L.R. Lazio 10/2013
Disposizioni in materia di riordino delle Società regionali operanti nel settore dello sviluppo economico e imprenditoriale (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riordina le società regionali del Lazio operanti nel settore dello sviluppo economico, concentrando funzioni e personale in Sviluppo Lazio S.p.A. e disciplinando fusioni, liquidazione di Banca Impresa Lazio S.p.A., trasferimento di fondi e nuove regole di controllo. Riforma anche il Fondo regionale per le PMI. Le misure operative dipendono da deliberazioni successive e da trasferimenti/perfezionamenti indicati nel testo.
Riordino delle società regionali del Lazio per lo sviluppo economico e imprenditoriale
Riordino delle società regionali per lo sviluppo economico nel Lazio
La legge disciplina la riorganizzazione delle società regionali in house attive nel sostegno allo sviluppo economico e imprenditoriale nel territorio del Lazio. L’obiettivo è concentrare in Sviluppo Lazio S.p.A. le attività già svolte da più società regionali, assicurando continuità operativa, efficientamento e razionalizzazione dei costi.
Finalità e assetto generale
Sviluppo Lazio S.p.A. assume anche la gestione diretta delle attività svolte da Fi.la.s. S.p.A., B.I.C. Lazio S.p.A., Unionfidi Lazio S.p.A. e Banca Impresa Lazio S.p.A. La Regione deve definire le modalità di riorganizzazione delle società regionali in house per garantire il sostegno allo sviluppo economico e occupazionale.
Operazioni societarie autorizzate
Sviluppo Lazio S.p.A. è autorizzata a:
- procedere alla fusione per incorporazione di Unionfidi Lazio S.p.A., Fi.la.s. S.p.A. e B.I.C. Lazio S.p.A. secondo gli articoli 2501 e seguenti del codice civile;
- quanto a Banca Impresa Lazio S.p.A., scegliere tra fusione per incorporazione o avvio della liquidazione volontaria, previa valutazione comparativa dei risparmi e informativa alle commissioni consiliari competenti, con parere vincolante di queste ultime;
- acquisire, ove necessario e previa informativa alla commissione consiliare competente, le azioni detenute da soci terzi nelle società B.I.C. Lazio S.p.A., Unionfidi Lazio S.p.A. e Banca Impresa Lazio S.p.A., oppure cederle in permuta;
- compiere ogni azione utile alla definizione celere ed efficiente della liquidazione di Asclepion S.p.A., inclusa la piena ricollocazione del personale non dirigenziale.
Governo societario, amministrazione e trasparenza
Gli amministratori di Sviluppo Lazio S.p.A. devono essere scelti nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza e sulla base di comprovata esperienza in ambiti quali:
- amministrazione pubblica;
- gestione dei finanziamenti;
- attività di credito;
- gestione di imprese;
- fondi europei.
Dopo i processi di riorganizzazione, a Sviluppo Lazio S.p.A. si applica la disciplina degli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo prevista dalla legge regionale n. 4 del 2013.
Controllo politico-istituzionale del Consiglio regionale
Per consentire al Consiglio regionale l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo, la Giunta deve:
- approvare annualmente e trasmettere al Consiglio la relazione sulle attività inviata da Sviluppo Lazio S.p.A. dopo l’approvazione del bilancio d’esercizio, con descrizione delle attività svolte, dei risultati economici e operativi, del grado di raggiungimento degli obiettivi e dei benefici per enti locali e imprese, con le relative ricadute occupazionali;
- trasmettere annualmente una relazione sull’attività di controllo analogo esercitata dalle strutture regionali su Sviluppo Lazio S.p.A.;
- prevedere, con cadenza semestrale, audizioni presso la commissione competente degli assessori di riferimento e degli amministratori della società, fermo restando il potere di richiedere atti, documenti e ulteriori audizioni in qualunque momento.
Ufficio studi e ricerche
Sviluppo Lazio S.p.A. deve istituire al proprio interno un ufficio studi e ricerche per l’aggiornamento sulle caratteristiche del sistema economico-sociale regionale e per fornire indicazioni di medio e lungo periodo sulle tendenze evolutive. L’ufficio svolge, anche sulla base delle indicazioni dell’assessorato competente e delle richieste del Consiglio regionale, attività di studio su assetti e processi istituzionali, territoriali, economici e sociali e supporto alla funzione statistica regionale, in raccordo con ISTAT e nel rispetto della normativa statistica e deontologica.
