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Sentenza

Sentenza n. 1093/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento - dell'ordinanza di demolizione n. -OMISSIS- adottata in data -OMISSIS- dal Dirigente del Settore Urbanistica e Attività Produttive della Città di Asti, notificata il successivo -OMISSIS-, con la quale è stata ordinata la demolizione di opere non autorizzate ed asseritamente ritenute abusive; - degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del procedimento; e per ogni ulteriore consequenziale statuizione.

Giustizia amministrativa202300100

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione di un edificio residenziale, una tettoia, una recinzione con cancelli, pavimentazioni, un pozzo irriguo e un bombolone GPL interrato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione adottata ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001, deducendo: in primo luogo, la violazione degli artt. 31 e 36 del d.P.R. 380/2001, il travisamento dei fatti, l'erronea valutazione dei presupposti, il difetto di istruttoria e motivazione, l'illogicità, la contraddittorietà e lo sviamento. In particolare, ha sostenuto che, trattandosi di opere risalenti nel tempo, l'amministrazione avrebbe dovuto motivare specificamente sull'interesse pubblico alla demolizione e che le opere avrebbero richiesto, al più, titoli edilizi minori, non essendo quindi assoggettabili alla demolizione. In secondo luogo, ha dedotto la violazione dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001 e i medesimi vizi di eccesso di potere, lamentando la mancata indicazione, nell'ordinanza, dell'area da acquisire al patrimonio comunale in caso di inottemperanza.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha escluso che l'ordinanza di demolizione necessitasse di una motivazione ulteriore sull'interesse pubblico, diverso dal ripristino della legalità violata, anche se adottata a notevole distanza dalla realizzazione dell'abuso: il potere repressivo edilizio è vincolato e rigidamente ancorato alla sussistenza dell'abuso. Ha poi ritenuto corretta la qualificazione unitaria delle opere, poiché l'abuso deve essere valutato nel suo complesso e non mediante una considerazione atomistica dei singoli manufatti. L'edificio residenziale, in muratura e calcestruzzo, determina nuova superficie e volumetria abitativa e una permanente trasformazione del suolo, configurando una nuova costruzione soggetta a permesso di costruire. Anche la tettoia, per dimensioni e caratteristiche strutturali, costituisce una modificazione permanente e rilevante del territorio, anch'essa soggetta a permesso di costruire. La recinzione, essendo poggiata su base muraria o in cemento armato, non rientra nell'edilizia libera; la stessa conclusione vale per i cancelli con pilastri in cemento. Pozzo irriguo, bombolone GPL e pavimentazione esterna, pur qualificabili come opere minori, sono funzionalmente asserviti all'insediamento residenziale abusivo e ne seguono il regime edilizio complessivo. È stata inoltre respinta la censura relativa alla mancata indicazione dell'area da acquisire: l'acquisizione gratuita delle opere, dell'area di sedime e dell'area di pertinenza urbanistica costituisce conseguenza legale dell'inottemperanza e la precisa individuazione dell'area può essere effettuata con un successivo atto, dopo l'inutile decorso del termine di novanta giorni. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in € 3.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base del potere repressivo esercitato mediante l'ordinanza di demolizione; l'acquisizione gratuita delle opere e delle aree conseguente all'inottemperanza opera ex lege.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla qualificazione edilizia e alla possibilità di regolarizzazione, senza che il giudice ravvisi una violazione rilevante ai fini dell'annullamento.

  • art. 3, comma 1, lett. e.1), d.P.R. 380/2001

    La realizzazione di un manufatto residenziale di dimensioni rilevanti, con nuova superficie e volumetria e trasformazione permanente del suolo, integra una nuova costruzione.

  • art. 142 d.lgs. 42/2004

    Individua il vincolo paesaggistico gravante sull'area agricola interessata dalle opere; il vincolo costituisce parte del contesto territoriale nel quale è stato realizzato l'insediamento abusivo.

  • art. 831 c.c.

    Il richiamo allo ius excludendi alios non rende liberamente realizzabile una recinzione che, poggiando su base muraria o in cemento armato, determina una stabile trasformazione del territorio.

Massime di principio

  • L'ordinanza di demolizione di un abuso edilizio ha natura vincolata e, anche se adottata a notevole distanza di tempo dalla realizzazione dell'opera, non richiede una motivazione specifica su ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità edilizia violata.
  • La qualificazione dell'abuso edilizio deve avvenire considerando unitariamente l'insieme delle opere realizzate e il loro complessivo impatto sul territorio; opere minori, pertinenziali o astrattamente riconducibili all'edilizia libera seguono il regime dell'intervento principale quando siano realizzate contestualmente e funzionalmente asservite a un manufatto soggetto a permesso di costruire.
  • Un manufatto residenziale in muratura e calcestruzzo, destinato a soddisfare esigenze abitative non temporanee e comportante nuova superficie, volumetria e trasformazione permanente del suolo, costituisce nuova costruzione soggetta a permesso di costruire.
  • Una tettoia di rilevanti dimensioni, stabilmente infissa su un basamento in calcestruzzo e dotata di copertura impermeabile, determina una modificazione permanente e significativa dell'assetto del territorio e richiede il permesso di costruire.
  • La mancata esatta indicazione, nell'ordinanza di demolizione, delle aree da acquisire al patrimonio comunale non determina l'illegittimità dell'atto, poiché l'acquisizione gratuita costituisce conseguenza ex lege dell'inottemperanza e l'individuazione delle aree può essere effettuata con un successivo atto dopo il decorso infruttuoso del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventi
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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