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Legge

L.R. Liguria 50/2009

Disposizioni regionali per la modernizzazione del settore pesca e acquacoltura

Normativa regionaleL.R. Liguria 50/2009Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce interventi finanziari e organizzativi per modernizzare pesca e acquacoltura marittima in Liguria: contributi a fondo perduto, programma regionale triennale, ricerca, promozione di nuovi mercati e Commissione consultiva. Alcune misure si applicano solo dopo il via libera UE; per i contributi 2010 su specifici interventi di ristrutturazione flotte era possibile l’aumento delle percentuali entro i limiti UE.

Modernizzazione del settore pesca e acquacoltura in Liguria

Modernizzazione del settore pesca e acquacoltura in Liguria

La legge disciplina, per la Regione Liguria, un quadro di interventi per sostenere l’ammodernamento della pesca e dell’acquacoltura marittima, in coerenza con la normativa comunitaria e nazionale. Il provvedimento combina strumenti finanziari, programmazione triennale, iniziative di ricerca, promozione commerciale e un organismo consultivo permanente.

Finalità e ambito degli interventi

La Regione interviene per favorire la modernizzazione del comparto ittico e dell’acquacoltura marittima, promuovendo in particolare:

  • l’ammodernamento della flotta peschereccia;
  • la valorizzazione della produzione di pesca, acquacoltura e attività connesse;
  • la cooperazione e l’associazionismo;
  • la ricerca e la tecnologia applicata;
  • le misure di conservazione delle risorse del mare.

Gli interventi sono subordinati alla coerenza con la disciplina comunitaria e nazionale e alle disponibilità di bilancio regionali.

Soggetti beneficiari

Possono accedere ai benefici:

  • gli imprenditori ittici definiti dal d.lgs. 226/2001;
  • le associazioni delle imprese e delle cooperative della pesca e dell’acquacoltura presenti in Liguria, se dotate di proprie strutture, maggiormente rappresentative a livello territoriale e aderenti alle organizzazioni nazionali indicate dalla legge;
  • le organizzazioni di produttori riconosciute;
  • gli organismi scientifici pubblici riconosciuti;
  • i fondi di garanzia operanti a favore degli imprenditori ittici, nel rispetto della disciplina UE richiamata.

Contributi a fondo perduto e tipologie di intervento finanziabili

La Regione può erogare contributi a fondo perduto, nei limiti delle disponibilità di bilancio e nel rispetto del regolamento (CE) n. 1198/2006, per:

  • ammodernamento delle imbarcazioni da pesca in esercizio;
  • realizzazione e ammodernamento di impianti di acquacoltura marittima;
  • realizzazione e ammodernamento di impianti di lavorazione, trasformazione, conservazione, distribuzione e commercializzazione dei prodotti;
  • sistemi di certificazione ambientale e di qualità;
  • adeguamento di imbarcazioni, fabbricati, attrezzature e impianti per pescaturismo e ittiturismo;
  • progetti e programmi di assistenza tecnica alle imprese per cooperazione e associazionismo;
  • ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca e all’acquacoltura;
  • sviluppo di nuovi mercati e campagne verso i consumatori;
  • fondi di garanzia a favore degli imprenditori ittici.

L’intensità dell’aiuto è quella prevista dal regolamento (CE) n. 1198/2006.

Programma regionale della pesca e dell’acquacoltura

Il Consiglio regionale approva il Programma regionale della pesca e dell’acquacoltura, adottato dalla Giunta. Il Programma ha durata triennale ed è lo strumento di pianificazione di riferimento del settore professionale marittimo.

Esso definisce anche le misure regionali di conservazione e gestione delle risorse del mare e contiene:

  • l’analisi regionale del settore;
  • lo stato delle risorse alieutiche;
  • gli obiettivi strategici regionali;
  • le azioni per conseguirli;
  • le risorse complessive da destinare all’attuazione, con particolare riguardo alla prima annualità;
  • le tipologie di intervento finanziabili e le priorità.

Gli obiettivi strategici comprendono sviluppo sostenibile, tutela del consumatore, tracciabilità, nuovi mercati, ricerca, occupazione e ricambio generazionale.

