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Legge

L.R. Lombardia 30/2015

Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Lombardia. Modifiche alle ll.rr. 19/2007 sul sistema di istruzione e formazione e 22/2006 sul mercato del lavoro

Normativa regionaleL.R. Lombardia 30/2015Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna le discipline lombarde su istruzione/formazione e mercato del lavoro, introducendo sistema dote, apprendistato, reti territoriali, orientamento permanente, scuola digitale, internazionalizzazione e clausole valutative. Le misure sono finanziate con risorse regionali, statali, FSE 2007-2013 e 2014-2020 e Garanzia Giovani. Alcune previsioni richiamano programmazioni e annualità 2015-2017, quindi oggi hanno rilievo soprattutto storico o per effetti residuali.

Modifiche a istruzione/formazione e mercato del lavoro in Lombardia

Qualità, innovazione e internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Lombardia

La legge interviene sulle leggi regionali lombarde in materia di istruzione e formazione e di mercato del lavoro, rafforzando integrazione scuola-lavoro, apprendistato, sistema dote, orientamento, internazionalizzazione e strumenti di valutazione della qualità. La disciplina si applica nel territorio della Regione Lombardia e molte misure sono attuate tramite provvedimenti della Giunta.

Interventi sul sistema educativo di istruzione e formazione

La legge orienta la programmazione regionale alla lotta alla dispersione scolastica, all’occupabilità e alla competitività del sistema economico lombardo. Viene valorizzata l’integrazione scuola-lavoro e l’apprendistato come modalità formative prioritarie per l’apprendimento permanente.

La programmazione dell’offerta formativa deve essere raccordata ai fabbisogni di competenze professionali, anche innovative, del sistema economico regionale e può valorizzare ricerche e osservatori territoriali. La Regione sostiene inoltre il raccordo tra istruzione e formazione professionale, istruzione, università e territorio produttivo, riconoscendo il partenariato territoriale e le reti tra sistema educativo ed economico.

Sistema dote, buoni e contributi per gli studenti

La Regione può attribuire buoni e contributi, anche per servizi, a favore degli studenti frequentanti istituzioni scolastiche e formative, su domanda delle famiglie, anche per rimuovere ostacoli economici all’accesso e alla libera scelta dei percorsi educativi e per favorire la permanenza nel sistema.

Come modalità ordinaria di attuazione è adottato il sistema dote, quale strumento di destinazione delle risorse alla persona. Per i percorsi triennali e di quarto anno di istruzione e formazione professionale, il valore della dote è definito sulla base di costi unitari differenziati per qualifica e diploma professionale; la dote è inoltre riferimento per il corso annuale utile all’ammissione all’esame di Stato per l’accesso all’università.

La Giunta determina le risorse per i percorsi di cui all’articolo 11, favorendo l’offerta formativa più strategica e qualificata per il sistema produttivo.

Titoli, certificazioni e livelli EQF

La certificazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, della formazione continua e permanente, della specializzazione e dell’ambito non formale e informale si raccorda al Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF).

Le certificazioni previste comprendono:

  • certificato delle competenze di base acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, di II livello EQF;
  • qualifica di istruzione e formazione professionale, di III livello EQF;
  • diploma professionale di istruzione e formazione professionale, di IV livello EQF;
  • certificato di specializzazione tecnica superiore, di IV livello EQF;
  • attestato di competenza per specializzazione, formazione continua, permanente e abilitante, nonché per certificazioni non formali e informali.

I richiami normativi interni alla legge vengono allineati a questi livelli EQF.

Accesso dei cittadini stranieri e sostegno linguistico

Le istituzioni formative devono verificare, mediante test, la conoscenza della lingua italiana dei cittadini stranieri che accedono per la prima volta al sistema educativo e formativo lombardo. In caso di livello insufficiente, devono essere garantiti interventi di facilitazione dell’apprendimento della lingua italiana, secondo modalità definite dalla Giunta, per consentire il regolare svolgimento dell’attività didattica.

Reti territoriali per l’apprendimento permanente

La Regione promuove reti territoriali tra soggetti del sistema educativo e del sistema economico, inclusi i poli tecnico-professionali. Le reti servono a razionalizzare i servizi esistenti, rafforzare la collaborazione tra formazione e lavoro, diffondere la cultura tecnico-scientifica e migliorare l’orientamento scolastico e professionale.

Le reti devono inoltre favorire l’integrazione delle politiche di istruzione, formazione e lavoro, anche in coordinamento con i fondi interprofessionali. La Giunta definisce criteri di riconoscimento, risorse dedicate e criteri di attribuzione, valorizzando anche cofinanziamenti pubblici e privati.

