avviene secondo il d.lgs. n. 229/2011. L’allegato al decreto contiene l’elenco dei CUP relativi agli interventi del II quinquennio 2024-2028. Il decreto acquista efficacia dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Punti principali

Finalità e base normativa

Il decreto attua l’articolo 1, commi 613-615, della legge n. 232/2016, il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile e il decreto interministeriale n. 71 del 9 febbraio 2021. Definisce, per il quinquennio 2024-2028, le modalità operative per l’erogazione, la rendicontazione e il monitoraggio delle risorse destinate al rinnovo degli autobus del TPL e alle relative infrastrutture di supporto.

Beneficiari e utilizzo delle risorse

I beneficiari sono le città metropolitane e i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Le risorse possono essere impiegate direttamente o tramite altro soggetto individuato ai sensi del decreto n. 71/2021; è inoltre prevista la possibilità di affidare la gestione delle gare all’attuale affidatario del servizio di TPL mediante convenzione. Le forniture e le infrastrutture di supporto non possono essere oggetto, per la quota ammessa a contributo, di altri finanziamenti.

Spese ammissibili e tipologie di investimenti

Sono ammissibili esclusivamente i costi per l’acquisto di autobus e, nei limiti previsti, per le relative infrastrutture di supporto. Sono escluse le spese di manutenzione e quelle ex articolo 45, commi 5-7, del d.lgs. n. 36/2023; le spese amministrative di gara e contratto sono ammesse entro il limite del 2% del contributo. Le forniture devono riguardare procedure avviate dopo il 1° gennaio 2023 e mezzi immatricolati dopo il 1° gennaio 2024.

Erogazione delle risorse e rendicontazione

L’erogazione segue un modello a più fasi: 30% in anticipazione, ulteriori erogazioni fino al 90% sulla base di una rendicontazione con spesa pari almeno al 10% del contributo, e saldo finale del 10%. Sono previste specifiche modalità di anticipazione collegate anche al completamento del primo quinquennio e dettagliati obblighi documentali per le richieste di erogazione intermedia e a saldo, compresi CUP, CIG, fatture, SAL, collaudi e documentazione di messa in servizio.

Vincoli, revoca e allegato CUP

Gli autobus e le infrastrutture finanziate sono vincolati all’uso per il TPL nel territorio dell’ente beneficiario fino a fine vita tecnica, con disciplina del valore residuo e del vincolo di reversibilità in favore della pubblica amministrazione competente. Il decreto prevede revoca delle somme in caso di inosservanza dei termini o di economie residue non utilizzate e impone obblighi di pubblicità e verifiche ministeriali. L’allegato elenca i CUP degli interventi del II quinquennio 2024-2028.

Come è indicizzato

Materietrasporto pubblico localefinanziamenti e contributipnrropere pubbliche e infrastrutture

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.