Competenze del Consiglio regionale
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva con deliberazione:
- le linee guida per il piano industriale triennale, con indicazione dei costi complessivi, delle attività da affidare alla società, delle risorse finanziarie di copertura e degli ambiti prioritari di intervento;
- le linee guida per le modifiche statutarie necessarie a consentire lo svolgimento delle attività successive all’incorporazione.
Il piano deve porre particolare attenzione a incentivi alle imprese, accesso al credito per le PMI, utilizzo dei fondi europei per la programmazione 2014-2020, limiti al personale dirigente, limiti alla spesa per consulenze e professionisti esterni e riorganizzazione territoriale e funzionale della società, anche con una sezione dedicata alla gestione del credito e delle garanzie.
Competenze della Giunta regionale e trasferimento delle attività
La Giunta regionale definisce, con una o più deliberazioni e previo parere vincolante delle commissioni consiliari competenti, tra l’altro:
- il cronoprogramma delle procedure di riordino;
- le modalità operative per il trasferimento a Sviluppo Lazio S.p.A. dei fondi speciali affidati alle società originarie;
- i criteri e le modalità per l’affidamento di fondi a gestori privati da parte di Sviluppo Lazio S.p.A.
Il personale non dirigenziale a tempo indeterminato di Unionfidi Lazio S.p.A., Fi.la.s. S.p.A., B.I.C. Lazio S.p.A. e Banca Impresa Lazio S.p.A. è collocato in Sviluppo Lazio S.p.A., nel rispetto della normativa statale e previa consultazione delle organizzazioni sindacali, oppure può essere trasferito su base volontaria ad altre società a controllo regionale, se non in liquidazione o oggetto di cessione aziendale.
Fondo regionale per le piccole e medie imprese
La legge sostituisce l’articolo 68 della l.r. 27/2006 e istituisce il Fondo regionale per le piccole e medie imprese, destinato a finanziare interventi per l’accesso al credito, l’innovazione e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale nel Lazio.
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva un piano che definisce:
- obiettivi prioritari degli interventi;
- criteri e modalità operative di utilizzo del fondo;
- ripartizione delle risorse.
Alla dotazione concorrono le residue disponibilità di vari fondi e misure pregresse già destinate a PMI, sicurezza nelle imprese commerciali, adeguamento alle norme antifumo, progetti per lo sviluppo economico e sostegno al credito. Dal 2015 il rifinanziamento avviene secondo la disciplina regionale di bilancio.
Rapporti convenzionali e subentro nelle norme regionali
Per svolgere le attività previste, Sviluppo Lazio S.p.A. stipula una convenzione con la Regione coerente con le linee guida del piano industriale.
Nei riferimenti contenuti nelle leggi regionali ai fondi speciali affidati alle società riordinate, i richiami alle società originarie si intendono fatti a Sviluppo Lazio S.p.A. dalla data di perfezionamento del trasferimento delle attività.
Cessazione delle società e abrogazioni
Le società Fi.la.s. S.p.A., B.I.C. Lazio S.p.A., Unionfidi Lazio S.p.A. e Banca Impresa Lazio S.p.A. cessano la propria operatività al perfezionamento del trasferimento delle attività a Sviluppo Lazio S.p.A.
Da tale data sono abrogate diverse disposizioni storiche relative a B.I.C. Lazio, Fi.LA.S. e a precedenti fondi e interventi finanziari; inoltre sono abrogate, dalla data di entrata in vigore della legge, altre norme relative a fondi e finanziamenti regionali, salvo quanto espressamente fatto salvo dalla nuova disciplina del Fondo regionale per le PMI.
Entrata in vigore e profili temporali
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lazio, quindi dal 20 dicembre 2013. Alcune disposizioni producono effetti solo dalla data di perfezionamento del trasferimento delle attività o dal 2015 per il rifinanziamento del Fondo regionale per le piccole e medie imprese.
Nota sull’attualità della disciplina
La disciplina ha avuto un carattere fortemente organizzativo e transitorio, legato alla fusione/riordino delle società regionali e al trasferimento delle attività a Sviluppo Lazio S.p.A., poi divenuta Lazio Innova S.p.A. nei successivi atti richiamati. Per questa ragione, pur formalmente rilevante sul piano storico-normativo, la legge è in larga parte superata nei suoi effetti operativi attuali.
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