Orientamento permanente

L’orientamento scolastico e professionale, a partire dalla secondaria di primo grado, è qualificato come attività strutturale dell’offerta formativa e connesso al successo formativo, al contrasto della dispersione, alle transizioni tra percorsi e all’inserimento lavorativo.

La Regione promuove anche interventi specifici per sviluppare l’imprenditorialità, in collaborazione con il sistema universitario, e favorisce l’integrazione in rete dei servizi di orientamento dei diversi soggetti istituzionali. L’offerta territoriale comprende istituzioni scolastiche e formative, centri provinciali per l’istruzione degli adulti e soggetti pubblici e privati, anche accreditati.

È istituito un comitato interistituzionale regionale per l’orientamento permanente, con rappresentanti degli enti territoriali di area vasta, dei comuni capoluogo e delle parti sociali; le modalità di funzionamento sono demandate a un successivo atto dirigenziale.

Sistema duale, integrazione scuola-lavoro e apprendistato

La legge introduce il sistema duale lombardo per i percorsi di istruzione e formazione professionale, fondato su un raccordo sistematico e continuo tra formazione e lavoro e sul riconoscimento del ruolo delle micro-imprese.

Il conseguimento di qualifiche e diplomi professionali avviene attraverso l’integrazione tra formazione e lavoro e l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. La Giunta definisce modalità e risorse per sostenere la formazione in apprendistato anche nei percorsi di istruzione del secondo ciclo e può incentivare le imprese che partecipano a esperienze di integrazione scuola-lavoro.

L’integrazione tra scuola e lavoro è indicata come metodologia privilegiata nei percorsi di qualifica e diploma, per studenti che abbiano compiuto 15 anni. Le istituzioni formative e scolastiche progettano tali percorsi con le imprese.

La quota del monte ore obbligatorio destinata all’integrazione tra formazione e lavoro è fissata, in sede di progettazione:

  • tra il 15% e il 50% del monte ore complessivo del percorso triennale di qualifica;
  • tra il 20% e il 50% del monte ore del percorso di diploma professionale.

La parte eccedente del monte ore annuo obbligatorio dei terzi e quarti anni può essere svolta totalmente in integrazione tra formazione e lavoro.

Risorse per apprendistato e alta formazione

Per il terzo e quarto anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale e per i percorsi di formazione superiore non accademica successivi al secondo ciclo, almeno il 5% delle risorse complessive è destinato alla formazione degli apprendisti.

Agli studenti delle istituzioni scolastiche del secondo ciclo che attivano percorsi in apprendistato per il diploma è riconosciuto un contributo per la formazione specifica, nel rispetto della disciplina regionale e del d.lgs. 81/2015. La Regione promuove anche accordi per rimodulare la retribuzione degli apprendisti in relazione all’impegno formativo, semplificare gli adempimenti e migliorare la qualità della formazione.

Formazione superiore non accademica e ITS

Nell’area della formazione superiore non accademica successiva al secondo ciclo, la legge prevede percorsi che portano al certificato di specializzazione tecnica superiore di IV livello EQF. Sono inoltre attivati i corsi degli istituti tecnici superiori, ai quali consegue il diploma di tecnico superiore di V livello EQF.

Sistema di rating e finanziamento delle istituzioni

La Regione promuove un modello di rating delle istituzioni formative e degli enti accreditati, anche tramite collaborazione con organismi nazionali e internazionali di valutazione, per migliorare efficienza, efficacia e qualità dei servizi. Il rating è strumento di miglioramento continuo e orientamento verso standard elevati.

L’assegnazione delle risorse tiene conto anche dei risultati occupazionali degli studenti qualificati e diplomati nell’anno formativo precedente. Al sistema partecipano anche le istituzioni scolastiche che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale, nel rispetto della normativa nazionale.

I costi unitari, differenziati per qualifica e diploma professionale, diventano il criterio di riferimento per il valore del sistema dote, sostituendo il precedente criterio della quota capitaria. Sono previsti specifici finanziamenti anche per i percorsi e progetti relativi alla formazione in integrazione con il lavoro.

Scuola digitale e apprendimento permanente

La Regione promuove l’uso delle tecnologie digitali nella didattica, la modernizzazione degli ambienti e degli strumenti di apprendimento e la valutazione dei risultati formativi. Sostiene l’aggiornamento professionale di insegnanti e formatori e l’adozione di dispositivi interoperabili per l’attività didattica individuale e di gruppo.

È prevista una premialità per le migliori pratiche di didattica tecnologica che coinvolgano docenti, studenti, famiglie e realtà territoriali. La Giunta individua annualmente risorse e criteri di attuazione.

La Regione sostiene anche azioni per l’apprendimento permanente ad alto contenuto di specificità, specializzazione ed eccellenza, con attenzione alla ricollocazione lavorativa. Sono considerate eccellenti le attività che utilizzano strumenti innovativi, garantiscono trasferibilità e replicabilità, contrastano in modo stabile la dispersione scolastica e favoriscono reti anche transnazionali.