Criteri e modalità di concessione dei contributi

La Giunta regionale, nel rispetto della disciplina UE, stabilisce:

  • misura, criteri e modalità di concessione dei contributi;
  • percentuali di contributo sulla spesa ammissibile;
  • linee guida per programmi e progetti relativi ad assistenza tecnica e ricerca;
  • criteri di valutazione, controlli e verifiche.

Tali criteri e linee guida devono essere coerenti con il Programma regionale.

Ricerca scientifica, assistenza tecnica e sviluppo tecnologico

Per attuare gli obiettivi di sostenibilità e valorizzazione del settore, la Giunta può approvare programmi di iniziative finalizzati a:

  • ricerche per orientare e qualificare pesca e acquacoltura;
  • studi sulle caratteristiche biologiche e sullo stato di conservazione delle specie;
  • ricerche sulla conoscenza e valorizzazione delle attività di pesca regionali;
  • sviluppo di tecnologie per aumentare sostenibilità ambientale e sanitaria della maricoltura e competitività delle imprese.

La Regione può avvalersi di soggetti scientifici pubblici e delle associazioni di settore, oppure concedere loro contributi secondo le modalità fissate per i contributi regionali. I programmi di assistenza tecnica alle imprese possono essere realizzati direttamente dalla Regione o tramite le associazioni di cui alla legge.

Promozione di nuovi mercati e campagne verso i consumatori

La Giunta attua iniziative per favorire tutela del consumatore, tracciabilità e sviluppo di nuovi mercati, tra cui:

  • campagne regionali di promozione e informazione;
  • valorizzazione di specie eccedentarie e poco utilizzate;
  • iniziative per migliorare l’immagine dei prodotti ittici;
  • indagini di mercato;
  • partecipazione a fiere ed esposizioni;
  • iniziative per aumentare la competitività delle imprese.

Per queste iniziative la Regione può concedere contributi alle associazioni del settore indicate dalla legge.

Commissione consultiva regionale per la pesca e l’acquacoltura

È istituita la Commissione consultiva regionale per la pesca e l’acquacoltura, con funzioni consultive su:

  • leggi, regolamenti e disposizioni comunitarie, nazionali e regionali;
  • progetti di sviluppo delle attività di pesca, acquacoltura e attività connesse;
  • questioni ambientali che interagiscono con la pesca;
  • pianificazione di aree demaniali di interesse per la pesca professionale;
  • altre questioni inerenti la pesca regionale.

La Commissione è nominata dalla Giunta, dura tre anni ed opera a titolo gratuito. È composta da rappresentanti regionali, delle Capitanerie di Porto, delle associazioni di settore, dell’università, dei lavoratori, delle camere di commercio, dei mercati ittici, della pesca sportiva e dei commercianti di prodotti ittici. La Giunta ne definisce compiti e funzionamento.

Le designazioni devono arrivare entro 30 giorni dalla richiesta; in mancanza, la Giunta costituisce comunque la Commissione con oltre la metà dei componenti di diritto e la integra successivamente.

Regime transitorio e decorrenza di alcuni aiuti

Gli effetti dei contributi relativi all’ammodernamento delle imbarcazioni da pesca e ai fondi di garanzia decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dell’esito positivo della verifica di compatibilità della Commissione europea.

Gli aiuti per gli interventi relativi alla trasformazione, lavorazione, conservazione, distribuzione, commercializzazione, certificazione, pescaturismo/ittiturismo, assistenza tecnica, ricerca e nuovi mercati non sono soggetti a notifica preventiva UE, secondo il regolamento (CE) n. 736/2008.

Per i contributi concessi nell’anno 2010, limitatamente a specifici interventi di ristrutturazione delle flotte previsti dai regolamenti UE richiamati, la Giunta poteva elevare le percentuali di contributo fino al massimo consentito dal regolamento europeo.

Aspetti finanziari

La norma finanziaria è richiamata ma non riportata nel testo fornito. La legge opera comunque entro i limiti delle risorse di bilancio regionali e nel quadro dei regolamenti europei applicabili.

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