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Sentenza

Sentenza n. 4013/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento del silenzio serbato da SMA Campania sulla istanza di accesso agli atti presentata da R.F.I. S.p.A. il 2.7.2025, da intendersi quale rigetto

Giustizia amministrativa202504373

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego sull'istanza di accesso documentale del 2 luglio 2025 relativa agli atti e alle relate di notifica posti a fondamento della pretesa creditoria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (gestore della riscossione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

RFI ha impugnato il silenzio serbato da SMA Campania e dalla Regione Campania sull'istanza di accesso documentale avente a oggetto le comunicazioni, con le relative relate di notifica, che avrebbero interrotto la prescrizione del credito richiesto per canoni di depurazione e fognatura relativi al periodo 2010-2012. L'accesso era stato richiesto per verificare la legittimità della pretesa di euro 193.947,86 e per finalità difensive, dopo che SMA Campania aveva intimato il pagamento e aveva richiamato precedenti note asseritamente interruttive della prescrizione. RFI ha dedotto la violazione degli articoli 22 e seguenti della legge n. 241/1990. In corso di giudizio SMA Campania ha rappresentato di avere già offerto in comunicazione gli atti richiesti, mentre la Regione Campania ha eccepito di non detenerli. RFI, preso atto delle risultanze processuali, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva della Regione Campania, poiché non era parte del procedimento cui si riferivano gli atti e non li deteneva. Quanto alla domanda di accesso, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, in ragione della dichiarazione di sopravvenuto disinteresse resa da RFI dopo che SMA Campania aveva offerto in comunicazione gli atti richiesti. Applicando il principio della soccombenza virtuale, il TAR ha posto le spese a carico di RFI, rilevando che la documentazione era stata offerta prima della proposizione del giudizio; le spese sono state liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori in favore di SMA Campania.

Norme richiamate

  • artt. 22 e ss. l. 241/1990

    La disciplina dell'accesso documentale è richiamata quale parametro della domanda, ma il giudice non esamina nel merito la spettanza dell'accesso, dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 2948 n. 4 c.c.

    La disposizione sulla prescrizione quinquennale è richiamata dalla ricorrente con riferimento alla pretesa creditoria, ma non viene applicata né esaminata dal TAR ai fini della decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio instaurato contro il silenzio-diniego su un'istanza di accesso, l'amministrazione mette a disposizione i documenti richiesti e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La legittimazione passiva nel giudizio di accesso spetta all'amministrazione o al soggetto che detiene i documenti richiesti; l'amministrazione che non è parte del procedimento cui gli atti si riferiscono e non li detiene non è legittimata passivamente.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte abbia determinato l'inutile instaurazione del giudizio; se i documenti erano già stati offerti prima del ricorso, le spese possono essere poste a carico del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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