Merito e mobilità internazionale degli studenti

La Regione riconosce il merito degli studenti che hanno conseguito risultati eccellenti negli ultimi anni del secondo ciclo, sostenendo l’acquisto di materiale didattico e tecnologico e la partecipazione a esperienze di apprendimento o a percorsi di studio in Italia e all’estero.

La Giunta stabilisce annualmente risorse e criteri di assegnazione. Inoltre, previo parere della commissione consiliare competente, definisce annualmente risorse e criteri per progetti di mobilità internazionale destinati agli studenti del secondo ciclo.

Azioni per il mercato del lavoro e sistema dote

Nel mercato del lavoro lombardo la Regione considera innovazione e internazionalizzazione tratti identitari e leve strategiche per l’occupazione qualificata, la produttività e la coesione sociale.

Per le politiche attive del lavoro la Regione adotta il sistema dote come modalità primaria di attuazione degli interventi, per garantire accompagnamento alla qualificazione, ricollocazione, riqualificazione professionale e ricerca del lavoro. La dote è spendibile per servizi di formazione professionale e accompagnamento al lavoro, secondo il profilo personale di occupabilità.

I servizi sono erogati da operatori accreditati e rimborsati a risultato utile. Il sistema può includere incentivi alle imprese per l’inserimento lavorativo. La Giunta definisce standard di erogazione, costi, qualità, risultati attesi, condizioni e regole di ripetizione nel tempo, nonché un sistema di monitoraggio e controllo fondato sul rating.

Reti di partenariato nei servizi per il lavoro

Gli operatori accreditati possono attivare reti di partenariato con enti territoriali, parti sociali e imprese per sviluppare azioni integrate di accompagnamento al lavoro. La Giunta stabilisce con atto specifico modalità e criteri di finanziamento, compresi eventuali cofinanziamenti pubblici e privati.

Internazionalizzazione e transnazionalità nel lavoro

La Regione promuove esperienze di tirocinio professionalizzante in programmi internazionali o di lavoro all’estero per giovani inoccupati o disoccupati e per lavoratori interessati ad acquisire competenze professionali. Promuove inoltre esperienze internazionali per operatori delle istituzioni scolastiche, formative e dei servizi al lavoro, al fine di migliorare competenze e diffondere buone prassi.

La Giunta definisce annualmente criteri e risorse per queste azioni.

Innovazione del mercato del lavoro e welfare contrattuale

La Regione, sentite le parti sociali, individua misure a sostegno dell’innovazione del mercato del lavoro, favorendo forme flessibili di organizzazione del lavoro, incluse quelle indicate come smartworking, e la promozione di servizi di welfare contrattuale, territoriale e aziendale derivanti dalla contrattazione collettiva e dalla bilateralità.

Le azioni comprendono:

  • diffusione di buone pratiche per piani aziendali e territoriali e per le relative infrastrutture tecnologiche;
  • formazione per competenze manageriali, innovazione organizzativa e relazioni industriali;
  • promozione di benefit per servizi sanitari, socioassistenziali, trasporto, diritto allo studio, formazione professionale e altri servizi accreditati, riconosciuti o cofinanziati dalla Regione;
  • coinvolgimento del partenariato economico e sociale nella definizione e sperimentazione.

La Giunta definisce annualmente criteri e risorse.

Clausole valutative

Per entrambe le leggi modificate è prevista una clausola valutativa. Il Consiglio regionale controlla l’attuazione e valuta i risultati; la Giunta presenta entro il 31 marzo di ogni anno una relazione con interventi realizzati, risorse, soggetti coinvolti, partecipazione, beneficiari, criticità e risultati.

La relazione è alimentata, per la legge sull’istruzione e formazione, anche dal valutatore indipendente; per la legge sul lavoro, anche dall’Osservatorio regionale del mercato del lavoro. I dati raccolti devono essere resi accessibili e i documenti conclusivi resi pubblici.

Norme finanziarie e attualità della legge

Le spese per le modifiche al sistema di istruzione e formazione sono coperte con risorse regionali, fondi vincolati statali, POR FSE 2007-2013 e 2014-2020 e risorse del Programma Garanzia Giovani; le annualità indicate sono in particolare 2015-2017. Analoga copertura è prevista per le modifiche sul mercato del lavoro.

La legge è ancora formalmente rilevante come testo modificativo del quadro normativo lombardo, ma alcune disposizioni finanziarie e programmatiche sono legate a periodi ormai conclusi; la disciplina storica sugli stanziamenti 2015-2017 non ha oggi autonoma utilità applicativa.

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