Cassazione Penale, Sentenza n. 24605/2025 del 04/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza n.41405/2024 della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro l'ordinanza ex art. 634 c.p.p. della Corte d'appello di Reggio Calabria, la quale a sua volta aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione ex art. 630, comma 1, lett. c) c.p.p. avverso la sentenza della Corte d'appello di Messina che confermava la condanna di Tripoli per omicidio colposo. Il ricorrente deduce un errore di fatto/materiale della Corte di Cassazione: sostiene che la Corte abbia dichiarato manifestamente infondato il primo motivo attivandosi su un presupposto fattuale errato (ritenendo che fosse già stato eseguito un accertamento tecnico sui luoghi), mentre in realtà non vi sarebbe stato alcun accertamento tecnico e la collocazione della scala e la sua incidenza sulla dinamica dell'evento mortale non sarebbero state verificate se non tramite deposizioni testimoniali; chiede quindi l'accertamento dell'errore.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'oggetto del ricorso di Tripoli fosse in realtà una critica valutativa del compendio probatorio (travisamento del fatto o della prova) e non un errore percettivo o materiale rientrante nell'art. 625-bis c.p.p. La giurisprudenza consolidata esclude che il rimedio straordinario per errore materiale o di fatto possa essere utilizzato per impugnare valutazioni probatorie o interpretazioni delle norme; pertanto il ricorso non era proponibile. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria ritenuta equa ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto avverso provvedimenti della Corte di Cassazione; interpretato restrittivamente come rimedio solo per errori percettivi o materiali (svista, fuorviazione nella percezione degli atti interni) e non per errori di valutazione o di diritto.
art. 630 c.p.p., comma 1, lett. c)
Prevede la revisione della sentenza penale definitiva nei casi tassativi (tra cui l'emergere di nuove prove rilevanti); nella vicenda era il titolo della richiesta di revisione originaria che era stata dichiarata inammissibile in sede di merito.
Norma procedurale richiamata in relazione all'ordinanza della Corte d'appello che aveva trattato la richiesta di revisione; indica le modalità con cui la Corte d'appello decide su questioni di revisione.
Consente la condanna alle spese e, in presenza di colpa nella determinazione della inammissibilità, l'applicazione di una sanzione pecuniaria: la Corte ha ritenuto non sussistente assenza di colpa e ha irrogato la sanzione.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori materiali o di fatto di natura percettiva (es. refusi, omissioni o errata trascrizione/interpolazione degli atti della Corte di cassazione) e non per contestazioni sulla valutazione delle prove o sulla ricostruzione dei fatti.
- Se si contesta una valutazione probatoria della Corte di cassazione (travisamento del fatto o della prova), il rimedio corretto non è il ricorso per errore di fatto ex art. 625-bis, ma le impugnazioni ordinarie o, se ricorrono i presupposti, la revisione ex art. 630 c.p.p.
- Per prospettare con successo un ricorso ex art. 625-bis occorre individuare e documentare chiaramente l'elemento percettivo errato nella sentenza di cassazione (ad es. citazione errata di un atto, omissione di un documento prodotto, errore materiale nella trascrizione di un provvedimento), evitando argomentazioni che richiedano una nuova valutazione probatoria.
- Quando si sostiene l'esistenza di 'nuove prove' ai fini della revisione, è fondamentale dimostrare che si tratti di elementi effettivamente nuovi e decisivi e che non siano semplicemente motivo di rinnovata valutazione del materiale probatorio già valutato.
- Tenere presente il rischio di condanna per spese e sanzioni: proporre un ricorso manifestamente inammissibile o improprio può comportare oneri economici aggiuntivi.
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