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Sentenza

Sentenza n. 289/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’annullamento - del provvedimento prot. n. 0017879 del 3 dicembre 2025, con il quale il Comune di Cascia, relativamente alla istanza di autorizzazione presentata da Zefiro Net, ai sensi dell’art. 44 del d.lgs. n. 259 del 2003, per la realizzazione di una stazione radio base (SRB) per telefonia mobile (con tecnologia 4G) in Località Cascine di Opagna censita al N.C.T. del Comune di Cascia, Foglio di mappa n. 165, Particella catastale n. 51 (codice impianto e nome “PG208 CASCINE DI OPAGNA”), ha comunicato l’improcedibilità dell’istanza in quanto “il soggetto attuatore non è legittimato alla presentazione dell’istanza. L’area oggetto d’intervento è sottoposta al vincolo di uso civico (demanio collettivo) che inibisce l’utilizzo del terreno”; - di ogni altro atto presupposto connesso e conseguente anche ignoto.

Giustizia amministrativa202600044

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul provvedimento impugnato, determinata dalla conclusione positiva della conferenza di servizi relativa alla domanda di autorizzazione. Applicando l'art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile. Le spese di giudizio sono state compensate.

TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego, qualificato come improcedibilità dell'istanza, dell'autorizzazione ex art. 44 d.lgs. 259/2003 per la realizzazione di una stazione radio base

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 3 dicembre 2025 con cui era stata dichiarata improcedibile l'istanza di autorizzazione per l'installazione di una stazione radio base, ritenendo il soggetto attuatore non legittimato a presentare la domanda poiché l'area era gravata da uso civico e demanio collettivo, ritenuto ostativo all'utilizzo del terreno. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione nel merito, poiché il Comune, con determinazione del 29 aprile 2026, ha concluso positivamente la conferenza di servizi indetta in relazione alla medesima domanda di autorizzazione. Ha quindi chiesto la declaratoria di improcedibilità del ricorso, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 44 d.lgs. 259/2003

    La disposizione costituisce il fondamento dell'istanza di autorizzazione per la realizzazione della stazione radio base, ma non è stata interpretata nel merito dal TAR per effetto della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 14-quater l. 241/1990

    La conclusione positiva della conferenza di servizi indetta in relazione alla domanda di autorizzazione ha determinato il venir meno dell'interesse della ricorrente alla decisione sul provvedimento originariamente impugnato.

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta un successivo atto favorevole che definisce positivamente il procedimento cui si riferiva il provvedimento impugnato, rendendo non più utile una decisione sul merito dell'impugnazione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche quando il nuovo atto amministrativo favorevole interviene nell'ambito della medesima domanda e costituisce l'esito positivo della conferenza di servizi relativa al procedimento autorizzatorio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàTelecomunicazioni e impianti radio
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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