Sentenza n. 1197/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dal ricorrente. La decisione è stata qualificata come formale; per tale ragione le spese processuali sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: diniego di rinnovo del porto d'armi per uso caccia
Esito
Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Cosenza con cui era stata respinta la richiesta di rinnovo del porto d'armi per uso caccia, chiedendone l'annullamento insieme agli eventuali atti presupposti, connessi o consequenziali. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato, con memoria del 6 maggio 2026, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza di smaltimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, quale presupposto per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse consente una decisione formale sul rapporto processuale, senza esame nel merito dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- La natura meramente formale della pronuncia per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese processuali.
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