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Ordinanza

Ordinanza n. 241/2026 - Cagliari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600135

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale che ha interdetto l’esercizio dell’attività commerciale nel chiosco, ordinato il rilascio dell’area e del manufatto e richiamato l’abusività urbanistico-edilizia dell’opera; sono stati inoltre contestati atti asseritamente lesivi del giudicato e il silenzio-rigetto sull’istanza di accertamento di conformità

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un chiosco adibito a edicola, già colpito da ordinanza demolitoria, ha impugnato il silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accertamento di conformità relativa alla pavimentazione sottostante il manufatto. Con motivi aggiunti ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva confermato la demolizione del chiosco e della sola porzione di basamento abusivamente ampliata, nonché la declaratoria di nullità e l’annullamento degli atti comunali ritenuti violativi o elusivi del giudicato. In particolare, sono stati contestati la presa in carico di un’istanza di vigilanza edilizia, il parere ostativo alla variazione dell’attività commerciale, il preavviso di rigetto della DUA e il successivo provvedimento prescrittivo/interdittivo, con il quale è stata vietata l’attività commerciale integrata e ordinato il rilascio dell’area e del chiosco. Il ricorrente ha dedotto, in sostanza, violazione ed elusione del giudicato, violazione di legge, illogicità manifesta e contraddittorietà rispetto a precedenti pareri favorevoli. Ha inoltre chiesto il rinvio della camera di consiglio per impugnare il successivo diniego di compatibilità paesaggistica e l’annullamento di un precedente parere tecnico favorevole in materia idraulica.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza di rinvio, ritenendo che i provvedimenti sopravvenuti cui essa si riferiva non fossero pertinenti rispetto all’oggetto della domanda cautelare. Ha quindi respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. In questa fase, il Collegio ha rilevato, anche prescindendo dalla dubbia competenza del TAR a conoscere dell’ottemperanza a una sentenza del Consiglio di Stato e della nullità degli atti asseritamente violativi del giudicato, che la sentenza del Consiglio di Stato n. 9340/2025 aveva definitivamente accertato la difformità urbanistico-edilizia del chiosco. Da tale accertamento ha desunto che il manufatto non potesse essere utilizzato per alcuna attività commerciale, poiché l’esercizio legittimo dell’attività commerciale presuppone la regolarità urbanistico-edilizia dei locali non solo al momento del rilascio dei titoli, ma per tutta la durata dell’attività; l’amministrazione ha pertanto il potere-dovere di inibire l’attività esercitata in locali abusivi. Non sono stati ritenuti sussistenti i presupposti cautelari. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale base dell’istanza di accertamento di conformità presentata dal proprietario; l’ordinanza non decide nel merito la relativa istanza.

  • art. 16 l.r. Sardegna n. 23/1985

    Richiamato in relazione alla possibile riqualificazione dell’istanza edilizia; l’ordinanza non ne esamina autonomamente l’applicazione.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento dell’istanza di vigilanza edilizia presentata da un terzo.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento dell’acquisizione dell’area e della sanzione amministrativa pecuniaria conseguenti all’inottemperanza all’ordinanza di demolizione.

  • art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a.

    Richiamato per la domanda di declaratoria di nullità degli atti asseritamente adottati in violazione o elusione del giudicato.

  • art. 114, comma 4, lett. d), c.p.a.

    Richiamato per la richiesta di nomina di un commissario ad acta finalizzata all’esecuzione del giudicato.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Richiamato per la richiesta di applicazione di una penalità di mora in caso di ulteriore inadempimento.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    Richiamato per la domanda subordinata di declaratoria di nullità del provvedimento interdittivo per violazione o elusione del giudicato.

  • art. 7 l. 241/1990

    Richiamato in relazione all’atto di avvio del procedimento amministrativo contestato.

  • art. 8 l. 241/1990

    Richiamato in relazione al contenuto dell’avvio del procedimento e al termine assegnato per la presentazione di osservazioni.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare decisa con l’ordinanza; il TAR ha escluso la sussistenza del fumus boni iuris e dei presupposti per la misura.

Massime di principio

  • L’accertamento giudiziale definitivo della difformità urbanistico-edilizia di un manufatto impedisce, in assenza di sopravvenuta regolarizzazione, l’utilizzo del manufatto per lo svolgimento di attività commerciali.
  • La legittimità dell’esercizio di un’attività commerciale in un determinato locale presuppone la regolarità urbanistico-edilizia del locale non solo al momento dell’avvio o del rilascio dei titoli, ma per l’intera durata dell’attività.
  • Quando venga accertata l’abusività urbanistico-edilizia delle opere in cui si svolge un’attività commerciale, l’amministrazione ha il potere-dovere di inibire l’attività, anche se la controversia riguarda una variazione o un’integrazione dell’attività già esercitata.
  • In sede cautelare, la pendenza di questioni relative all’ottemperanza a una sentenza del Consiglio di Stato e alla competenza del giudice dell’esecuzione può essere lasciata impregiudicata quando, già a un primo esame, l’accertata abusività urbanistico-edilizia del manufatto escluda il fumus boni iuris della domanda.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniGiudizio di ottemperanzaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareNullità del provvedimentoEffetto conformativo e riedizione del potere

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